ESCLUSIVA TLP - Pres. Macalli: "Novità in vista per la Serie A. Chi fa turnover in Coppa è un perdente. Tifosi, sostenete la squadra della vostra città. E sul Monza..."
Discusso. Discussissimo. Ma sempre al centro dell'attenzione, nel bene e nel male. Mario Macalli, presidente della Lega Pro, è stato l'artefice di questa nuova terza serie, riformata con buoni risultati in termine di appeal e di crescita tecnica. E' riuscito a mantenere negli anni la fiducia dei club, assicurandosi quattro rinnovi al suo mandato. Attirandosi anche le critiche di chi lo accusa di essere "attaccato alla poltrona" e di chi, come il suo ex braccio destro Ghirelli proprio oggi, lo accusa di essere una sorta di dittatore. Lui replica con la consueta rude concretezza e schiettezza, basata su idee chiare che il dirigente 77enne cerca di portare anche nel calcio dei grandi, tramite il suo incarico di vicepresidente federale.
Macalli ha concesso oggi un'interessante intervista esclusiva a noi di TuttoLegaPro.com. Replicando stringatamente alle parole di Ghirelli (leggi qui e qui) ma parlando soprattutto di vari temi legati al calcio di terza serie e non solo.
Presidente, partiamo dalle tante cose positive. Per esempio da questa nuova Lega Pro che attira più tifosi e più interesse mediatico rispetto agli anni scorsi, anche grazie a diverse squadre sorprendentemente in alto.
"Nessuna cosa positiva nasce per caso. Abbiamo cercato di fare una cosa nuova. Ogni esigenza diversa, come quella delle varie tifoserie che hanno storto il naso, è rispettabile, ma alla fine tutti - società e tifosi - hanno collaborato. Bisogna anche tener conto della necessità di creare dei ricavi. Inoltre, checché ne dica la gente, il nostro calcio è migliorato molto sotto l'aspetto tecnico: basta vedere le partite. E le sorprese sono conseguenza di ciò. In Lega Pro non ci sono squadre vincenti predestinate, ma risultati imprevedibili. E' sempre stato così ed è sempre più così".
Di recente ha detto di avere importanti novità legate al marketing. Può darci qualche anticipazione?
"Siamo carenti in questo settore, magari per colpa mia. Ci affideremo a dei professionisti che speriamo portino i risultati preventivati. Di certo il campionato organizzato in questa maniera, con le dirette in streaming, può interessare aziende importanti. E, nonostante il periodo difficile per il settore, la novità è legata ad una sponsorizzazione, che annunceremo a breve".
Ne siamo lieti. Senta presidente, lei è evidentemente un innovatore, pur molto discusso. In che modo pensa di portare questo suo spirito in una Federazione - la Figc - che ha tanto bisogno di rinnovarsi e di cui lei è vice-presidente?
"In questo periodo me ne hanno dette di tutti i colori. Dicono che siamo gente da ricovero immediato, ma non è così. Molte proposte che si fanno ora io le avevo fatte già anni fa. In Figc c'è bisogno di rivedere il settore giovanile scolastico, ristrutturare il settore tecnico e rivisitare i controlli societari. In più alcune normative verranno discusse il 20 in Consiglio Federale, relative agli extracomunitari, ad un limite a 25 "over" delle rose in Serie A e al fair play finanziario. Sono tutte cose che stiamo facendo, impegnandoci al mille per cento per farle il prima possibile, ma senza quella fretta che spinge a fare danni. Chi ha governato in precedenza la FIGC, comunque, lo ha fatto bene, perché ogni componente è pronta a tirare l'acqua al suo mulino e quando si è seduti lì è difficile spostare anche una matita".
Tornando alla Lega Pro, le chiedo un commento su brutte situazioni come quella del Monza e delle altre società in difficoltà economica.
"E' una società che ha avuto dei problemi perché l'imprenditore che la possiede da quel che si dice ha avuto dei problemi. Il Monza sta soffrendo, non so come ne verrà fuori, siamo disponibili a dare una mano nel limite delle norme. Di certo dispiace molto. Siamo qui per soffrire con loro, augurandoci che trovino qualche soluzione. Ma ci dispiace anche vedere in fondo alla classifica squadre che hanno fatto tanto nel calcio italiano, come la Reggina e l'AlbinoLeffe (qui il riferimento di Macalli è più al rendimento sportivo, anche se la Reggina ha effettivamente palesato qualche difficoltà economica, ndr)".
