GUERRA TOTALE IN LEGA PRO: GLI SCENARI E I PROBLEMI CHE NON CAMBIANO MAI. KOLOSSAL PAVIA, ARRIVANO ANCHE LA CUCINOTTA E SCHWARZENEGGER. ORTOLI&PAGNI: L'ARTE DEL SAPER VENDERE
Sta diventando stucchevole la querelle riguardante la poltrona presidenziale della Lega Pro. Le parole e gli attacchi velenosi da parte di entrambe le fazioni si sprecano ad ogni pie' sospinto, eppure di fatti concreti all'orizzonte se ne intravedono ancora pochi. Una selva di parole per addomesticare avversari e cercare di catalizzare voti. Nel guado il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, da un lato vicino ai due suoi principali sponsor all'ascesa al soglio federale in estate, ovvero Claudio Lotito e Mario Macalli, dall'altro - da attento politico - orientato quindi ad ascoltare il malumore serpeggiante, al momento, nella maggioranza delle società della terza serie. Più passa il tempo, però, e più aumentano le possibilità per il regnate sfiduciato di recuperare voti. Lotito ha già iniziato, sottotraccia, la propria campagna elettorale e qualche società dissidente è tornata sui propri passi. Poche a essere precise rispetto ai pronostici vaticinati prima di Natale dal patron della Lazio. Altrattanto combattivo e granitico appare il muro dell'opposizione facente capo, ufficialmente, al consigliere federale Gabriele Gravina, anche se il vero regista del golpe si chiama Francesco Ghirelli, storico direttore generale della Lega Pro la cui posizione dopo il licenziamento in tronco delle scorse settimane è ancora sub-judice. L'esperienza del dirigente umbro e la sua profonda conoscenza delle dinamiche della lega fiorentina hanno permesso di creare una reale alternativa al monopolio degli ultimi tre lustri. Insieme a loro parecchi club quali Prato, Aversa Normanna, Lecce, Messina, Pavia, Benevento si sono schierati apertamente per il clamoroso ribaltone. Ad oggi la maggioranza è fautrice di un rinnovamento totale e destinato a riverberarsi anche in Figc: in ballo ci sono infatti la vicepresidenza e due poltrone di consiglieri federali di via Allegri. Fedeli a Macalli Novara, Cremonese, Pro Piacenza, FeralpiSalò in primis. Entro il 5 febbraio dovrebbero essere indette nuove elezioni. Condizionale d'obbligo visti i continui slittamenti. Macalli per temporeggiare e resistere ha impugnato la delibera dell'assemblea che ha bocciato l'approvazione dell'ultimo bilancio della Lega Pro. Intanto alcune formazioni, in apparenza schierate pro Macalli e pro Gravina, stanno valutando la possibilità di aderire ad un terzo polo, composto da un nuovo candidato scevro dal dualismo attuale. Un work in progress allo stato attuale, ma che potrebbe prendere forma nelle prossime settimane. Sotto inchiesta la celebre carta servizi della Lega Pro e le sue funzionalità, sulle quali - si sussurra - non mancherebbero ombre. In mezzo agli attuali scontri purtroppo bisogna evidenziare come nulla sia cambiato nell'ex Serie C: club che non pagano gli stipendi e ricevono lievi penalità che non appaiono affatto afflittive e dannose per il prosieguo della stagione, società che spalmano gli emolumenti sottoforma di premi promozione per non pagare le spettanze dell'ultimo bimestre, dirigenti che operano per più squadre contemporaneamente, rose extra-large di alcune compagini con oltre quaranta tesserati (alcuni dei quali ingaggiati grazie a sostanziosi accompagnamenti). Scenari ai quali siamo abituati da tempo così come ai fallimenti di gloriose formazioni al 30 giugno di ogni anno. Un appello, speriamo ascoltato, a Macalli e Gravina: bisogna sistemare questi annosi problemi per riformare davvero la Lega Pro e migliorare il nostro declinante sistema calcistico. Vale per loro e per chiunque si candidi o abbia mire in merito alla presidenza della terza serie...
