ESCLUSIVA TLP - Lucchese, Pozzebon: "Il gol? Una liberazione. L'arrivo di mia figlia mi ha dato nuove motivazioni"
Per Demiro Pozzebon è arrivato il momento di essere il protagonista. Non più comparsa, ma attore principale e la Lucchese ha creduto in lui dando a mister Baldini un attaccante di peso che si muove su tutto il fronte d'attacco come se fosse una seconda punta.
Dopo anni di gavetta nei dilettanti - Montevarchi, Arezzo, Sansovino, Olbia tra le altre - lo scorso anno, per questo classe 1987, l'approdo nel calcio dei grandi ad Avellino in B. Un doppio salto da brividi in una piazza esigente dove al primo errore ti mordono fino a toglierti il fiato. Demiro segna anche un gol in maglia biancoverde contro il Bologna - entrando al 59' al posto di Arrighini - e sembra per lui l'inizio di un percorso nuovo. Invece quello ai felsinei è un fuoco di paglia, così al mercato di riparazione c'è il passaggio in prestito a L'Aquila, ma anche in rossoblù le cose non vanno come potrebbero con poche occasioni per mettersi in mostra.
In estate sembrava fatta per il rinnovo con gli irpini ma il mercato riserva sempre parecchie sorprese e Demiro coglie al balzo la chance che gli offre la Lucchese a pochi giorni dalla fine delle trattative.
Ambiente nuovo e società che punta su di lui, non poteva chiedere di meglio Pozzebon: cognome veneto ma romano di nascita.
Per Pozzebon questo inizio di campionato è corredato dall'arrivo di Michelle, primogenita che sembra averlo trasformato, con gli stimoli moltiplicati per mille: lo stesso numero nove rossonero ne sta traendo giovamento e sabato nell'anticipo della seconda giornata di campionato contro la Lupa Roma ha bagnato il suo debutto al "Porta Elisa" con un gol da opportunista che ha aperto le danze al 3-0 finale con cui i rossoneri hanno schiantato i laziali.
Impacciato, Demiro parte con il "lei", cercando di metterlo a suo agio con un più confidenziale "tu". La voce gli trema di meno e si lascia andare alle considerazioni di questo inizio stagione in questa intervista esclusiva concessa ai microfoni di TuttoLegaPro.com.
Sarà l'arrivo di tua figlia Michelle ma ti vediamo particolarmente carico in questo avvio di stagione.
"Sono una persona particolarmente sanguigna e le partite le sento molto: l'arrivo di mia figlia mi ha dato nuove motivazioni e gioco per lei e la mia famiglia".
Sabato contro la Lupa Roma potevi fare qualche gol in più.
"E' vero! La partita era già chiusa e la cosa diveniva più un piacere egoistico classico dell'attaccante che per la squadra".
Bello anche l'assist di Monacizzo.
"Sì davvero bello".
Avete fatto gol tutti e tre là davanti: tu, Fanucchi e Terrani.
"In settimana abbiamo lavorato per migliorare l'affinità e i risultati si sono visti. La squadra ha reagito bene con molta personalità: propositivi e con la giusta carica agonistica".
Anche a Ferrara contro la Spal all'esordio non eravate andati tanto male.
"A Ferrara abbiamo preso gol su degli episodi sfortunati e il risultato non rispecchia la realtà. Sicuramente sono reti che lavorandoci sopra si possono evitare. Guardando il bicchiere mezzo pieno anche al "Mazza" abbiamo espresso un bel calcio e creato occasioni che non abbiamo concretizzato".
Primo gol in maglia rossonera: le sensazioni?
"Di liberazione. Sono arrivato da poco a Lucca e ci tenevo alla prima in casa a fare gol davanti ai nuovi tifosi: è stato il gol che ha aperto le danze e in quel modo giochi con un'altra testa, favoriti anche dal rosso del portiere ospite".
Cosa ti è mancato ad Avellino?
"A livello di gruppo e rapporti con la società era tutto perfetto. Si parlava di rinnovo e alla fine messo davanti ad alcune scelte ho preferito la Lucchese. Il Direttore (Giovanni Galli, ndr) mi ha colpito per il progetto che mi ha prospettato, con l'opportunità di giocarmela".
Massimo Rastelli, attuale allenatore del Cagliari e la scorsa stagione ad Avellino ha speso belle parole nei tuoi confronti.
"Con il mister si è creato un bel rapporto - sia a livello umano che calcistico - e ho già avuto modo di ringraziarlo per le belle parole che ha utilizzato nei miei confronti e spero di farle notare sul campo per avvalorarne maggiormente il peso".
A fine partita ti sei lasciato andare sull'erba: più stanco o felice?
"E' un anno che mi trovo in una condizione di giocare a singhiozzo e non ho ancora i novanta minuti nelle gambe, quindi ho sentito il peso della partita ed era più la stanchezza che altro".
Quest'anno a Lucca è la tua prima vera esperienza da protagonista nei pro.
"Ad Avellino come a L'Aquila non ho giocato con continuità e la condizione in questi casi non è mai ottimale".
Con Fanucchi e Terrani come va l'intesa?
"Va bene con tutti e penso che fa sempre piacere fare gol. Ci siamo cercati, abbiamo creato fraseggi importanti che ci possono essere utili nel campionato".
Tre gol, tutti su azione.
"Non solo: li abbiamo cercati e ci abbiamo lavorato in settimana. Questo è un modo per dire: "Ci siamo" e ascoltiamo le direttive del mister".
Baldini da giocatore è stato un ottimo difensore e ti starà dando dei consigli su come fregarli.
"I consigli del mister sono molto utili, venendo da una persona che ha giocato su certi palcoscenici, mi possono solo aiutare a migliorarmi".
Guardando la tua gavetta cosa ti è rimasto e osservando il tuo futuro, cosa vedi?
"La mia è stata una gavetta dura, partendo dalle giovanili del Lecce, passando per la Cisco Roma, di seguito tanti campionati dilettantistici. Il resto è storia recente con Avellino e L'Aquila l'anno scorso ed ora mi trovo a Lucca e voglio sfruttare questa chance".


