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ESCLUSIVA TLP - Asta si confessa: "Vado alla ricerca di persone che parlino di calcio. Sto dimostrando che non vanno avanti solo allenatori raccomandati. Il biennio a Monza..."TUTTOmercatoWEB
© foto di Jacopo Duranti/tuttolegapro.com
venerdì 9 maggio 2014, 17:35Interviste TC
di Nicolò SCHIRA
per Tuttoc.com

ESCLUSIVA TLP - Asta si confessa: "Vado alla ricerca di persone che parlino di calcio. Sto dimostrando che non vanno avanti solo allenatori raccomandati. Il biennio a Monza..."

Tutto confermato. Ve ne abbiamo parlato diverse volte nell'ultimo mese, ora sono giunti gli annunci ufficiali. Il Monza e mister Tonino Asta si separano. In un biennio in Brianza un promozione e mezza (senza penalizzazione avrebbe vinto il campionato anche l'anno scorso ndr) e un finale di Coppa Italia Lega Pro. I migliori risultati ottenuti dall'ultracentenaria formazione monzese negli ultimi tre lustri portano la sua firma. L'ex trainer della Primavera del Torino si è raccontato a trecentosessanta gradi in esclusiva a TuttoLegaPro.com.

Mister, oggi è arrivato l'addio al Monza...

"Dopo due anni vado alla ricerca di nuove sfide. Certe situazioni per vari motivi e situazioni non combaciavano più e cosi il rapporto non proseguirà...".

Cosa prova in questo momento?

"Non è stato semplice dire arrivederci a Monza dopo due anni. Lascio un ambiente che mi ha dato tantissimo a livello umano e professionale. Monza rappresenta per me qualcosa di speciale".

In Brianza si è affermato nei professionisti dopo gli ottimi anni nel settore giovanile del Torino.

"Fu un grande salto quello dalla Primavera del Torino. Quando uno esce dal settore giovanile, è una sorta di istruttore, con le prime squadre diventi allenatore".

Ora è pronto a ripartire da un altro club?

"Certamente. Sono pronto per nuove avventure e motivato per continuare a far bene".

Lei è appetito da diversi club di Lega Pro (Alessandria, Real Vicenza, Lumezzane): come vive questi rumors?

"Nel calcio si dice che non ci sia meritocrazia e riconoscimento. Sono contento di essere l'antitesi a questi luoghi comuni. Le voci e gli interessamenti fanno piacere, in quanto significa che ho svolto un buon lavoro. Soprattutto perchè stanno arrivando da addetti ai lavori che non ho mai avuto modo di conoscere di persona. Di solito si dice che va avanti il raccomandato o l'amico dell'amico. A me chiama gente che non conoscevo per manifestarmi stima e apprezzamento. Ciò mi inorgoglisce".

In due anni ha cambiato il Monza: da una squadra sull'orlo del baratro ad una delle piazze emergenti e più ambite...

"A Monza quando firmai non si sapeva neppure se la squadra si sarebbe iscritta. Fu un salto nel buio, ma Andrissi mi convinse. Mi sono catapultato nel progetto biancorosso e fra noi è nato subito un bel rapporto fra uomini che parlavano di calcio. Con lui si può dialogare di calcio nel vero senso della parola...".

Se le dico progetto...

"Nel calcio attuale sbagli tre partite e il progetto lascia il tempo che trova. Sono sul mercato e ascolterò le varie opportunità per scegliere la situazione migliore. Mi piacerebbe lavorare in un club parlando di calcio, visto che ultimamente in questo mondo non se ne parla affatto. Voglio essere giudicato per quello che faccio in campo, non per altri aspetti".

Chi l'ha sempre sostenuta e appoggiata è l'ex direttore monzese Gianluca Andrissi...

"Sono grato ad Andrissi e a chi mi ha dato fiducia anche nei momenti di difficoltà. Il rapporto creatosi fra di noi va oltre al calcio. E' stato fondamentale per me".

I successi di Monza hanno un destinatario particolare?

"Dedico i due anni a chi ha sempre creduto in me. Voglio ringraziare i giocatori avuti a disposizione in queste due stagioni e che mi hanno sopportato. So di essere un martello, ma loro mi hanno seguito in tutto e per tutto. Dico grazie anche al mio staff e a tutti i tifosi".

I supporters monzesi sono riusciti a farla piangere...

"Sono uscito con le lacrime nell'ultima gara casalinga contro il Santarcangelo. Mi sono commosso ed emozionato per gli incitamenti dei tifosi del Monza e per i cori che mi hanno dedicato. Novanta minuti in cui mi hanno riempito di ovazioni e affetto. Una cosa simile mi era accaduta al Toro da calciatore, ma fu differente".

In che senso?

"Da allenatore la squadra la senti come una tua creatura e il legame che si prova è ancor più forte e totalizzante".

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