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Raccomandati e sponsorizzati. Un “bubbone” che a breve potrebbe scoppiare. Non paga vendere aria fritta. Le Istituzioni calcistiche sanno. Intervenire è un dovere. Tavecchio dove sei?TUTTOmercatoWEB
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
giovedì 2 ottobre 2014, 08:30Il Punto
di Vittorio Galigani
per Tuttoc.com

Raccomandati e sponsorizzati. Un “bubbone” che a breve potrebbe scoppiare. Non paga vendere aria fritta. Le Istituzioni calcistiche sanno. Intervenire è un dovere. Tavecchio dove sei?

Vittorio Galigani, esperto dirigente calcistico, già Direttore Sportivo oltre che Direttore Generale in numerosi club professionistici dalla Serie A alla ex Serie C. Editorialista per TuttoLegaPro.com

L’argomento trattato la scorsa settimana [ LEGGI QUI ], quello sui raccomandati e su quelli che viaggiano con lo “zainetto”, ha avuto una grande eco. Merita un approfondimento. Il proliferare di rose composte da un numero di oltre trenta/trentacinque tesserati non stupisce più nessuno. Mi riferiscono, fonti certe, che a Savona, per esempio, oltre ai tesserati regolarmente allenati da Di Napoli, ce ne sarebbero altri tredici/quattordici (addirittura), accantonati e messi ad allenarsi in disparte, ai quali sarebbe stato anche tolto il beneficio del vitto e dell’alloggio.

A tal proposito io un suggerimento per Macalli, onde evitare questo scempio, l’avrei. Una cosa, semplice e facile, presa a prestito dai regolamenti della serie B. Le rose degli over 20 chiuse a 19 unità. Tale da far intendere a tutti che quelli, rientranti in quella fascia di età, eventualmente tesserati in sovra numero, non potrebbero mai scendere in campo in gare ufficiali. Servirebbe da grande deterrente per taluni presidenti, per alcuni tecnici e per tutta quella pletora di persone che specula sulla pelle di tanti ragazzi e che illudono le loro famiglie sulla possibilità, remota, di una carriera professionistica. 

Interviste all’insegna del tutto va bene madama la marchesa, infarcite di concetti ad aria fritta, non aiutano a risolvere il problema. Far finta di non essere a conoscenza del continuo ripetersi di situazioni di questo tipo non aiuta certamente tutto il movimento che ruota attorno ai campionati di Lega Pro. Queste operazioni, moltiplicatesi nel tempo, non concedono spazi alla crescita della qualità tecnica delle forze mandate in campo, come non aiuta al consolidamento economico/finanziario di gran parte delle Società che le attuano. Infatti tali “proventi”, derivanti da certe operazioni finiscono, di sovente, in casse che non sono quelle aziendali. 

Fossi nel presidente di Lega approfondirei, dando mandato per un controllo, sulla situazione economica e gestionale di quelle Società, vedi  appunto Savona, dove il numero dei contratti economici sottoscritti e ratificati, con i calciatori, va ben oltre quello delle reali necessità tecniche applicate ad  una squadra di quella categoria. Del resto la diatriba polemica,  accesasi tra i due allenatori della squadra ligure, quello esonerato e quello in carica, offre il fianco ad interpretazioni che nulla hanno a che vedere con il calcio giocato.

Per non parlare del partito degli scontenti che risulta essere in aumento. Radio fante e non solo, mormora di situazioni divenute insopportabili in relazione ad alcune “sponsorizzazioni” di elevato valore economico. Il mancato rispetto, in alcuni casi, degli impegni da taluni assunti, starebbe portando al ricorso di procedure che esulano dal quotidiano intendere sportivo. 

Il fenomeno degli “zainetti” è più che palese. La scorsa settimana, Davide D’Ancona, un ragazzo, di 21 anni, transitato tra i professionisti a Bari, con un contratto da sogno ed allenato a Chieti anche da Vivarini, ha rilasciato una intervista denuncia, dai toni estremamente forti, pubblicata da un quotidiano del capoluogo abruzzese. 

“Smetto, non è il calcio che sognavo da bambino” ha dichiarato tra le altre cose Davide “oggi vedi ragazzi che giocano solo perchè portano lo sponsor ed in campo non riescono a fare nemmeno due passaggi”.

In altri tempi sarebbe intervenuta la Federcalcio e si sarebbe aperto un fascicolo da passare alla Procura Federale. In altri tempi certamente. Quando quella poltrona posta all’ultimo piano del numero 14 di via Allegri era ancora ben rappresentata. Oggi in Federcalcio tra il dilemma di Tavecchio (viene da chiedersi chi è costui) sul chi deve mangiare le banane e le offensive, avvilenti, esternazioni del suo “tutore”, su chi gioca a biliardo e su chi segna i punti, si bada soltanto alla tutela  degli interessi di pochi.

Nel frattempo il calcio italiano perde i, già pochi, top players di casa nostra (Cerci ed Immobile, gli ultimi). Perde nelle competizioni internazionali. Perde, questa è la cosa più grave, in programmazione e credibilità.

Ma attenzione, quello attuale in Figc, dicono che sia il governo del fare. E se lo dichiara Lotito…!?!?

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