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Macalli e l’autogol dell’ “invito” … informale. Da Bacci a Londrosi la risposta, con un solo consiglio: togliere il disturbo…TUTTOmercatoWEB
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
giovedì 5 febbraio 2015, 08:30Il Punto
di Vittorio Galigani
per Tuttoc.com

Macalli e l’autogol dell’ “invito” … informale. Da Bacci a Londrosi la risposta, con un solo consiglio: togliere il disturbo…

Ho letto con interesse la lettera che Andrea Bacci, presidente della Lucchese, ha inviato la scorsa settimana a Mario Macalli. Alcuni passi mi hanno colpito in modo particolare. Prima quando l’imprenditore fiorentino (molto vicino al premier Renzi), si dichiara deluso nelle sue lecite aspettative di condivisione di progetti e strategie di interesse comune della Società. Fa riferimento, il presidente dei rossoneri toscani, all’ arroganza dei toni, al metodo ed alla scontatezza, usati in Lega Pro, per addivenire all’ assunzione delle delibere.

Bacci scrive, con riferimento esplicito, alla necessità impellente di nuove regole, nuovi progetti e, soprattutto, nuovi rapporti con le Società. Nuove elezioni. Una nuova governance che riscuota il consenso di una larga maggioranza.

Un invito a dimostrare con coraggio e determinazione che il vero interesse, del Macalli presidente,  sono la Lega Pro ed il suo corretto e trasparente funzionamento. Non le chiacchiere. I presidenti, scrive l’imprenditore toscano, desiderano essere orgogliosi, ma poco chiacchierati.

Conclude, Andrea Bacci, con un consiglio. Un riferimento, neppure molto celato, alla “rottamazione” imposta nei ruoli istituzionali del Paese, dove alcuni personaggi, senza dubbio più autorevoli dell’ attuale presidente di Lega Pro, non hanno esitato a fare un passo indietro alla presenza di una sfiducia palese, circa le loro alleanze ed i loro programmi.

A distanza di alcuni giorni, Massimo Londrosi, il valido direttore generale del Pavia, ha rincarato la dose, rispondendo in maniera diretta ed esplicita all’ invito che Mario Macalli ha inviato, il 28 gennaio u.s., a tutte le Società. L’ invito, per oggi 5 febbraio ad un’ incontro “informale” (sic!)

Il dirigente lombardo, tra le altre cose, contesta, giustamente e con motivazioni regolamentari, alcuni passaggi di quell’ “invito” con all’ oggetto “l’ eventuale distribuzione di risorse economiche” evidentemente finalizzato, ancora una volta, al subdolo scopo di coartare la volontà delle Società.

Un invito, quello di Macalli, frutto della contraddizione tra il desiderio di incontrare informalmente le Società ed il rifiuto, ostinato, di convocare l’ assemblea richiesta. Contraddizioni ed inadeguatezze, afferma Londrosi, che hanno da sempre segnato la gestione del ragioniere lombardo.

Per la prima volta vengono finalmente evidenziate, pubblicamente, tre situazioni fondamentali. 

La prima che il diritto societario prevede che i bilanci vengano posti a disposizione dei soci nei 15 giorni antecedenti l’ assemblea. La seconda che quel bilancio si presentava palesemente inattendibile in riferimento a numerose poste, con riferimento al tema dei debiti vari, il cui trattamento contabile era stato oggetto di contestazione proprio nella relazione di Francesco Ghirelli (all’ epoca ancora direttore generale) che tanto aveva infastidito il vertice della Lega Pro. La terza che smentisce pesantemente Macalli. La mancata approvazione del bilancio non è da considerare come causa automatica della sua decadenza. La richiesta di convocazione della nuova Assemblea, con all’ ordine del giorno la revoca del presidente e del suo entourage, lo testimonia, essendo al proposito necessario un apposito deliberato assembleare. Un deliberato al quale l’ ostinato, buon Mario intende pervicacemente sottrarsi percorrendo la strada, tortuosa, dei tecnicismi.

I pareri, espressi con franchezza e nei minimi dettagli, di Bacci e Londrosi evidenziano ancor più il malessere generale che si respira in via Jacopo da Diacceto. La “triade”, perché in questo contesto bisogna includere anche le volontà di Lotito e di Tavecchio, opera nel tentativo di trattare i 60 presidenti di Lega Pro come fossero degli idioti. Validi imprenditori, titolari di primarie attività, che si vorrebbero condizionare nelle loro scelte, alla vigilia degli impegni economici in scadenza a metà mese. Magari sventolandogli, sotto naso, il profumo di una “eventuale” distribuzione di risorse economiche. Arrogandosene i meriti. Una mala abitudine congenita. Come se il denaro non appartenesse in toto alle Società ed ai vertici della Lega non spettasse soltanto l’ onere della equa distribuzione, frutto di un preciso obbligo giuridico. 

Non hanno compreso, Lotito, Tavecchio e Macalli, che questa alleanza è destinata ad una fine ingloriosa. L’ arroganza di talune manifestazioni esteriori e la prosopopea ripetitiva dei loro metodi non potranno mai prevalere. Meraviglia, in questo, che non l’ abbia ancora intuito il “magno” Claudio il quale, tuttavia, si lascia andare pubblicamente, paragonando i suoi sodali a quei carrelli di carne tanto apprezzati in Emilia.

I tecnicismi posti in essere da Macalli, avallati dalla presidenza federale, tendenti a intralciare il volere della base, non potranno mai avere successo. Sono soltanto azioni costate, negli ultimi anni, centinaia di migliaia di euro, tutte in carico alle Società. Si sta degenerando in una vera e propria pagliacciata, anche in Consiglio Federale. L’ attuale governance è palesemente sfiduciata ed ha già perso a prescindere. Anche a dispetto di tutti i parere, futuri, eventualmente espressi dai Tribunali.

Mario Macalli sta proseguendo un percorso in una realtà e con una organizzazione che i presidenti non condividono. Un passo indietro è indispensabile.  

Ed a questa altezza. Come qualcuno ha già consigliato, sarebbe conveniente chiedere scusa e togliere il disturbo!

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