ESCLUSIVA TLP - Fidelis Andria, il Ds Doronzo: "Cavalchiamo questo entusiasmo tenendo i piedi per terra. Sulla vicenda Arezzo mi sento di dire..."
"Ricomincio da Andria": potrebbe essere il titolo di un film che vede come protagonista Piero Doronzo, attuale Direttore sportivo della Fidelis Andria, capolista del girone C.
La scelta di un film non avviene per caso e più avanti ne capirete il motivo. Doronzo ha ancora i postumi del viaggio in pullman da Agrigento, dove la sua squadra si è imposta per 2-0 sull'Akragas: "Partire in aereo avrebbe comportato scali e viaggi interminabili: abbiamo preferito il pullman partendo un giorno prima e allenandoci nell'eccellente struttura di Torre del Grifo a Catania. Quando si vince anche il viaggio si affronta con uno spirito diverso".
51 anni, gli ultimi venti vissuti a Bari come segretario del club biancorosso, da quest'anno si è messo in gioco accettando la proposta del presidente Paolo Montemurro: "Garantisco che il nostro presidente non è venuto qui per mercanteggiare, ma per costruire".
Da uomo di calcio raramente si sbottona in questa intervista esclusiva: il suo entusiasmo per questo primo posto è molto pragmatico, già rivolto al prossimo avversario.
Come è stato il viaggio da primo in classifica?
"Il viaggio quando si fa risultato pesa molto meno. Siamo tornati questa mattina e ancora non abbiamo dormito: era la soluzione più comoda, abbiamo preferito fare così, per evitare scali su scali, partendo un giorno prima allenandoci in una struttura eccellente come quella di Torre del Grifo a Catania. Trasferta studiata dal punto di vista logistico in maniera intelligente. Il risultato ci ha aiutato a fare il viaggio di ritorno in maniera più serena".
Il messaggio più bello in queste ore chi gliel'ha mandato?
"Sono tanti, tutti molto belli. Farei un torto a qualcuno. Da quando sono venuto ad Andria mi inondano di messaggi: comunque è' ancora molto presto per lanciarsi in questo entusiasmo. Magari quando avremo compiuto il nostro lavoro e l'obiettivo sarà stato raggiunto avremo tempo e modo di dire quale messaggio mi è rimasto più impresso".
Direttore, ma qualche telefonata da altri club per Strambelli e Grandolfo le è arrivata in queste settimane?
"Devo essere sincero: non solo per loro. Mi sono arrivate richieste di informazioni e mi hanno fatto intendere che sono attenzionati. Non mi meraviglia tutto questo: quando una squadra gioca bene e le cose vanno per il verso giusto, i calciatori, specie se giovani, fanno gola a tanti".
Le hanno chiesto anche il nome di Daniel Onescu?
"Certamente. Per l'età che ha e le esperienza che ha fatto finora, posso definirlo un giovane veterano".
Le richieste arrivano maggiormente dalla A o dalla B per i vostri giocatori?
"Non me la sento di risponderti. In questo momento dobbiamo pensare al Messina che è il nostro prossimo avversario. Ci sarà tempo e modo per pensare al mercato".
Non ci vuol dire nulla, però almeno ci può dire se i vostri gioielli rimarranno fino a fine stagione ad Andria?
"Senza ombra di dubbio. Mi sento di aggiungere una cosa".
Prego...
"Quando mi confronto con il presidente Montemurro, il suo pensiero è molto chiaro: non sono venuto ad Andria per mercanteggiare, ma per costruire. Questo vuol dire che se c'è da migliorare, lui lo farebbe volentieri, piuttosto che indebolirla...".
Ci faccia dei nomi di giocatori che l'hanno soddisfatta finora.
"Se mi chiedi di fare dei nomi di giocatori, ti dico Cilli, Capellini, Paterni, quelli che stanno giocando meno. La forza di questa squadra è e sarà sempre il gruppo. Se perdiamo questa identità diventa tutto più difficile. L'apporto di Stendardo, Cortellini, Piccinni, i più esperti è fondamentale".
La scelta di affidare la panchina a D'Angelo come è avvenuta?
"Avevamo una lista di tre nomi con caratteristiche diverse: un giovane alla prima esperienza, un giovane con già qualche anno di professionismo alle spalle e infine uno che abbiamo chiamato 'usato sicuro'. Quando l'ho sentito e ci siamo incontrati per farlo conoscere al presidente, sono bastati dieci minuti e Montemurro aveva già dato l'ok. D'Angelo come secondo dei tre profili era il primo che avevamo individuato. Devo dire che del mister mi avevano parlato bene molti addetti ai lavori e alcuni suoi ex giocatori, quindi è stata una scelta ponderata, non dettata da fretta. Siamo felicissimi di averlo come tecnico della squadra, è un valore aggiunto, una persona seria, leale, capace".
Gli altri due nomi chi erano?
"C'erano dei profili che avevamo sottoposto ad un nostro ipotetico progetto".
Si sbottoni un po' Direttore...
"L'usato sicuro poteva essere lo stesso Giancarlo Favarin che lo scorso anno ha vinto qui ad Andria il campionato, mentre per il giovane alla prima esperienza poteva essere Leonardo Colucci, che attualmente allena la Primavera del Bologna".
Aveva messo in preventivo che prendendo Grandolfo, messo accanto a Strambelli avevate una coppia di attaccanti molto importante per la categoria?
"Sapevo, in accordo con D'Angelo, che prendendo Grandolfo, confermando Strambelli e tramite i buoni uffici con il Ds del Torino Gianluca Petrachi, il prestito di Morra, potevamo fare bene. Morra è stato un vero colpo di mercato: siamo stati bravi e fortunati a prenderlo. Però mi sento di fare anche i nomi di quegli attaccanti che finora stanno giocando meno, come Cianci e Kristo. Quest'ultimo viene da un infortunio e si sta riprendendo piano piano".
Siete attualmente i "Lega Pro...tagonisti" di questo girone. Potreste addirittura farne un trailer di un film.
"Io personalmente un film l'ho già girato: "una meravigliosa stagione fallimentare", girato in ricordo di quella stagione di due anni fa dove la società del Bari fallì e che ha vinto anche alcuni premi. Se mi parli di film mi viene la pelle d'oca. Penso che attualmente la Fidelis Andria stia cavalcando l'entusiasmo che la città di Andria ci trasmette: una tifoseria passionale, esigente, ma attenta. Sapevamo dall'inizio che era così, ci siamo imposti di alimentare questo entusiasmo che non fa male. Quando sento dire che la pressione fa male ai giocatori, dico che non può giocare a calcio. Il nostro è un bel mix: una società seria, attenta, con un presidente passionale che tratta tutti alla stessa maniera, puntuale e presente. Ieri era sul pullman con noi e questo non avviene tutti i giorni: la squadra recepisce anche questi messaggi".
Si dice che c'è sempre uno scalino e delle differenze tra A e B e tra B e Lega Pro. Quali sono le differenze che ha notato tra la cadetteria e la ex serie C?
"Posso dire con tutta onestà che anche in Lega Pro si possono vedere delle belle partite di calcio. Non è più la serie C di una volta. Oggi in questo campionato trovi allenatori bravi, squadra che hanno idee di gioco. Non è vero che la B sia diversa, forse come introito c'è una differenza".
Ci vuol dare la sua opinione sulla vicenda di quel file audio nello spogliatoio del'Arezzo che è finito su tutti i giornali?
"Mi dispiace: gli spogliatoi sono sacri. In tutti, anche nel nostro, ci sono momenti di tensione e ci si lascia andare a delle esternazioni. Diffondere non è il massimo".


