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ESCLUSIVA TLP - MartinaFranca, Sirignano in vista del Catanzaro:  “Sabato torno a casa mia”TUTTOmercatoWEB
Ex: Ciro Sirignano
© foto di Salvatore Monteverde
mercoledì 14 ottobre 2015, 12:00Interviste TC
di Simone Nisticò
per Tuttoc.com

ESCLUSIVA TLP - MartinaFranca, Sirignano in vista del Catanzaro: “Sabato torno a casa mia”

Novembre 2011. L'autunno ha fatto già capolino da un pò salutando il caldo torrido e la leggerezza di un'estate lunga e piena di pathos. Nelle radio “Someone I Like You” di Adele e “Paradise” dei Coldplay fanno il boom di ascolti: sono i singoli più venduti. In Italia Berlusconi sale al Quirinale rassegnando nelle mani di Napolitano le dimissioni dal suo IV° Governo. A Catanzaro sono i giorni delle piogge torrenziali e dei nubifragi che mettono in ginocchio interi quartieri. Nel capoluogo calabrese però, come di consueto, si finisce sempre a parlare con toni immaginifici e di speranza - auspicando tra un'immancabile critica e un'altra un fantasticato e roseo futuro - del macrocosmo pallonaro che, in città, è spinto da un vento nuovo con l'acclamato approdo del patron Giuseppe Cosentino nelle vesti dell'Eolo di turno venuto dalla vicina Reggio per far risorgere il calcio catanzarese. Al timone della neonata squadra c'è Ciccio Cozza. Il Catanzaro, alla 18^ d'andata, batte la Paganese al “Ceravolo” grazie alle reti di Masini e Carboni e si piazza al terzo posto dietro Perugia e L'Aquila. Cozza sa di poter fare l'impresa, ma manca ancora qualche tassello che dia qualità, esperienza e solidità ad una squadra che, comunque, risponde bene. E' proprio in quei giorni che, in silenzio e in punta di piedi, si aggrega al gruppo un difensore napoletano dal curriculum già gonfio, ma in cerca di riscatto. Da quel pomeriggio di fine novembre Ciro Oreste Sirignano indossa ufficialmente una maglia, in cuor suo, mai svestita e dai colori sempre più nitidi conquistando, di giorno in giorno, di partita in partita, la stima del mister, un posto da titolare e il calore di un pubblico che apprezza la sua tenacità e quella capacità di essere leader con discrezione e umiltà, armi queste, che gli danno la spinta in più per contribuire attivamente alla sospirata promozione in Prima Divisione. Ora Ciro gioca nel Martina Franca, proprio la squadra che le Aquile giallorosse dovranno affrontare sabato pomeriggio, ma nel suo cuore sa che il pubblico catanzarese non lo ha mai dimenticato. La conferma si è avuta lo scorso anno nella gara del “Ceravolo” tra Catanzaro e Ischia quando Sirignano ha potuto assaporare l'aria da ex. Standing ovation, applausi e lacrime di commozione per un giocatore dagli indiscussi valori morali che il giallorosso lo porta tuttora come una seconda pelle. A poche ore da Catanzaro-Martina Franca lo abbiamo sentito in esclusiva ai microfoni di TuttoLegaPro.com. Alla domanda se oggi segue ancora il Catanzaro non ha esitazioni: “Certo – risponde senza fronzoli – sono un tifoso del Catanzaro!”.

Partendo proprio dallo scorso 19 ottobre 2014. E' passato un anno dalla tua prima volta da “ex” in uno stadio che ti ha dato tanto. Come hai vissuto quel giorno?

“E' stata un'emozione indescrivibile, un giorno indimenticabile. Il “Ceravolo” mi dà una carica in più e poter riabbracciare persone con cui ho condiviso momenti felici è stato davvero bello e sono emozioni e ricordi che porterò sempre dentro”.

Ora hai la possibilità di rivivere quelle emozioni e di tornare in quella che hai spesso detto di essere “casa tua”. Stavolta l'atmosfera sarà ben diversa rispetto allo scorso anno. In quel periodo c'era ancora entusiasmo anche se in fondo non era altro che il preludio di una parabola discendente. Dall'esterno che idea ti sei fatto del Catanzaro attuale?

“Si è vero. La classifica rispetto allo scorso anno è diversa per il Catanzaro. La squadra di quest'anno ha buoni giocatori, alcuni anche con tanta esperienza in questa categoria. Spero sia solo un periodo negativo anche perchè conosco bene il mister e so come e quanto lavora quotidianamente per preparare al meglio i suoi. Di certo c'è che mi fa strano vedere le Aquile ultime in classifica”.

Adesso giochi a Martina Franca, una realtà ben diversa da quella di Catanzaro. Come stai vivendo questa tua nuova esperienza?

“L'affronto con la voglia e la professionalità di sempre. Siamo partiti un po' maluccio, ma il gruppo è unito e ci sono ottimi giocatori. Credo possamo dire la nostra nonostante l'avvio poco felice”.

Torniamo al “tuo” Catanzaro, a quello di mister Cozza, quello della cavalcata verso la promozione sugellata dall'1-0 di Simone D'Anna contro la Vigor Lamezia al 90°. Se guardi indietro che cosa vedi?

“Vedo una stagione indimenticabile, un gruppo fantastico e soprattutto porto dei ricordi indelebili che un giorno condividerò con i miei figli. Un'annata perfetta quella!”

Qual era il segreto di quel Catanzaro?

“Non c'erano titolari e riserve, tutti sullo stesso piano, affiatati e uniti. Seguivamo tutti le direttive di mister Cozza e di D'Urso alla lettera e in campo parlavamo tutti la stessa lingua. Poi con un tifo come quello del “Ceravolo” non si poteva non vincere”.

