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PISA, I RETROSCENA DELLA ROTTURA VITALE-BATTINI. AREZZO, ASSALTO AL COBRA PER SOGNARE. QUANDO LA SOMMA NON FA IL TOTALE:  LA SALERNITANA VOLA CON I CONSIGLI DI MOGGI E TARE
sabato 6 dicembre 2014, 08:30Il Punto
di Nicolò SCHIRA
per Tuttoc.com

PISA, I RETROSCENA DELLA ROTTURA VITALE-BATTINI. AREZZO, ASSALTO AL COBRA PER SOGNARE. QUANDO LA SOMMA NON FA IL TOTALE: LA SALERNITANA VOLA CON I CONSIGLI DI MOGGI E TARE

Un fulmine a ciel sereno, almeno in apparenza. In realtà una separazione inevitabile alla luce delle divergenze emerse nelle ultime settimane. Qualcosa, a causa dei risultati poco esaltanti, si era rotto in casa Pisa: comprensibile la delusione del patron Carlo Battini. Spesso, ingiustamente, accusato di lesinare negli investimenti, in estate non ha badato a spese per costruire una corazzata in grado di centrare l'agoniato salto di categoria. In panchina ha riportato nella città della Torre pendente un'icona assoluta della tifoseria nerazzurra come Piero Braglia. Inevitabile pensare di veleggiare in cima alla classifica. Invece la squadra ha spesso steccato sul piano del gioco e occupa il terzo gradino della classifica, a quattro lunghezze di distanza dalla capolista Ascoli. Vitale avrebbe voluto continuare a disporre di pieni poteri in sede di mercato per potenziare l'organico a gennaio. Scenario non più contemplato dal patron, che ha iniziato a nutrire dubbi sull'operato del suo dirigente. La frattura si è consumata fra mercoledì notte e giovedì mattina. Dopo il crollo di Pontedera in Coppa Italia Lega Pro ci sarebbe stato un nuovo screzio fra le parti. Battini imputava a Vitale di aver abbandonato lo stadio sul 3-1 a gara non ancora compromessa. Un segnale di resa che non è piaciuto affatto al numero uno nerazzurro. La classica goccia che fa traboccare un vaso già traballante. La mattina successiva Vitale ha rassegnato le proprie dimissioni irrevocabili. D'altronde le prime avvisaglie di un rapporto tribolato si erano registrare nell'immediato post ripescaggio. La mancata ammissione in Serie B aveva procato le dimissioni, poi rientrate, di Vitale che aveva accusato parte della dirigenza nerazzurra di aver gestito malamente e in maniera dilettantistica la vicenda. Con l'addio del diesse appare probabile la fine dell'avventura pisana anche per i suoi collaboratori Orlandini e Melani. I tifosi sognano una bandiera come Gabriel Raimondi in societá, ma l'ex difensore attualmente si sta disimpegnando nelle vesti di agente. In queste ore comunque tanti diesse hanno bussato alla porta di Battini, che nei prossimi giorni inizierà i casting per arrivare alla nomina dell'uomo-mercato per la sessone invernale...

L'Arezzo vuole continuare a stupire e per riuscirci punta ad importanti innesti da ingaggiare nel mercato di gennaio. Un colpo per reparto per rendere la compagine amaranto ancor più forte. Questo l'obiettivo del tecnico Eziolino Capuano, che insieme al fidato diesse Adriano Ciardullo sta iniziando a scandagliare il mercato. Suggestivo il nome di David Di Michele, che sta trattando la rescissione del proprio contratto con la Reggina. L'estroso attaccante nativo di Guidonia è seguito anche dal Leyton Orient. La concorrenza inglese è temibile, per questo motivo i toscani del presidente Ferretti hanno messo in cima alla lista degli obiettivi offensivi un altro elemento. Il nome segnato con un circoletto rosso sugli appunti degli operatori di mercato aretini è quello di Ciro Ginestra. "Il Cobra", come è soprannominato il bomber di Pozzuoli, a gennaio dirà addio alla Salernitana. Si era fatto avanti l'Ischia, ma il progetto tecnico dei toscani appare più importante ed affascinante per un attaccante esperto e che vuole tornare a essere micidiale. Un protagonista assoluto della categoria come capitato nelle esperienze di Gallipoli, Crotone e Sorrento. Un usato sicuro dal rendimento garantito, come accaduto per nel medesimo girone per un evergreen del gol come Sasà Bruno. In granata si trova chiuso da elementi come Calil e Negro che stanno disputando un'annata a livelli stellari. Per questo l'ex Crotone smania per avere una nuova chance. Capuano lo aspetta a braccia aperte per tentare di dare l'assalto al quarto posto, l'ultimo disponibile per centrare l'accesso alla post-season...

Quando la Somma non fa il totale. Spiace per il buon Mario, negli ultimi anni più incisivo e brillante come opinionista televisivo che in panchina, ma la Salernitana ha dato la propria svolta in estate dopo la querelle che aveva visto protagonisti il tecnico di Latina e il diesse Angelo Fabiani, tanto da sfociare in un clamoroso addio ad appena un mese dall'insediamento in granata. Nella scelta del successore Claudio Lotito ha scelto di ascoltare il fidato Ighli Tare, suo direttore sportivo alla Lazio, virando su Leonardo Menichini. Il trainer toscano è un vecchio lupo di mare del mondo del calcio e sa destreggiarsi anche nelle situazioni più spinose. Arrivare a Salerno in pieno mercato e con la sfiducia dell'ambiente non era semplice, ma Menichini ha saputo far ricredere tutti. Chiacchiere poche, fatti tanti. In silenzio e in sinergia con Fabiani, facendo da scudo alle pressioni della piazza. Gli acquisti di elementi come Calil, Franco, Pezzella e Negro portano il timbro dell'ex Pisa. Il Cavalluccio gioca bene e ha conquistato la vetta della classifica, dimostrandosi la squadra più concreta e continua sinora del Girone C. I campani sognano il ritorno in cadetteria e possono vantare consiglieri di mercato eccellenti fra i quali un certo Luciano Moggi. Lo storico direttore generale della Juventus vanta rapporti eccellenti con Fabiani e avrebbe caldeggiato l'ingaggio di quel Salvatore Aronica, assistito dal figlio e svezzato proprio da Moggi ai tempi del settore giovanile bianconero. Una dritta che dovrebbe andare in porto, nonostante il tentativo di inserimento last-minute del Benevento, nei prossimi giorni...

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