ESCLUSIVA TLP - Barletta, Quadri: "Meritiamo la salvezza. E su mister Sesia..."
Più di 250 presenze tra i professionisti, alle quali si aggiunge anche l’esordio in serie A (con la maglia della Lazio, ndr), e adesso una stagione da onorare nel migliore dei modi, con la maglia del Barletta. Che adesso sta viaggiando a buoni ritmi, in un campionato sicuramente molto più complesso dei precedenti. Nell’'intervista rilasciata in esclusiva ai microfoni di TuttoLegaPro.com, è il centrocampista classe ’83 Alberto Quadri a raccontare il momento attuale della squadra pugliese.
Un campionato che, nonostante qualche risultato altalenante, si sta comunque rivelando positivo per il Barletta. Vi sentiti tranquilli, come squadra, in virtù di quella che è la classifica oppure ancora dovete lottare?
“Il nostro campionato aveva come obiettivo primario la salvezza, quindi quello che stiamo facendo, e i 39 punti ottenuti, sono un buon ruolino di marcia, ma non ci sentiamo ancora pienamente tranquilli, il campionato non è terminato. E’ comunque un anno positivo per noi come gruppo, alla salvezza ci teniamo tutti perché pensiamo di meritarla, e sarebbe un bel regalo da fare anche ai nostri tifosi che ci sostengono sempre”.
Il cambio alla guida tecnica era secondo te necessario per darvi quella scossa in più sul finire di campionato oppure potevate continuare fino al termine della stagione con la vostra lunghezza d’onda?
“Dall’estate avevamo improntato un lavoro positivo con mister Sesia, il livello di gioco espresso e la classifica non avrebbero dovuto portare al cambio in panchina, c’era molto sintonia tra noi giocatori e tecnico, ma è una scelta societaria che rispettiamo, siamo dei professionisti. Ma Sesia, senza nulla togliere al nuovo allenatore, lo portiamo nel nostro cuore, gli siamo davvero molto riconoscenti”.
Cosa è cambiato a livello tattico con l’arrivo di Corda?
“Sostanzialmente nulla, lui è arrivato sabato e non c’è stato molto tempo per rivedere le cose dato che la domenica abbiamo giocato. L’unico cambio è stato il passaggio, a gara in corso, dal 4-3-3 al 4-3-1-2, ma solo perché è stato dettato dalle situazioni che si erano presentate in campo. Nel corso di questa settimana comunque lavoreremo anche per capire eventuali cambiamenti che il tecnico vorrà fare, ma il 4-3-3 è il modulo a noi più congeniale”.
Veniamo al campionato: i giochi sono ancora aperti sia in vetta che in fondo alla classifica?
“Si, il campionato è ancora aperto, niente è scontato: mi viene subito in mente la reazione di orgoglio dell’Aversa Normanna, che sembrava spacciata ma invece sta risalendo. In alto invece è scontro a due tra Benevento e Salernitana per la lotta al primo posto, mentre è molto più aperta quella dei play off. Noi che stiamo in mezzo dobbiamo ipotecare la salvezza il prima possibile, per poi iniziare a programmare la prossima stagione”.
E’ da molto tempo che vivi l’attuale Lega Pro, un tempo Serie C: come la vedi cambiata?
“Sono ormai passati quindici anni da quando ho iniziato l’avventura nei professionisti, e devo dire che prima era una Lega molto più ricca, dove si investiva molto nelle società, poi con la crisi e le nuove regole c’è stata un’involuzione. Fortunatamente quest’anno vedo un campionato più avvincente, fatto di squadre forti e piazze importanti, ma serve comunque un controllo più intenso sulla tutela delle società e sulla regolarità dei campionati: si deve tornare a parlare solo di calcio giocato”.