Quella contro il Martina sarà l'ultima chance data al neo tecnico giallorosso Massimo D'Urso, una persona che tu conosci bene. Cosa gli diresti in questo momento di difficoltà?

“Il mister sa cosa fare, è un grande professionista. Ciò che mi viene da dirgli è solo che mi spiace affrontarlo in questo momento”.

Cosentino ha dichiarato di recente che è disposto a cedere il Catanzaro nelle mani di qualcuno che abbia reali intenzioni di fare calcio. Tu che conosci bene il presidente cosa ne pensi?

“Il presidente ha dato tanto al Catanzaro ed è il primo tifoso giallorosso. Queste cose le ha dette probabilmente perchè si è fatto trasportare dalla situazione, ma spero che non lasci e che porti il Catanzaro nelle categorie che merita”.

Del momento più bello, legato alla promozione, ne abbiamo già parlato. Ma Ciro Sirignano ha anche qualche sassolino dalla scarpetta da togliere? Infondo se oggi non indossi il giallorosso non è di certo per scelta tua...

“Non avrei mai lasciato il Catanzaro. Purtroppo sono stato mandato via e non nego che ci sono rimasto male, ma come ho sempre detto spero di ritornare un giorno”.

Uno dei reparti più in difficoltà è la difesa, eppure paradossalmente è proprio il pacchetto arretrato ad avere uomini di maggiore esperienza. Secondo te cos'è che non va?

“Sono un difensore e difendo sempre i difensori. Dico che le colpe, se la difesa va male, sono da distribuire a tutta la squdra”.

Spostandoci per un istante fuori dal campo, hai da poco sposato Verdiana che ti regalerà a breve la gioia di essere padre. Quanto è stato importante avere una persona come lei al tuo fianco?

“Mia moglie è un punto di riferimento per me, condividiamo tutto e devo ringraziarla perchè so che la vita della compagna di un calciatore non è bellissima. Si cambia spesso squadra e anche città, anche ogni anno, e non è facile. Lei non mi fa pesare nulla, anzi mi sopporta e mi sta vicino nei momenti duri. L'anno scorso, ai play-out, ho realizzato una doppietta, cosa insolita per un difensore, e quei gol non potevo non dedicarli a lei che a breve mi regalerà il mio primo figlio”.

C'è stato un momento della tua carriera dove hai pensato di non potercela fare?

“Sinceramente stavo per smettere prima di venire a Catanzaro, venivo da situazioni societarie disastrose. Tornato dalle Universiadi, senza squadra, stavo per firmare in Interregionale, ma poi a novembre arrivò la chiamata del Catanzaro”.

Se non avessi fatto il calciatore cosa avresti fatto?

“Questo non lo so, ma in questi anni, oltre a giocare, sono riuscito a laurearmi in Giurisprudenza”.

Il compagno più forte con cui hai giocato?

“Stroppa mi ha impressionato. Ero ad Avellino, avevo 17 anni ed ero aggregato in prima squadra con Zeman allenatore”.

E l'allenatore più bravo? Quello che ti ha dato di più?

“Mi sono trovato bene con tutti gli allenatori che ho avuto, anche quelli che non mi facevano giocare”.

Sinceramente Sirignano avrebbe meritato qualcosa in più nella sua carriera da calciatore?

“Forse ho fatto qualche scelta sbagliata, ma non mi piace piangermi addosso. Ho 30 anni e qualche soddisfazione posso ancora togliermela”.

Qual è il tuo sogno calcistico?

“Poter tornare a giocare in serie B”.

E nella vita?

“Si sta già realizzando. Crearmi una famiglia e crescere i miei figli con sani valori, così come hanno fatto i miei genitori con me”.

La tua canzone preferita, quella che potrebbe essere la colonna sonora della tua vita?

“Ce ne sono un bel po'. Mi viene in mente “Meraviglioso amore mio” di Arisa o “A te” di Jovanotti.

Cosa fai negli istanti prima della partita? Qualche gesto scaramantico?

“Nessuna scaramanzia, cerco solo di rimanere concentrato e sereno”.

Test di “catanzaresità”: dì una frase o una parola in dialetto alla quale sei più affezionato?

“Quando facevamo riscaldamento sotto la “Curva Massimo Capraro” a Catanzaro mi urlavano: “Ciro sbunda(spacca)tuttu!”.

Se dovessi convincere qualcuno della società giallorossa a puntare ancora su di te cosa gli diresti?

“L'unico modo che conosco è quello di dimostrare il mio valore nel rettangolo verde”.

Che idea ti sei fatto di questo torneo fino ad ora?

“Molto equilibrato. Forse il Catania ha qualcosa in più di tutte, ma credo sia bello e avvincente”.

Come vedresti a gennaio una difesa con Moi e Sirignano?

“Con Moi ho giocato gia nella Sambenedettese e mi sono trovato benissimo. Sicuramente sarebbe una coppia difensiva senza capelli(ride)”.

Quanto aspetti che arrivi sabato pomeriggio?

“Non nego che quando è uscito il calendario la prima cosa che ho fatto è vedere quando avrei giocato a Catanzaro. Sarà una giornata speciale per me”.

Cosa ti senti di dire ai tifosi del Catanzaro in questo momento?

“Innanzitutto li ringrazio per l'affetto che mi hanno dimostrato l'anno scorso e poi dico loro di stare uniti, vicini alla squadra. Solo così si possono superare i momenti negativi”.

E ai tifosi del Martina cosa dici?

“Abbiamo passato un momento complicato, ora veniamo da una bella vittoria. A loro chiedo di starci sempre vicini e di far si che soprattutto in casa non ce ne sia per nessuno”.

Grazie Ciro e in bocca al lupo per tutto.

“Crepi, grazie a voi!”

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