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LA RIVOLUZIONE DI MESSINA. MANTOVA, SCREZI FRA DI MATTEO E JURIC. SALERNITANA, LOTITO PROGETTA UN COLPO IN ATTACCO
sabato 13 dicembre 2014, 08:30Il Punto
di Nicolò SCHIRA
per Tuttoc.com

LA RIVOLUZIONE DI MESSINA. MANTOVA, SCREZI FRA DI MATTEO E JURIC. SALERNITANA, LOTITO PROGETTA UN COLPO IN ATTACCO

Messina Revolution. La settimana conclusasi con il pareggio interno contro il Benevento può essere rubricata alla voce grandi cambiamenti in casa peloritana. A breve arriverà l'ufficialità delle dimissioni del diesse Fabrizio Ferrigno, che ha vissuto ieri sera l'ultima gara da uomo-mercato giallorosso. Una decisione comunicata già ai calciatori e ai dirigenti mercoledi pomeriggio. Un addio dovuto non alle sirene di mercato provenienti dalla Toscana, bensì dalla conclusione di un ciclo. In questi anni il giovane dirigente di origine napoletana ha collezionato risultati brillanti, coniugando alle vittorie sul campo la solidità dei bilanci. Mai una spesa fuori posto pur dovendosi destreggiare fra budget risicati, nonostante i quali ha centrato in maniera brillante il doppio salto dalla Serie D alla Lega Pro unica. Una duplice promozione nella quale il contributo dell'ex centrocampista offensivo di Catanzaro e Juve Stabia è stato determinante. In estate, però, la famiglia Lo Monaco ha ridotto ulteriormente gli investimenti e i giallorossi sono stati costretti a rinunciare a colpi importanti per poche migliaia di euro. Iemmello era stato acquistato a fine luglio, ma per una differenza economica esigua (10mila euro) è approdato poi al Foggia, capace di proporre al calciatore un ingaggio più elevato nonostante lo Spezia avesse già dato il placet ai siciliani in un summit milanese a "Caffè Novecento", storico locale di Corso Como, dove appunto Ferrigno lo scorso 17 luglio aveva strappato il sì del collega spezzino Angelozzi. Innegabile che un diesse come Ferrigno difficilmente possa rimanere a lungo senza squadra. Il Pisa potrebbe rappresentare l'opportunità giusta per ripartire a stretto giro di posta. Il legame con i colori nerazzurri è profondo e ha radici storiche: nel 2007 Ferrigno trascinò i toscani in Serie B da capitano. Un feeling viscerale con la tifoseria e la stima da parte di Battini e mister Braglia potrebbero essere propedeutici per una fumata bianca. Fra domenica e lunedì potrebbero registrarsi passi in avanti. Intanto nelle prossime settimane Pietro Lo Monaco dovrà valutare le prossime mosse riguardanti la compagine messinese. Sia in ambito di mercato che di progetti. Non è un mistero che lo storico dirigente di Catania e Palermo desidererebbe ritornare in pista come direttore generale o amministratore delegato in un club di Serie A. In estate sembrava potesse ripartire dal Chievo post Sartori; mentre le voci circolate sul Parma sinora non hanno trovato conferme. Dalla sua passione e dai suoi sforzi passa il destino della squadra...

Aria pesante in casa Mantova. A livello patrimoniale la situazione non è delle più rosee; infatti il patron Nicola Di Matteo ha trovato costi decisamente più elevati rispetto a quelli prospettati al momento del suo insediamento al timone della società. Per questo a gennaio bisognerà ridurre al minimo gli investimenti, onde evitare di ritrovarsi a fine campionato con la medesima situazione tribolata vissuta nell'ultima estate. A tutto ciò bisogna aggiungere il rapporto che non sarebbe più idilliaco fra il numero uno del club di via Tè e il tecnico Ivan Juric. Il croato nelle scorse settimane si era opposto fermamente all'ingaggio di calciatori svincolati; mentre per gennaio vorrebbe una punta centrale e un vice Scalise, dato il grave infortunio occorso all'esperto terzino ex Pavia e Salernitana. Il patron ha risposto piccato, manifestando l'auspicio di attendersi di più sul piano del gioco e dei risultati dalla propria squadra. Contro il Sudtirol la prestazione è stata, a tratti, impalpabile e priva di acuti. Un'occasione persa per provare ad aggianciarsi al treno Playoff a detta dell'imprenditore carpigiano, che ha seguito la gara dalla Romania dove si trovava per motivi di lavoro. Il casus belli degli attacchi? L'utilizzo dell'attaccante Said. Partito dalla panchina e poi relegato sulla fascia da Juric; mentre Di Matteo l'avrebbe voluto al centro dell'attacco. L'ex vice di Gasperini ai tempi del Genoa e del Palermo ha confidato ai propri collaboratori di sentirsi tradito dall'atteggiamento del proprio datore di lavoro ed infastidito dalle critiche pubbliche ricevute. Una situazione da monitorare nelle prossime settimane e che potrebbe incendiarsi in caso di nuovi scivoloni: d'altronde è risaputo, se non puoi rivoluzionare l'organico la soluzione più economica e meno dispendiosa può essere rappresentata da un avvicendamento in panchina...

La Salernitana è sempre più lanciata verso la promozione in Serie B. Sul campo la squadra di mister Menichini non sta sbagliando una mossa e si avvia a conquistare il titolo di campione d'inverno. Dietro la scrivania è pronto a salire in cattedra il patron Claudio Lotito, puntellando ulteriormente l'organico a gennaio. In arrivo un centrocampista: il sogno è Gabriel Sacilotto del Lecce, ma difficilmente i salentini si priveranno dell'ex Lanciano. In uscita in mezzo al campo ci sono Castiglia, Volpe e Giandonato. Quest'ultimo può rientrare nell'operazione riguardante il reparto offensivo. La prima scelta per l'attacco del diesse Fabiani si chiama Alfredo Donnarumma. Il gioiello del Teramo sta strabiliando tutti con gli abruzzesi, abbinando uno spiccato senso del gol a doti tecniche fuori dal comune. Il cartellino appartiene al Pescara, che però non avrebbe problemi ad avallare il prestito del classe '90 ai granata. Nell'affare rientrerebbe il regista scuola Juve, anche se Vivarini gradirebbe pure Castiglia per il proprio centrocampo. Per quest'ultimo in prima fila sembra esserci l'Arezzo di Eziolino Capuano, che vanta canali privilegiati con la dirigenza campana. Donnarumma era già stato corteggiato un anno fa dal Cavalluccio, ma allora la spuntò il Cittadella. I veneti per l'allora capocannoniere del Girone A di Lega Pro (quindici reti con il Como nel 2012/13 ndr) misero sul piatto la metà di Cristiano Biraghi pur di accaparrarselo dal Catania. Con Aronica, che firmerà prima di Natale, incarna il botto in grado di infiammare la tifoseria granata e certificare l'ambizione di non fallire il ritorno in B...

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