ESCLUSIVA TLP - Alessandria, pres. Di Masi: "Sono molto arrabbiato. Ecco le ultime sulla panchina..."
Quattro punti in altrettante gare ed un attacco a secco da più di 200’. Numeri che rendono l’idea delle difficoltà che l’Alessandria sta incontrando in questo avvio di campionato. La squadra, dopo una sontuosa campagna acquisti, era partita con i favori del pronostico. Il promettente mese di agosto, durante il quale è stato centrato lo storico traguardo della qualificazione al quarto turno di Tim Cup (che i grigi giocheranno a Palermo il prossimo 2 dicembre), però è solo un ricordo.
Quello che oggi fa notizia è un balbettante inizio di campionato, contraddistinto da prestazioni altalenanti e da un inatteso cambio di modulo, con il tecnico Beppe Scienza inevitabilmente già in discussione.
Parliamo di tutto questo con il presidente dei grigi Luca Di Masi che, in esclusiva per il nostro portale TuttoLegaPro.com, fa il punto della situazione.
Presidente, quanto è salda la panchina del tecnico oggi?
“Sono convinto che presto dimostreremo che quella estiva non è stata un’illusione. Purtroppo l’inizio di campionato è stato particolarmente faticoso e ieri abbiamo giocato la partita più brutta. Perciò è naturale che sorga questo tipo di domande. Domande che riguardano l’involuzione della squadra e le poche occasioni che riusciamo a creare. Il cambio di modulo forse è stato dettato dalla paura, ma noi dobbiamo avere una sola faccia, quella della squadra che crede nei propri mezzi e guarda più a sé stessa che preoccuparsi degli avversari. Ieri, poi, i ragazzi sono sembrati più individui che squadra.
E questo fa male, perché nel calcio si vince come squadra non da singoli, pur bravi. Forse il punto interrogativo più grosso è questo, ieri ci sono stati anche errori individuali che non si possono certo imputare all’allenatore. Ma quando la tua squadra non gioca da squadra qualche colpa ce l’ha anche l’allenatore… Questi sono giorni molto importanti per il mister. Ieri sera ho parlato con lui, questa mattina con Magalini. Vogliamo vedere, prima di tutto, che ci creda lui. Vogliamo vedere una sua reazione e quali sono le risposte alla prestazione di ieri. Se uno è convinto di sapere cosa fare in questo momento glielo si legge anche negli occhi. Non serve una risposta a parole, ma nei fatti. Se lui ci crede, riesce a trasmettere quello che ha dentro. Ma se uno non è convinto diventa difficile anche per me…”.
Come inquadra il ruolo del diesse Magalini, ieri contestato dai tifosi, in qualità di “uomo di calcio”?
“Posso comprendere che i tifosi che, dopo le premesse estive, si aspettassero di andare a vincere bene ed ovunque. Chi vede uno spettacolo con passione è possibile che possa avere delle reazioni. Ma bisogna prendersela con ciò che non sta andando, non con le persone. Ma una contestazione a Magalini non mi troverà mai d’accordo. In questa situazione ci sono elementi contrapposti. Se, ad inizio stagione, la squadra era forte e poteva puntare in alto l’artefice era Magalini, non un altro. Si può non condividere la scelta dell’allenatore, ma questo è un fatto. Quello che non posso condividere è una contestazione a prescindere a Magalini, che è ben saldo nella sua posizione e, anche lui, sta lavorando e soffre per questa situazione. Insieme ne usciremo più forti di prima”
Se le faccio il nome di Leo Acori (LEGGI QUI) lei come reagisce?
“Acori è uno dei tanti allenatori che ha già lavorato con Magalini. È un nome che già in estate era stato accostato all’Alessandria. Null’altro. Mi permetta, però, di fare una precisazione. Mi ha dato molto fastidio, e lo smentisco categoricamente, leggere su alcuni organi di stampa che durante il secondo tempo della gara di ieri io avrei contattato telefonicamente un allenatore per sondarne la disponibilità. Questo offende la mia lealtà umana, oltre che quella sportiva. È una cosa che non farei mai, non è nel mio carattere”.
Lei ha già parlato con la squadra?
“Non ho ancora parlato con la squadra, oggi e domani sono molto impegnato. Parlerò con la squadra soprattutto per capire, più che dire qualcosa. Ci vogliono carota e bastone al momento giusto e devono darli loro soprattutto il direttore sportivo e l’allenatore, che con la squadra sono in contatto diretto. Entro mercoledì sicuramente il campo sarà sgombro di tutti i dubbi e sapremo se il tecnico ci avrà dato la convinzione di andare avanti ed essere sul pezzo. Che è la scelta che vorrei fare, il cambio dell’allenatore non è mai facile.
In questo momento sono molto arrabbiato. In tanti sono partiti male, dalla serie A alla Lega Pro, ma noi abbiamo qualche qualità in più degli altri e le dobbiamo mettere in mostra. Non possiamo più aspettare, sabato giocheremo con l’Albinoleffe e sarà un’altra gara difficilissima, ma sarà assolutamente da vincere. E voglio vedere la cattiveria agonistica dei ragazzi che devono entrare in campo per vincere. Chi entra in campo consapevole può vincere, chi ci entra timoroso non va da nessuna parte”.


