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L’affanno finanziario che allerta la Lega Pro. Crisi che parte da altre categorie. Gli esempi di Bologna, Siena e delle retrocesse Padova e Reggina. Raffica di penalizzazioni ... L’anno zero per un sistema che deve essere rimodulatoTUTTOmercatoWEB
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
giovedì 3 luglio 2014, 08:30Il Punto
di Vittorio Galigani
per Tuttoc.com

L’affanno finanziario che allerta la Lega Pro. Crisi che parte da altre categorie. Gli esempi di Bologna, Siena e delle retrocesse Padova e Reggina. Raffica di penalizzazioni ... L’anno zero per un sistema che deve essere rimodulato

Vittorio Galigani, esperto dirigente calcistico, già Direttore Sportivo oltre che Direttore Generale in numerosi club professionistici dalla Serie A alla ex Serie C. Editorialista per TuttoLegaPro.com

Un appello a sorpresa quello del 30 giugno in Lega Pro. Dieci Società non hanno risposto. Si sapeva delle difficoltà finanziarie (notevoli) del Padova e (superabili) della Reggina, si conoscevano le intenzioni di Piero Camilli e di Vavassori di non perfezionare le rispettive pratiche di Grosseto e Pro Patria. Entrambi con i loro validi motivi di abbandono. Nessuno però si aspettava che la carenza, al riguardo di quella fidejussione di 600 mila euro, fosse così ragguardevole. Non è ancora dato sapere, per di più, quanti non sono in regola con gli obblighi regolamentari inerenti le strutture sportive. Ci potrebbero essere altre sorpresine. Sino all’11 luglio in diversi riusciranno comunque ad ottemperare alle norme. C’ è da augurarselo, diversamente sarebbe una sconfitta pesante per tutto il movimento della terza serie. E proprio nell’ anno della, auspicata, necessaria, riforma dei campionati.
Emerge un dato allarmante che non era stato monitorato nel corso dei periodici controlli effettuati dagli ispettori Covisoc. Arrancano in tanti, al di là di quelle 10 Società che ancora non si sono messe in regola. Anche altri hanno rispettato quella scadenza soltanto sul filo di lana. Un ventaglio di situazioni inaspettate che apre la stura a uno scenario preoccupante. Gli stessi vertici della Lega Pro, peraltro, ne sono rimasti negativamente colpiti.
Un affanno, a stagione non ancora iniziata, che deve far riflettere. La leggerezza e l’indifferenza dimostrata da taluni nel dover subire il deferimento per illecito disciplinare, poi sanzionato con la penalizzazione nel corso del campionato a venire, deve far meditare. Solo alcuni anni addietro, di questo fatto, ci si sarebbe vergognati. Nella realtà del presente nessuno arrossisce più.
Esiste una verità incontrovertibile. La modifica, nel tempo inasprita, delle leggi e dei decreti di natura fiscale, dei regolamenti di figc e Leghe, dei fatti riguardanti l’ esercizio finanziario, ha reso più complicata la gestione generale dell’azienda calcio. Non esiste categoria dove non si registrino  difficoltà economiche per qualcuno. Le vicende negative del blasonato Bologna. Le risapute carenze del Siena e delle retrocesse Padova e Reggina in serie B, non rappresentano semplici segnali di allarme. La situazione del Varese non è che sia di tanto migliore, fosse retrocessa si sarebbe aperta una crisi profonda.
Nel contesto generale della “figuraccia” rimediata ai mondiali del Brasile siamo atterrati nell’anno zero. La necessità di una riforma radicale, che non deve essere generazionale, come frettolosamente asserito da qualcuno, ma nei contenuti, è evidente. Al Coni ed al presidente Malagò, che sono a capo di tutto lo sport italiano, il compito di elaborare un progetto di crescita graduale.
Grande la preoccupazione a livello generale. Figurarsi in Lega Pro dove la “fetta” degli introiti (diritti televisivi, mutualità, minutaggio e quant’ altro) è di gran lunga inferiore rispetto alle altre categorie. Stiamo assistendo ad un fenomeno preoccupante. In tanti, imprenditori e professionisti appassionati di calcio, vissuta da dirigenti la traumatica esperienza di qualche anno, desiderano defilarsi. Scappare da un mondo nel quale non riescono ad identificarsi. Un ambiente dove, salvo rare eccezioni, portare in equilibrio le poste di bilancio è diventata  impresa titanica.
Il calcio professionistico rischia di scomparire in molte piazze importanti. Si sta evidenziando che la riforma dei campionati non ha risolto tutti i problemi della terza serie. Il calcio, per come è attualmente strutturato, presenta lacune notevoli che prescindono dalle sane decisioni assunte dal direttivo di Lega Pro. Vedremo alla prova, per esempio, come reagiranno, in termini di gestione, alcune neo promosse dai dilettanti.
A tal proposito mi sono già espresso, recentemente, sulla probabilità, nel futuro prossimo, di ridurre ulteriormente l’organico delle Società ammesse in Lega pro. Le avvisaglie, derivanti dalle difficoltà di diversi, stanno già arrivando.
Quaranta squadre in due gironi da 20. Solo una fantasia? Tempo al tempo…
 
 
 

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