ESCLUSIVA TLP - Novara, Toscano: "I ragazzi del vivaio la nostra forza. Penalizzazione? Testa solo al campo"
Il Novara si gode, almeno per una settimana, la testa solitaria della graduatoria del Girone A. Un cammino fin qui eccezionale quello degli azzurri, che però dovranno lottare fino all'ultima giornata per riuscire ad ottenere la promozione diretta. La competizione per il primo posto è infatti apertissima ed entusiasmante. Ne abbiamo parlato con mister Domenico Toscano, che si gode il primato ma con i piedi per terra. Nell'intervista esclusiva rilasciata a TuttoLegaPro.com il tecnico di Reggio Calabria si è espresso anche sulla spinosa questione della possibile penalizzazione in arrivo, sui giovani che stanno trascinando il Novara e sulla squadra della sua città, la Reggina, che invece sta attraversando un periodo non positivo.
Finalmente Novara capolista solitario. Come ci si sente in testa alla classifica?
“Direi davvero molto bene. Siamo davvero soddisfatti di quanto ottenuto fin qui, e devo dire che essere primi in un torneo del genere è doppiamente gratificante. Perché questo Girone A è sicuramente il più combattuto della Lega Pro e probabilmente anche il campionato più incerto tra quelli professionistici”.
Il Novara punta chiaramente alla promozione, ma si aspettava una competitività del genere?
“Bisogna precisare che, al contrario di quanto detto da molti, non siamo una squadra costruita per ottenere la Serie B, una corazzata. Ma siamo una squadra costruita per far bene. E lo dimostrano i tantissimi giovani che schiero ogni settimana, tutti interessanti. Nell’ultima gara abbiamo giocato con Tozzo in porta che è un classe ’92, e poi Vicari ’94, Faragò ’93, Dickmann ’96. Non so dire quali squadre di vertice giochino con tanti giovani come facciamo noi, che non solo li stiamo facendo crescere, ma abbiamo anche il coraggio di metterli in campo”.
A proposito dei giovani, parliamo un po’ di Lorenzo Dickmann, classe 1996. È stata una vera sorpresa?
“Le qualità erano chiare sin da subito. Però una crescita esponenziale di questo genere, devo essere sincero, mi ha sorpreso. Chiaramente non c’è solo lui, obbligatorio citare anche Bianchi, classe ’93, Montipò del ’96, e gli altri già nominati. I ragazzi del vivaio sono davvero molto bravi e credo che questo sia l’unico futuro del calcio italiano, se vuole uscire da questo periodo difficoltoso. Crescere dei giovani interessanti è la strada migliore”.
Già che siamo in argomento, gli oriundi in Nazionale sono lo specchio della scarsa attenzione verso i ragazzi dei vivai?
“Io in realtà dico questo ai giovani calciatori italiani: datevi più da fare. Se ci sono tanti oriundi in Nazionale vuol dire forse che noi italiani stiamo facendo meno bene o siamo meno all’altezza. Beninteso che se le regole permettono di convocare questi calciatori io non ci vedo niente di strano. Però è arrivato il momento in cui il calcio italiano, dai giocatori ai dirigenti, si rimbocchi le maniche e inizi a puntare, ad esaltare i nostri giovani, con coraggio e competenza”.
Questione penalizzazione. Sembra che il Novara possa vedersi decurtati fino a 4 punti. Nel caso arrivasse il provvedimento vi sentireste defraudati di quanto ottenuto fin qui?
“Noi tutti, dalla squadra allo staff tecnico, stiamo pensando solo al campo. Saranno questioni per le quali la società si muoverà nelle sedi più opportune per difendersi. La nostra dirigenza ha spesso combattuto in queste situazioni quindi sa cosa fare. A noi interessa solo la partita, dobbiamo cercare di ottenere il massimo sul campo. So che possiamo ancora migliorare e crescere, questo è il nostro obiettivo. A fine campionato vedremo cosa saremo riusciti ad ottenere, con o senza penalizzazione”.
In Lega Pro oltre la metà delle panchine sono saltate. Da allenatore che opinione si è fatto?
“Sono dei numeri che evidenziano la poca pazienza delle società e la scarsa programmazione. Nel momento in cui si sceglie un allenatore, e deve essere una scelta accurata, io credo che sia una decisione portata avanti e condivisa, così come si condivide e si porta avanti la costruzione della rosa. Poi a fine anno è normale fare delle valutazioni e scegliere se proseguire o no. C’è, secondo me, poco equilibrio”.
Mister lei è originario di Reggio Calabria, dove è cresciuto anche calcisticamente. Che sensazioni prova a vedere la Reggina, una squadra dal passato importante, che lotta per non scendere in Serie D?
“Certo fa un po’ impressione e tristezza. Mi auguro però che, al di là delle difficoltà di ogni genere che gli amaranto che stanno attraversando, che si salvi la categoria e che si possano mettere le basi per una ristrutturazione e la riapertura di un nuovo ciclo”.


