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ESCLUSIVA TLP - Pontedera, il Dg Giovannini: "Con Indiani siamo la strana coppia della Lega Pro..."TUTTOmercatoWEB
© foto di Prospero Scolpini/TuttoLegaPro.com
domenica 11 ottobre 2015, 22:00Interviste TC
di Daniele Mosconi
per Tuttoc.com

ESCLUSIVA TLP - Pontedera, il Dg Giovannini: "Con Indiani siamo la strana coppia della Lega Pro..."

Il dirigente dei granata si gode l'ennesimo miracolo che sta venendo fuori dopo le cessioni della scorsa estate

Nel segno di Paolo Giovannini e Paolo Indiani: il Pontedera da tre anni parte da questa strana coppia di toscanacci alla conquista di un successo che per la realtà granata è la salvezza, possibilmente con qualche domenica di anticipo. 

Anche quest'anno il Pontedera ha dovuto lavorare con il bilancino per non uscire fuori dai propri parametri e la classifica premia ancora una volta il lavoro di un dirigente come Giovannini che ha sempre il sorriso sulle labbra, che si vinca o che si perda: una visione dello sport e del proprio lavoro che non è del tutto errata.

Ieri sera al "Mannucci" la sua creatura si è permessa il lusso di fare 6 gol al Rimini, squadra costruita per un campionato di vertice, sicuramente con ambizioni diverse da quelle del club granata.

TuttoLegaPro.com ha voluto sentire in esclusiva il dirigente toscano per conoscere meglio i segreti di un progetto che negli ultimi anni ha tirato fuori elementi importanti che ora giocano in altri lidi, ma non dimenticano l'importanza dell'esperienza vissuta a Pontedera.

Gran bella vittoria contro una squadra come il Rimini.

"Bella, inaspettata, anche se avevamo lavorato con grande intensità in settimana, per riscattare gli ultimi risultati, dove avevamo raccolto un punto solo, seppure avessimo giocato contro una squadra forte come la Spal. Ci aspettavamo qualcosa in più, con la partita stessa affrontata con il piglio giusto. Un po' nella vittoria ci confidavo, però non mi aspettavo queste proporzioni. In tutti questi anni che sono in Lega Pro non ricordo un successo con questo punteggio, dove tutto riesce così facile. Per me personalmente c'è stato un 5-0 ai tempi della Lucchese, ma questo è un piacevole inedito".

La vittoria perfetta potremmo definirla.

"Siamo stati agevolati da un mezzo infortunio del nostro ex portiere Anacoura, sul tiro centrale di Cesaretti. Diciamo che ripaga in un certo qual modo l'errore che ha compiuto il nostro portiere Cardelli contro la Spal. Sono cose che possono accadere con questi palloni di ultima generazione, più leggeri e calciati da gente che ha qualità nel piede, come nel caso di Cesaretti, assumono traiettorie che possono far pensare ad una papera del numero uno, invece non lo sono. Aggiungerei che l'uno due tra il 7' e l'11' ha fatto si che le condizioni mentali e morali delle due compagini, portassero una ad affondare e l'altra a volare. E' la prima vittoria casalinga dopo il pareggio contro il Tuttocuoio e la sconfitta con la Spal. I ragazzi ci tenevano tantissimo: siamo una squadra giovanissima che ha bisogno di prendere fiducia e queste prestazioni confermano che possiamo starci a buon diritto in questa categoria, seppure molti dei componenti della rosa di quest'anno siano dei debuttanti".

Pensando al lavoro che state svolgendo - lei dietro la scrivania e Indiani in panchina - a Pontedera, vi possiamo definire la strana coppia. Quello appena iniziato è il vostro quarto anno insieme e finora avete ottenuto dei risultati più che soddisfacenti.

"Le cito una statistica che ha prodotto un vostro collega de "La Nazione": in questi 4 anni, compreso questo, a Pontedera sono passati 108 giocatori, con più di venti cessioni a titolo oneroso. Veramente qualcosa di straordinario: il nostro marchio di fabbria non vorremmo perderlo: la valorizzazione dei giovani, nonostante da quest'anno non c'è più il minutaggio e la maggior parte dei club ha rinunciato a far giocare i giovani nell'11 titolare. Contro il Rimini abbiamo iniziato con sei ragazzi e finito con otto in campo. Ci troviamo a lavorare in un contesto dove, un po' per necessità e un po' per le esigenze dei procuratori dei calciatori, cerchiamo di migliorarci ogni anno. Abbiamo una società puntuale, solida, che indipendentemente dall'aspetto economico, che potrebbe investire anche qualcosa in più di quello che sta facendo perché i conti ci danno ragione, però credo sia giusto sposare questo nostro progetto, che ci dà grande visibilità. Quattro anni fa eravamo una società piccola, ora invece siamo sulla bocca di tutti - senza presunzione -: conoscono il nostro modo di lavorare e la volontà di lanciare i giovani. Le società professionistiche - come Juventus, Chievo, Napoli - ci mandano dei giovani da valorizzare. Vogliamo perseguire anche in futuro questa strategia societaria, che indipendentemente dal risultato sportivo, porta in alto il nome di Pontedera".

