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ESCLUSIVA TLP -  Lei non sa chi sono io: Angelo Di Pasqua (Leonfortese)TUTTOmercatoWEB
© foto di Francesco De Cicco/TuttoLegaPro.com
giovedì 27 novembre 2014, 10:20Interviste TC
di Daniele MOSCONI
per Tuttoc.com

ESCLUSIVA TLP - Lei non sa chi sono io: Angelo Di Pasqua (Leonfortese)

Questa settimana il protagonista di questo spazio dedicato alla serie D è il centrocampista della Leonfortese, Angelo Di Pasqua.

Per parlare della Leonfortese e del suo giocatore Angelo Di Pasqua nuovo ospite della rubrica "Lei non sa chi sono io", dedicata ad un protagonista del campionato di serie D, non possiamo tralasciare il nome del presidente della piccola realtà in provincia di Enna, Antonino Buono. Un imprenditore che trapiantato a Pistoia, non ha voluto dimenticare la sua terra natìa, costruendo un impianto sportivo, proprio a Leonforte, diventato con gli anni il simbolo delle cattedrali nel deserto.

Dopo un anno di ristrutturazione, c'era solo lo scheletro dell'impianto, l'inaugurazione c'è stata nel 2010, in occasione di una semifinale di Coppa di Sicilia (la Leonfortese era in 1^ Categoria, ndr), contro il Città di Capaci, terminata sul 2-2. 

Sugli spalti quella sera - con il fascino dei fari, fu un evento storico per la città - c'erano quasi duemila persone ed era stata costruita soltanto la tribuna centrale. Con il tempo è stata completata anche la gradinata e gli sportivi leonfortesi, per lo più famiglie, si possono godere le partite interne dei biancoverdi che prima di quest'anno, avevano visto i loro beniamini arrivare al loro apice sportivo con la promozione in Eccellenza siciliana nel 2012/13.

Ed è proprio di quella stagione l'ultima sconfitta interna della Leonfortese: 13 gennaio 2013 contro il Valderice con un rigore di Iovino al 46' (unica squadra ad aver battuto i biancoverdi sia in casa per 4-2 che fuori, ndr).

Dopo due anni di massimo campionato dilettantistico regionale, è arrivata la scorsa stagione la prima storica promozione in D e il "Comunale" si sta rivelando terreno amaro per chi viene a giocarvi: Torrecuso (3-1), Agropoli (2-0), Akragas (2-1) Sorrento (3-0), le vittime dei leoni biancoverdi. 
Di questo e tanto altro si è parlato con il centrocampista esterno destro, Di Pasqua in questa intervista esclusiva concessa a TuttoLegaPro.com.

In casa una forza della natura: Torrecuso, Akragas, Agropoli, Sorrento. Mentre fuori stentate.

"Lo sappiamo anche noi che c'è questo problema. Ogni volta che affrontiamo una trasferta nello spogliatoio cerchiamo di infonderci fiducia cercando di evitare errori che poi ci condannano alla sconfitta. Probabile che il fatto di essere nuovi in questo campionato e per molti di noi è la prima volta in questa serie, ci può essere questo piccolo difetto di esperienza".

Nell'ultima partita interna contro l'Orlandina di due settimane fa avete fatto 1-1, sbagliando un rigore.

"Partita sfortunata. Abbiamo creato almeno otto nitide palle gol. Siamo partiti per salvarci e questi punti potrebbero tornarci utili per raggiungere il nostro obiettivo".

Tu parli di salvezza, ma i vostri 16 punti possono farvi pensare a qualcosa di diverso.

"Andiamoci piano. Siamo nuovi in questa categoria e non vogliamo correre rischi. La Leonfortese è una piccola società che deve prima pensare a salvarsi".

Siete un gruppo giovanissimo e tu, insieme a Di Peri siete i "vecchi" (classe 1988) dello spogliatoio.

"E' da sei anni che gioco a Leonforte. Ho vissuto la scalata dalla Prima Categoria alla serie D e sono felice di far parte di questo gruppo".

Il tuo ruolo è centrocampista esterno.

"Esatto".

Dove vivi?

"A San Giorgio, frazione di Assoro, provincia di Enna".

Lontana da Leonforte?

"Circa sette chilometri".

Le mangi ancora le pesche?

Ride: "Ora la stagione è terminata, però ne ho mangiate tantissime".

Leonforte è famosa per le sue pesche bianche e le percoche.

"Si, infatti le percoche le mangio annegate nel vino rosso".

Sei amante del vino?

