Calciomercato, un piatto di sane illusioni. Tanta serie B sul lastrico, Abodi dov’era? Indispensabile una nuova normativa per la nomina del presidente in Figc. Licenze Nazionali, segretari, direttori sportivi: quanta confusione
La situazione è talmente ingarbugliata che a scrivere di calcio, in questi giorni, c’ è il rischio essere fraintesi. Molte testate giornalistiche hanno la necessità di mettere insieme, quotidianamente, un “pastone” di mercato. Un piatto, di sane illusioni, da dare in pasto ai tifosi delle varie squadre. “Botti” e “colpi” messi a segno da tante Società all’ insegna di giovani, illustri sconosciuti, che si trovano all’ improvviso al centro di inaspettate, anche per loro, attenzioni. Lo screening di una carriera acerba e tutta, ancora, da realizzare. E’ il momento in cui tutti i responsabili del settore sportivo e relativi presidenti sono convinti di aver fatto le operazioni migliori. Del resto, cosa non si fa pur di leggere il proprio cognome citato nel contesto di un trasferimento.
Al momento grandi attenzioni sono rivolte verso i giovani. Promesse messesi in evidenza, nella scorsa stagione, tra i dilettanti o nelle file delle primavera di qualche squadra di categoria superiore. Una necessità, per la grande maggioranza, conseguenza di quella età media imposta dai regolamenti di Lega Pro per accedere alla ripartizione del denaro rinveniente dal “minutaggio”.
Nella realtà un “mercato” ancora virtuale. Troppe le “cose” in sospeso in tutte le categorie. Dal color che stan sospesi in serie B, sarebbe veramente un brutto colpo se Corioni non ce la facesse a schierare ai nastri di partenza il Brescia. Gli insormontabili 60 milioni di euro, ed oltre, che rappresentano la massa passiva del Siena. La critica situazione del Varese. I tanti dubbi sull’ organico della Lega Pro. Quella “vacatio”, decisa dalla Federcalcio, dal 18 al 28 luglio prossimi che tiene accesa la speranza (ripescaggio) di tante piazze.
Situazioni societarie che debbono ancora definirsi. Un esempio su tutti. La “fuga” di Vavassori, verso Reggio Emilia, lascia la Pro Patria sedotta e abbandonata con un futuro prossimo tutto da scrivere. Il vecchio “patron” ha anche spostato in Emilia alcuni tra i migliori calciatori dell’ equipe lombarda. Lo farà anche con alcuni, vaIidi, componenti di quel management. Ai “bustocchi”, in pratica, è rimasto soltanto il titolo sportivo. Sempre che entro le prossime ore spunti l’ acquirente in grado di offrire le dovute garanzie.
Registrando il frenetico attivismo delle dieci Società in difetto con la domanda di iscrizione in Lega Pro, ci si augura che si riescano a sanare quelle posizioni. Anche a Padova, dove vive uno stato di isolamento totale l’ attuale presidente Penocchio, inviso a tutta la piazza e non solo.
Le speranze di evitare la radiazione non sono del tutto tramontate. I buoni uffici del primo cittadino del capoluogo veneto, che ha pronto un gruppo di imprenditori del territorio, potrebbero indurre il vecchio “patron” Cestaro a compiere il gesto risolutore. Diversamente sarà dilettanti. Un insuccesso nella gestione che deve, necessariamente, far riflettere su Abodi. Siena, Reggina, Varese, Brescia, Padova, più il Bari, ripreso per la cima dei capelli. Sei, delle Società dell’ ultima serie B, ridotte sul lastrico. Certamente una situazione, pessima, che si trascina nel tempo, palesemente sfuggita di mano al presidente dei cadetti. Il dubbio di qualche lasciapassare concesso ad occhi, volutamente socchiusi, è inevitabile.
In tema la candidatura di Tavecchio ai piani alti di via Allegri. Un uomo per tutte le stagioni che dirige senza la minima programmazione la categoria dilettantistica, la più numerosa, del calcio italiano.
Una nomina, quella del presidente federale, per la quale è indispensabile una nuova normativa. Una procedura controllata dai vertici del Coni. Un progetto industriale circostanziato, nelle modalità nei tempi e nei metodi, per il raggiungimento degli obbiettivi. Non i soliti “pezzini”, che vengono fatti circolare in sede di assemblea straordinaria, che sponsorizzano personaggi frutto di una palese alleanza, che salvaguarda solo gli interessi di alcuni, tra Leghe e le associazioni di categoria rappresentate.
Ecco le categorie professionali riconosciute in Federazione. L’ università del calcio (Coverciano), da qualche tempo, sta distribuendo attestati a segretari generali/sportivi e direttori sportivi in quantità industriale. Nei regolamenti, però, non esiste la tutela della professione. La commistione, per una carenza di norme e regolamenti, è inevitabile. Capita così che, nella logica del risparmio, un segretario possa risultare iscritto, a censimento, anche come direttore sportivo. E’ il caso emergente riguardante la nomina dei responsabili delle operazioni di mercato, prevista dal Sistema Licenze Nazionali.
Un “divertimento” ineguagliabile, quello del mercato e della gestione dello spogliatoio, al quale, situazione nell’ attuale sempre più frequente, vogliono dedicarsi, in esclusiva, taluni presidenti. Con la motivazione di uno stipendio ed una “scocciatura” in meno tra i piedi. Tanti giovani, anche preparati, rimangono a spasso. Complice una tutela di corporativismo inesistente in una categoria dove il collega che lavora è sempre identificato come un “incapace” se non, in casi estremi, un “poco raccomandabile”.
Del resto, dall’ ambiente attuale del calcio, dove sempre più frequentemente trova lavoro solo chi viaggia con lo “zainetto” della sponsorizzazione, non è che ci si possa aspettare più di tanto.
Mi sbaglio?