Quindi nel calcio si può anche guadagnare...

"E' un parolone quello che lei ha utilizzato. Fare una gestione oculata per cui il bilancio è quello che viene deciso dai soci che mettono i soldi, se viene mantenuto si, qualcosa si può anche guadagnare. In questi quattro anni credo che abbiamo sbagliato in eccesso o per difetto, un massimo del 2-3%. Tutte le spese vengono stilate in maniera dettagliata, cercando di rispettare le voci e questo porta a volte a perdere qualcosa dagli incassi, ma guadagnandoci sugli sponsor che compensano quella perdita precedente. Quello che ci siamo prefissati l'abbiamo sempre raggiunto: abbiamo una società e una proprietà presente che ci tiene a questo tipo di politica ed io cerco di accontentarli nella gestione tecnica, seguendo le loro linee guida".

Con Indiani dopo quasi quattro anni che tipo di rapporto si è instaurato?

"Fortunatamente abbiamo tante analogie nel modo di vedere e gestire il calcio e possiamo andare in discussione solo su un aspetto".

Quale?

"Lui ha una visione dettata dal presente, del vissuto quotidiano, mentre io devo cercare di dirigere lo sguardo al medio e lungo termine. Così capita che lui non sia soddisfatto di un ragazzo oggi: io devo sperare che con il tempo il giocatore possa migliorare. Delle volte io voglio portare avanti una programmazione, invece lui vede quello che dice il campo e si può andare a discutere. Però penso che dopo quasi quattro anni abbiamo imparato a "tollerarci", anche se tra noi c'è una stima sia professionale che della persona".

Ci faccia fare l'avvocato del diavolo: lei ci disegna un mondo chiamato Pontedera dove tutto è perfetto. Non ha un difetto questa società?

"Le dico la verità: tutte le componenti stanno girando a mille, dalla società ai tifosi. Non so se è solo legato ai risultati, però c'è una bontà nel lavoro svolto da un gruppo imprenditoriale che è tutto di Pontedera. Nei giorni scorsi tramite un gemellaggio con la società dilettantistca dell'Oltrera abbiamo inaugurato un secondo campo ad undici, costruito dalla Limonta e attualmente disponiamo di due campi ad otto e due a undici, in erba sintetica di ultima generazione: in questo modo la Berretti e la prima squadra possono allenarsi su campi separati, insieme alla società dell'Oltrera. Nella nostra struttura c'è una foresteria e un ristorante dove mangiano i nostri giocatori, anche quelli del settore giovanile. C'è un clima familiare e una legittimità a lavorare che magari da altre parti viene spesso tarpata quando ci sono sovrapposizioni di ruolo".

Lei che guarda al medio e lungo periodo, ci può dire quale sarà il prossimo passo?

"Intanto concludere il mio mandato che scade nel giugno 2017 con la permanenza in Lega Pro del Pontedera. Dopo cinque anni di questi risultati e di valorizzazione dei giovani, i derby contro Pisa, Carrarese, la stessa Lucchese, l'Arezzo, il Prato, tutte società blasonate, forse sicuramente più importanti di noi, non rappresenterebbero più una rarità ma una realtà consolidata e questo secondo me sarebbe un altro successo di questa dirigenza".

Cosa farà da grande Paolo Giovannini?

"Continuerà a lavorare giorno dopo giorno, pensando a cosa bisognerà migliorare domani, considerando la gestione del gruppo e l'aspetto umano, cercando di farsi apprezzare dalla dirigenza per la quale lavora: oggi è il Pontedera, domani potrà essere un'altra società. Non riesco a fantasticare e pensare a cosa mi accadrà tra sei mesi, cercando di prepararmi al meglio per domani: inizia un'altra settimana di lavoro, ci incontriamo con il mister per programmare il lavoro dei prossimi giorni e nel frattempo studio partite e giocatori, come ho sempre fatto con grande passione e umiltà".

Ci vuol fare un nome di un giocatore che potrà seguire le orme degli altri ragazzi che sono usciti dal Pontedera e si stanno facendo valere in altre piazze?

"Ne faccio due: uno di nostra proprietà e uno che proviene da una società professionistica da cui non possiamo ottenere nessun vantaggio economico. La nostra è una rosa composta da ragazzi giovani ed è un mix tra valorizzati e quelli di nostra proprietà che cercheremo di vendere. Considerando questo primo scorcio di campionato mi sento di dire Lorenzo Polvani, difensore del 1994, di cui deteniamo il cartellino e Andrea Gemignai dell'Empoli, un 1996 che fa parte della Under 19".

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