Salernitana, Molinari: "Ho deciso di appendere le scarpette al chiodo"
Morris Molinari (classe '75), lascia il calcio giocato e si candida a diventare un ottimo dirigente, pur avendo preso regolarmente il patentino da allenatore. Ai microfoni di TuttoSalernitana.com, l'esperto difensore conferma di aver preso una decisione sofferta e parla anche della sua avventura in granata.
Molinari, quale sarà il suo futuro?
"Ho deciso di appendere le scarpette al chiodo, purtroppo la scorsa stagione è stata contraddistinta da una serie di problemi fisici e quindi la scelta è stata inevitabile. Una squadra mi aveva offerto un incarico da allenatore, ma ho rifiutato, spero di diventare un dirigente e fare carriera anche in una veste diversa da quella di difensore centrale. La Salernitana? Quando firmai il contratto ci fu una mezza proposta di entrare nello staff dirigenziale, ma non mi hanno contattato più".
Cosa non ha funzionato quest'anno?
"L'addio dell'allenatore la sera prima della partenza per il ritiro è stato un handicap, un passo falso che ha inciso sul nostro percorso. La Salernitana aveva vinto il campionato con anticipo, forse le parti potevano trovare un accordo prima. Perrone era stato bravissimo in Seconda Divisione, la squadra era pronta a proseguire con lui un certo tipo di percorso. Spogliatoio? Non era così spaccato come si diceva, ma la fuga di notizie e qualche episodio di nervosismo rappresentano validi elementi di riflessione per la società".
Il momento più bello della sua esperienza in granata?
"Abbiamo vinto un campionato ed una coppa, è stata una bella soddisfazione dopo un avvio stentato per me e per la squadra, Galderisi non fu fortunato, ma forse saremmo andati in Prima Divisione anche con lui. Ricordo volentieri i 15mila spettatori di Salernitana-Lecce, uno stadio intero che ci ha spinto alla vittoria e che ha inciso tanto sull'esito della gara. Ci sono stati anche momenti difficili, ma ho il carattere giusto per affrontarli e superarli".
Come immagina la Salernitana del futuro? Giusto credere ancora nei giovani della Lazio?
"Due anni fa feci un'intervista in cui parlavo dei giovani della rosa: me ne hanno dette tante sui giornali, alla fine la società ha messo da parte l'idea di giocare con gli under e mi ha dato ragione. Salerno è una piazza particolare: ti fa vincere le partite, ma non è adatta per tutti. Di calciatori giovani bravi ne abbiamo avuti, ma oltre la tecnica serve grande temperamento e la capacità di rispondere sul campo alle critiche ed alle pressioni".