Quest'estate abbiamo assistito all'assurdità dei ripescaggi arrivati a campionati già iniziati. Il sistema-calcio sta lavorando affinché situazioni simili non si ripetano in futuro?
"Intanto bisogna cercare di non fare più ripescaggi, perché è giusto che sia così: il campo è il campo. E il sistema calcio ha sempre lavorato con quest'obiettivo. Poi ci sono delle regole. Se si decide che per essere ripescato serve avere un'impiantistica all'interno della tua città, fare proposte tipo 'io vado a 5 chilometri di distanza' equivale a fare chiacchiere. Perché significa non tener conto di una regola. Da noi le regole si rispettano. Anche in Serie D, le promozioni sono nove. Frasi come 'ma ho vinto i playoff' sono chiacchiere. Hai vinto 'l'acqua', non 'il vino'! Non hai nessun diritto, perché le promozioni sono nove, non dieci. Bisogna abituarsi a rispettare le regole. Per quanto riguarda le tempistiche, noi come Lega siamo arrivati un anno prima nel determinare le regole. Poi una volta che entra in gioco la giustizia sportiva, per legittimi ricorsi delle società, purtroppo c'è solo da aspettare".
La Coppa Italia di Lega Pro è sempre più snobbata da società e pubblico. Ha in mente qualche idea per darle slancio?
"Non sono Archimede Pitagorico. Ho un vicepresidente che si chiama Archimede, ma non è Pitagorico (scherza, riferendosi ad Archimede Pitrolo, ndr). Anche la Coppa Italia di Serie A è snobbata fino a semifinali e finale. Da noi è lo stesso: molti fanno turnover. Abbiamo messo incentivi economici. Ogni idea, come quella di mandare ai playoff chi vince la Coppa, è rispettabile. Ma il campionato è il campionato, i tornei sono tornei. Io sono per separare le due cose. E' la mentalità che manca. I dirigenti ci tengono a vincere anche la Coppa che si gioca all'oratorio, ma se all'allenatore della Coppa non interessa e butta dentro i ragazzini... Però se io fossi il Presidente, a me della Coppa frega eccome e costringo l'allenatore a non fare il turnover. Anche perché chi fa turnover in Coppa non è che vince il campionato: perde campionato e Coppa. Sono due volte perdenti e danno una mentalità perdente alla squadra. Quando vinci non ti stanchi mai".
Si continua a parlare di giocatori e allenatori che portano sponsor alle società per lavorare. Lei si è già espresso in merito. E prima ha accennato anche ad una riforma che obbligherà le squadre di Serie A ad impiegare massimo 25 "over". Applicarla anche in Lega Pro potrebbe mitigare il problema...
"L'ho fatto una decina di anni fa e mi hanno massacrato da tutte le parti. Quello che fanno adesso io l'ho già fatto! Non inventano niente. La Serie A avrà rose bloccate a 25 elementi, più tutti gli under, sia chiaro. Del resto cosa te ne fai di quaranta giocatori? Fai fallire la società, metti in difficoltà il tecnico perché nessuno vuole stare in tribuna, si alimentano sospetti e non hai nessun vantaggio. Gli imprenditori che gestiscono le società devono darsi una regolata".
Infine, le propongo di concludere con un appello. Immagini di parlare con un ipotetico tifoso di una grande di Serie A: perché secondo Macalli dovrebbe iniziare a seguire la Lega Pro, in streaming o, meglio ancora, allo stadio?
"La premessa è che la squadra che si segue sin da bambini è la squadra che ci si porta nella tomba. Il calcio è una fede, è fatto così. Le balle stanno a zero. Ma tutti noi siamo orgogliosi della città dove abitiamo, qualunque sia. Siamo orgogliosi che quella città abbia un colore. Ed io prima di tutto tifo la squadra della mia città. Abito a Crema: Juve, Milan e Inter possono essere solo le mie seconde squadre, la prima è quella della mia città, perché ne va del nome di quest'ultima".