"Non proprio. Le pesche con il vino rosso però non posso proprio dire di no".

La Sicilia per quanto riguarda la frutta e la verdura è rinomata.

"Infatti. Purtroppo io la verdura non la mangio: fin da piccolo ho avuto questa riluttanza nel mangiarla".

La frutta a volontà.

"Si, quella si. Adesso sto mangiando arance, clementine".

I mandarini ancora no.

"Ancora è presto, però ci sono già in giro".

Cosa ti piace dell'essere calciatore?

"Quando entro in campo, mi applico sempre al cento per cento. E' una passione enorme che non fa differenza tra Prima Categoria o Serie D".

Il tuo numero preferito?

"L'11".

Quale cartone animato ricordi della tua infanzia?

"Holly e Benji. Ricordo che le partite non finivano mai. Giocavamo fino alle 17, poi ci preparavamo e andavamo a vedere la puntata: finita quella, scendevamo giù a proseguire le nostre sfide infinite".

Un aspetto del tuo carattere che non sopporti?

"Da buon siciliano sono orgoglioso e questo aspetto diventa un'arma a doppio taglio".

Un ricordo della tua carriera da calciatore che vuoi cancellare?

"Il primo anno di Eccellenza (2012/13, ndr): avevamo una squadra fortissima e invece ci siamo salvati nelle ultime giornate".

C'è qualcosa che ti fa paura?

"Non ci sono molte cose che mi fanno paura, ma se mi chiedono di saltare di testa, non ci riesco. Quelle poche volte che mi capita, non indovino mai la traiettoria".

Nella vita è meglio lasciare o essere lasciati?

"Meglio lasciare".

Meglio tentare e pentirsi o avere il rimpianto di non averci provato?

"Sicuramente voglio tentare".

Nella tua vita più rimpianti o rimorsi?

"Rimpianti si. Vorrei essere più giovane e iniziare la D come under. Chissà se sarebbe cambiata la mia carriera".

Esprimi tre desideri.

"Il primo è vincere il campionato di serie D con la Leonfortese. Il secondo è incontrare la Canalis e il terzo è fare bene con la Leonfortese, in qualunque categoria".

La Canalis potessi portarla a cena, quale ristorante sceglieresti?

"Vicino Acireale c'è un ristorante di cui mi sfugge il nome dove si mangia del pesce fresco davvero squisito".

Cosa manca principalmente al sud?

"C'è una carenza di strutture sportive che non permette di fare sport in maniera adeguata. E' un gap importante".

Se la tua carriera da calciatore fosse un film, come la intitoleresti.

"Da dilettante a semiprofessionista".

Quando devi giustificarti, che scusa utilizzi?

"Mi sono addormentato".

Descrivi il gol che sogni e con quale maglia.

"Con la Juventus, anche a porta vuota su assist di Pirlo. Devo solo spingerla in rete".

Un calciatore del passato che vorresti incontrare?

"Maradona".

E cosa gli chiederesti?

"Come fa a calciare con il sinistro. Io lo utilizzo solo per camminare. Sono negato con questo piede".

Nell'immediato futuro cosa vedi?

"Attualmente non sto giocando molto, però vorrei vincere il campionato con la Leonfortese".

Cosa vorresti ricevere sotto l'albero di Natale?

"Essere sicuro che mi salvo con la Leonfortese in serie D".

Tra dieci anni come ti vedi?

"Mi vedo a lavorare. Come faccio attualmente: lavoro in un bar di Leonforte. Però non mi dispiacerebbe allenare i bambini".

Sei fidanzato?

"Si".

Quando litigate, chi fa il primo passo?

"Sempre io, perchè a sbagliare sono bravissimo".

Nell'organigramma della Leonfortese c'è uno psicologo dello sport, Giacomo Chiara. Quale il suo ruolo?

"Lo psicologo dello sport, a mio modo di vedere, è molto utile. Quando ci riuniamo con lui, riesce a farci tenere alta la concentrazione del gruppo sulle sue parole".

Vi parla prima della partita?

"No, durante la settimana".

Le ultime parole le lasciamo a te.

"Voglio salvarmi il prima possibile con la Leonfortese. Questa squadra, questa maglia ce l'ho nel cuore".

Dovete molto al vostro presidente, Antonino Buono.

"Non faccio per vanto, ma a livello dilettantistico, siamo una delle poche squadre che prende i rimborsi spese mese per mese, con puntualità".

Prossima intervista per "Lei non sa chi sono io": giovedì 4 dicembre 2014.


 

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