Como, Cassetti a TLP: "Arriviamo a questa finale nel migliore dei modi. Dispiaciuto per le mie espulsioni"
Per molti giocatori giocare i playoff di Lega Pro è un traguardo importantissimo: vincerli vorrebbe dire mettere nel curriculum una promozione in Serie B e poter sperare di essere confermato anche in cadetteria. Una tensione che può coinvolgere solo parzialmente un calciatore come Marco Cassetti, il quale in carriera ha anche giocato la Champions League ma che ora vuole ripagare il Como per la fiducia concessagli aiutando i lariani a battere il Bassano in finale. La sua esperienza (oltre 250 partite in Serie A con Verona, Lecce e Roma e 5 presenze in Nazionale) potrebbe essere importante sia in campo che nei giorni che precedono l'andata e il ritorno.
Di partite importanti ne hai giocate tante: secondo te la squadra sta riuscendo ad approcciarsi a questa finale nel modo giusto?
"Assolutamente si, stiamo lavorando come sempre, senza troppa tensione, che sarebbe deleteria. Sotto l'aspetto mentale arriviamo a questa finale nel migliore dei modi, in fiducia. Nelle ultime settimane tutti, dal presidente fino al magazziniere, abbiamo fatto un lavoro importante, completando una rincorsa a cui molti non credevano. Ma noi eravamo convinti delle nostre qualità e infatti sono venute fuori. E' il momento di battere il ferro mentre è caldo e di affrontare questa partita con grande serenità e convinzione di poter far bene. Affrontiamo una squadra molto forte, che ha avuto un rendimento continuo nell'arco di tutta la stagione e che ha rischiato di vincere il nostro girone. Abbiamo il massimo rispetto, ma veniamo da un trend positivo importante e possiamo dire la nostra".
Condizione fisica, aspetto psicologico, assenze, episodi: quale pensi che sarà il fattore decisivo?
"Le partite sono decise dagli episodi. Per quanto riguarda le assenze (nel Bassano mancheranno Pietribiasi, Furlan e Maistrello, ndr), ogni giocatore che può mancare, nell'una o nell'altra squadra, può essere sostituito da un compagno altrettanto valido e forse con motivazioni ancora maggiori rispetto a chi gioca sempre. Sarà una partita delicata, che potrebbe anche essere decisa dalla giocata di un singolo".
Benevento e Matera sono piazze che portano più gente allo stadio rispetto a Como. Stavolta però, contro il Bassano, siete voi la squadra con un maggiore seguito di pubblico. Questo potrebbe fare la differenza ma anche mettervi un po' di pressione...
"La storia del Como è più importante rispetto a quella del Bassano. Stiamo dimostrando di giocare bene anche in trasferta, ma domenica sarà importante avere tanta gente che ci incita e ci aiuta. Ma non parliamo di pressione: più gente ci sarà allo stadio e più i ragazzi saranno felici e avranno energie da spendere. Anche se in questi giorni il caldo sta facendo veramente male: potrebbe venir fuori una partita a ritmi non altissimi".
Un po' come il rendimento della squadra, anche i tuoi pochi mesi a Como hanno avuto qualche alto e basso...
"Si, io sono arrivato con grandissimo entusiasmo, però venivo da sei mesi di inattività: pur essendomi sempre allenato, non ero al 100%. Ho lavorato per recuperare la condizione ed ho alternato partite buone e meno buone, come è normale che sia. Mi ha fatto male lasciare la squadra in dieci per due volte, venendo espulso in due partite importanti come quella di Cremona e col Cosenza. Mi è dispiaciuto molto anche perché sono uno dei giocatori più esperti e dare questo esempio non mi ha fatto star bene. Ero anche capitano, ma non sono il più diplomatico dei giocatori e non mi sono sempre comportato in maniera egregia, anche se forse alcune decisioni arbitrali che non ho accettato erano effettivamente sbagliate. Comunque ho preferito rinunciare alla fascia da capitano".
Vedi la punizione concessa al Matera domenica scorsa, anche se lì non eri capitano
"Si, infatti adesso mi ritrovo diffidato per un fallo che non c'era. Ma sbagliano anche gli arbitri, li capisco, però anche loro dovrebbero capire che nell'agonismo di una partita si possono anche fare o dire cose sbagliate".
Stai seguendo le vicende legate al Lecce, tua ex squadra? Tra i playoff mancati e il disimpegno di Tesoro, i tifosi stanno vivendo mesi difficili...
"Sono molto legato alla città, Lecce è bellissima, la gente è cortese e ci ho passato tre anni fantastici. E' una piazza che merita il calcio importante e mi dispiace che non siano riusciti a giocarsi una chance per la promozione. Ora spero che qualcuno che tiene veramente al Lecce si metta una mano sul cuore e riesca ad acquistare il club per ripartire con entusiasmo".
Il calcio inglese è elogiato da molti. Tu ci hai giocato e sei tornato in Italia. Cosa porti con te da quell'esperienza in Championship?
"Al Watford ho passato due anni meravigliosi, lì vivono il calcio in maniera diversa. I calciatori hanno meno assilli rispetto a chi gioca qui in Italia. Questo mi ha fatto vivere meglio il mio lavoro. Poi dopo il secondo anno sarei potuto rimanere ma ho preferito avvicinarmi a casa e venire a Como mi ha reso felice".
L'arrivo a Como di un giocatore affermato come te è stato anche la dimostrazione delle grandi ambizioni della società. Ora siete ad un passo dalla Serie B. Cosa deve fare il Como per poter festeggiare tra due domeniche?
"Deve fare sempre un gol più degli altri. Di certo ci teniamo tanto, così come ci tengono loro".


