QUANDO IL PAVIA STAVA PRENDENDO BRUNO FERNANDES. TUTTOCUOIO, LA FAVOLA DI BALDE: DAGLI AMATORI ALLA LEGA PRO. REGGINA, IL PROGETTO DI FOTI PER LA RINASCITA
Quando bisogna raccontare una storia, anche di calciomercato, è inevitabile iniziare con il più banale dei "C'era una volta". Appunto, c'era una volta un giovanissimo centrocampista portoghese dalla tecnica eccelsa e dalla classe illuminante. Giocava nella Serie B portoghese, precisamente nel Boavista e desiderava un'esperienza in Italia. Chi lo visiona tramite la piattaforma Wyscout ne rimane affascinato, ma il fisico non è propriamente quello di un corazziere. Longilineo quanto mingherlino, tanto da essere scartato anche dalle big lusitane. Quando tocca il pallone, però, dà sempre la sensazione di poter inventare qualcosa di importante per i compagni. Passo felpato e piede educato stregano il responsabile dell'area tecnica del Pavia Aldo Preite. Immediatamente il dirigente azzurro allaccia i contatti per portare in riva al Ticino il gioiellino lusitano. E' il gennaio del 2012 e i lombardi sono ultimi in classifica, per molti destinati ad una sicura retrocessione. Il cartellino del calciatore classe '94 costa 40mila euro. Tanti per un club di Prima Divisione che ogni anno fa i salti mortali per coniugare bilanci in ordine e costi contenuti con la salvezza sul campo. Inoltre lo status di straniero non lo rende eleggibile per i contributi di Lega, così il club fa desistere Preite dall'affondo decisivo. Qualche settimana più tardi il suo scopritore Javier Ribalta lo porterà a Novara. Sono passati oltre due anni e quel ragazzo oggi è uno dei talenti più luminosi della massima serie, dove con l'Udinese continua a regalare prodezze mirabolanti. Per informazioni chiedere a Napoli e Fiorentina, tramortite dalle sue giocate. Il riferimento è ovviamente a Bruno Fernandes: adesso vale 12 mln di euro e due anni e mezzo fa si acquistava per 40mila euro. Straordinaria l'intuizione dell'attuale capo-scouting juventino Javier Ribalta nel portarlo in B a Novara. Altrettanto valida fu l'illuminazione di Preite. D'altronde per una società di Lega Pro è difficile condurre a termine operazioni del genere. In un triennio, però, il direttore tecnico del club di via Alzaia è riuscito a centrare sempre l'obiettivo prefissato dalla società, valorizzando al massimo le (poche) risorse a sua dispozione con competenza e professionalità. Per scoprire futuri campioni non serve disporre di milioni di euro per forza. Tante volte può bastare un occhio vigile ed attento a tutti i mercati. In attesa di scoprire se i cinesi sbarcheranno davvero a Pavia, rilevando la società dalla famiglia Zanchi, i tifosi azzurri sanno comunque di essere in buone mani. Preite è legato alla formazione longobarda fino al 2015, anche se il lavoro svolto nell'ultimo triennio non è passato inosservato e potrebbe diventare a sua volta un uomo-mercato...
Dagli Amatori alla Lega Pro, sognando di diventare il nuovo Marcel Desailly. Una favola per certi versi quella che sta vivendo il centrocampista Abdoulaye Balde. Il classe '88 del Tuttocuoio è uno dei pilastri della formazione di Alvini che si giocherà la Lega Pro unica tramite i Playout. Un rendimento elevatissimo quello del senegalese arrivato giovanissimo in Italia. Era il 2006 quando si mise in luce al Torneo di Viareggio con la rappesentativa allenata da mister Berrettini. Un talento fuori dal comune, in grado di giostrare sia da piovra recupera-palloni in mezzo al campo che da roccioso difensore centrale. Una carriera ad alti livelli sembrava attenderlo dietro l'angolo ed invece il mancato permesso di soggiorno e lo status da extracomunitario ne tarparono le ali, frenandone l'ascesa. Per quattro anni ha giocato fra gli Amatori toscani (vive a Pontedera ndr): troppo forte la passione per il mondo del pallone. Impossibile rinunciare al proprio sogno. L'anno scorso l'ingaggio da parte del Tuttocuoio, con il quale ha vinto il campionato di Serie D da protagonista ottenendo nel frattempo anche il permesso di soggiorno. Quest'anno la ribalta del professionismo e un'annata importante, tanto da conquistare le attenzioni di Cosenza, Pontedera e Barletta. Una storia a lieto fine e all'insegna del motto "mai smettere di sognare"...
La Reggina non smantella e non sparirà. Voci legate a problematiche societarie e possibile rischio di una mancata iscrizione del centenario club amaranto dovrebbero essere scongiurate. La formazione calabrese punterà sulla linea verde per rinverdire i fasti del passato. La bacino del Sant'Agata ha lanciato e svezzato talenti in abbondanza, dai quali ripartire per disputare un'annata importante nella Lega Pro unica. Lillo Foti rimarrà al timone della società e come mister è tentato dall'affidarsi ad una storica bandiera reggina come Ciccio Cozza. L'ex capitano ha già dato la propria disponibità in tal senso. Rientreranno all'ovile parecchio giovani attualmente in giro per l'Italia come Viola, Verruschi, Akrapovic, Carroccio e soprattutto bomber Arrighini. Il gioiello del Pontedera è in compartecipazione con gli amaranto e settimana prossima ci sarà l'incontro con l'agente del calciatore per definire la risoluzione della comproprietà. Insieme a loro spazio per ragazzi già divenuti protagonisti in Serie B come Dall'Oglio, Maicon, Di Lorenzo e Bochniewicz. Da valutare il futuro di due portieri come Baiocco (Benevento) e Kovacsik (Carpi), il cui cartellino appartiere appunto alla Reggina. Spazio al Granillo anche per alcuni ragazzi che verranno promossi in Prima Squadra dalla Primavera come Condemi, Caruso e Perrone. La stella polare della baby compagine amaranto sarà Mauro Coppolaro. Il difensore classe '97 ha già collezionato diverse presenze in Serie B, attirando le attenzione di Napoli ed Inter. Un'annata da pilastro della retroguardia amaranto in un campionato irto di insidie come quello della Lega Pro ne completeranno la formazione prima di regalare a Foti l'ennesima plusvalenza della sua gestione. Probabile anche la permanenza del diesse Simone Giacchetta: una Reggina che ripartirà dalle proprie antiche radici per aprire un nuovo ciclo...