Il Pavia ha progetti ambiziosi a tutto tondo. Sul campo la squadra di Maspero sta sorprendendo tutti, veleggiando in vetta alla classifica. Nonostante altre squadre come il Novara abbiano un monte ingaggi nettamente superiore. Merito del lavoro certosino condotto in sede di campagna acquisti dal direttore generale Massimo Londrosi, che dopo qualche anno passato, inspiegabilmente, "in naftalina" è tornato protagonista nella squadra della sua città, dimostrandosi dirigente capace e preparato, nonostante non presenzi mai negli alberghi milanesi per le trattative e sia estremamente difficile intercettarlo per le manovre di mercato. Summit in libreria o negli autogrill, possibilmente lontano dagli occhi indiscreti di fotografi e cronisti. Un modus operandi che difficilmente passa inosservato, tuttavia produttivo di botti quali Soncin, Ferretti e Cesarini in estate, ai quali si sono aggiunti validi puntelli quali Marchi, Marino e Fiory in settimana. Una gestione che ha riacceso la passione di una piazza sfiduciata dagli ultimi anni in chiaroscuro e che sogna una clamorosa promozione in cadetteria, categoria che all'ombra dell'Alzaia manca da sessant'anni. Sul mercato i colpi non sono ancora finiti e potrebbe esserci ancora una ciliegina su una torta già ricca e gustosa. Nel frattempo il patron Zhu lavora ad operazioni in grado di veicolare il nome del club e della città lombarda in tutto il mondo. Per questo motivo verrà finanziata una pellicola cinematografica con attori del calibro di Maria Grazia Cucinotta e Arnold Alois Schwarzenegger. Il film sarà girato fra la città pavese e la Cina e sarà convergente all'Expo che si terrà a Milano. Per i tifosi azzurri la possibilità di recitare come comparse: a breve saranno indetti i casting. L'obiettivo è di presentare ufficialmente la produzione in occasione della Mostra del Cinema di Venezia. Una produzione di alto livello, anche se rimangono ancora top-secret gli altri componenti del cast. Il nome di Pavia e del Pavia Calcio sembra destinato a restare in copertina a lungo...
Acquistare è difficile, ma nel calciomercato è molto più complesso vendere. Chi opera in sede di trattative lo sa bene e tramanda questo adagio costantemente ad ogni sessione. Per questo vanno evidenziati i meriti di quei dirigenti protagonisti più in uscita che in entrata. Piazzare tutti gli esuberi o quegli elementi che non rientrano più nei piani della propria squadra è complicato, spesso addirittura impossibile. Al Meridione stanno recitando, in tal senso, la parte dei mattatori Armando Ortoli (Catanzaro) e Danilo Pagni (Messina). Il primo si è concesso, a inizio settimana, una puntatina milanese di quarantotto ore, nelle quali si è destreggiato fra i princiapli alberghi meneghini per cedere addirittura dieci calciatori. Il patron Cosentino ha deciso di optare per una sforbiciata dell'organico, in particolare spuntando gli ingaggi più elevati per le casse giallorosse. Ortoli ha eseguito alla perfezione, collocando Fofana e Ferraro a Grosseto, Di Chiara e Scuffia a Lecce, Pagano a Lucca, Maiorano alla Juve Stabia, Vacca alla Reggiana, Morosini a Savona, Pacciardi alla Pistoiese; mentre è in dirittura d'arrivo la risoluzione del contratto per Diomansy Kamara. Con le valigie in mano anche Barraco e Russotto. Una rivoluzione copernicana che farà risparmiare ai giallorossi circa 500mila euro. Medesima operosità alacre qualche km più a Sud per il collega giallorosso Danilo Pagni, che si è mosso in prima persona per trovare sistemazione ai calciatori che hanno firmato la risoluzione con il sodalizio messinese. Il duo Bucolo-Pepe è approdato a MartinaFranca, Bjelanovic al Pordenone, De Bode e Gaeta a Monza, Lagomarsini all'Aversa Normanna. Nell'ultima settimana progettano entrambi almeno un tris di operazioni in entrata per completare la rosa. Se compreranno come hanno ceduto sinora, c'è da attendersi botti pirotecnici...


