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ESCLUSIVA TLP - Arezzo, Panariello: "Capuano? Un maniaco dei dettagli, la mia migliore scuola. Caso Sperotto? Archiviato grazie ai risultati. Sulle mie reti..."
giovedì 29 ottobre 2015, 20:00Interviste TC
di Valeria DEBBIA
per Tuttoc.com

ESCLUSIVA TLP - Arezzo, Panariello: "Capuano? Un maniaco dei dettagli, la mia migliore scuola. Caso Sperotto? Archiviato grazie ai risultati. Sulle mie reti..."

Il difensore nonché vicecapitano amaranto - autore di un'ottima prestazione contro il Pontedera - si racconta in esclusiva per TuttoLegaPro.com e svela: "Ad Arezzo una delle tifoserie più sportive d'Italia"

Sabato scorso ha messo la museruola ad un avversario difficile come Scappini (otto reti nelle ultime tre partite, ndr) guidando da vero leader la retroguardia dell'Arezzo. Il difensore Aniello Panariello commenta in esclusiva per TuttoLegaPro.com quest'inizio di stagione, che ha visto i toscani travolti da una eco mediatica dirompente a causa di un episodio spiacevole occorso dopo l'amichevole persa col Lucignano (la diffusione della registrazione di un inviperito mister Capuano negli spogliatoi, ndr): "Sono sicuro che in molti neppure se lo ricordano più" liquida così l'accaduto il vicecapitano amaranto che alle parole preferisce i fatti sul campo. Come sta dimostrando nel passaggio dalla difesa a tre a quella a quattro che continua a vederlo protagonista nonostante qualcuno abbia storto il naso nei mesi passati tacciandolo di non essere adatto a quel tipo di modulo: "Così riesco a stare di più nella giocata e mi sento molto più partecipe" svela lui stesso ai nostri microfoni.

Aniello, dopo un'ottima stagione nelle file dell'Arezzo, quest'estate sembrava che potesse esserci il tuo addio, invece tutto si è risolto per il meglio e sei tornato a vestire la maglia amaranto.
"Io mi sarei mosso da Arezzo solo in caso di categoria superiore. Non si è concretizzata quella possibilità e per me in Lega Pro esiste solo l'Arezzo perché sono legatissimo alla città, ai tifosi, alla società e al mister. Non ho esitato quando c'è stata la loro chiamata".

Ti sei a più riprese messo in mostra non solo per le tue abilità difensive ma anche quelle di goleador. Vieni infatti da tre stagioni consecutive in cui - nonostante il tuo ruolo di baluardo della retroguardia - hai segnato tre reti.
"E' vero, ultimamente riesco sempre a segnare tre gol. Anche se ora mancano nel bottino della squadra, ma da qui alla fine sono convinto che riuscirò a dare il mio contributo. La scorsa stagione oramai è andata in archivio. Ho fatto bene a livello individuale, ma anche come squadra. Ora è tutta un'altra storia e so che si può fare ancora meglio".

Parlando di attualità vieni da un'ottima prestazione in quel di Pontedera, in cui sei riuscito a limitare un cliente scomodo quale è Scappini, che fino a quel momento aveva già messo a segno nove reti di cui otto solo nelle ultime tre gare.
"E' stata una bella partita: incontravamo una squadra che come collettivo aveva realizzato undici gol in sole due partite, con l'attaccante Scappini che era in un momento di grazia, quelli in cui ti basta toccare la palla per mandarla in rete. Era una bella sfida sia per me sia per la nostra difesa e credo che l'abbiamo superata: questo perché c'è stato molto affiatamento nel reparto arretrato".

Cosa è cambiato nel passaggio dalla difesa a tre a quella a quattro? La tua continuità di rendimento è la risposta ai critici...
"L'anno scorso veniva schierata la difesa a tre e solo qualche volta nella ripresa passavamo a quattro. Quest'anno, dopo la prima partita, abbiamo subito cambiato modulo e ci sta dando molte più soddisfazioni. In questo modo stiamo creando di più. Io avevo già giocato in passato nella difesa a quattro, però quest'anno mi sto trovando anche meglio perché il mister riesce a darci codici importanti per fare bene tutti i movimenti. E' una difesa che mi piace anche perché riesco a stare di più nella giocata e mi sento molto più partecipe".

Già lo scorso aprile mister Capuano aveva come obiettivo costruire la squadra di quest'anno partendo da te come cardine difensivo, tanto che ebbe a dire: "Panariello è il prototipo del calciatore di Capuano".
"Tante volte ho letto anche sulla stampa locale che io esprimo al meglio il "Capuanesimo". Perché applico molto i principi del mister e mi piace molto la sua interpretazione del calcio. E' talmente scrupoloso che quando andiamo in campo la domenica so perfettamente persino quanti capelli avrà l'attaccante che mi ritroverò a marcare. E' un maniaco dei dettagli. La migliore scuola l'ho fatta con lui".

Nelle scorse settimane siete assurti all'onore delle cronache a causa della famosa registrazione di mister Capuano fatta circolare in rete da un vostro compagno (Nicolò Sperotto, ndr). Come è stata metabolizzata la vicenda all'interno dello spogliatoio? Tu da vicecapitano della squadra come ti poni?
"Per me il caso è stato chiuso dopo la partita con la Carrarese. Io l'ho archiviato così come tutta la squadra. Dopo quanto accaduto, il nostro obiettivo è stato farlo dimenticare attraverso le prestazioni e i risultati. Infatti è arrivata la vittoria col Prato e poi il pareggio col Pontedera. Sono sicuro che in molti neppure se lo ricordano più".

Ed ora state preparando la gara con l'Ancona, una squadra che viene da tre risultati utili di cui due vittorie consecutive, che l'hanno lanciata nelle posizioni che contano della classifica.
"E' una squadra forte che sta dimostrando di poter lottare per le posizioni alte della classifica, anche se molti di loro dichiarano come l'obiettivo sia solo la salvezza, magari come pretattica. Noi abbiamo la possibilità ogni partita di cambiare il nostro cammino e di dare continuità ai nostri risultati, soprattutto perché giochiamo in casa e finora abbiamo ottenuto un solo successo tra le mura amiche. Vogliamo vincere per poter esultare di nuovo sotto la curva coi nostri tifosi".

E' un rapporto molto passionale quello che vi lega alla vostra tifoseria, così come è estremamente passionale il vostro mister.
"La curva ci vuole molto bene, così come l'intera tifoseria, perché sa che quando entriamo in campo ci sudiamo la maglia. E' questo che loro vogliono vedere indipendentemente dal risultato. E' successo molte volte che pur avendo perso siamo usciti tra gli applausi. Credo che la nostra sia tra le tifoserie più sportive d'Italia. Noi possiamo garantire sostanzialmente che andiamo in campo lottando dal primo all'ultimo minuto, così come il nostro mister che - come hai detto - è un passionale e vive di emozioni. E' il primo che non vede l'ora di vincere per correre sotto la curva e festeggiare coi tifosi".

Chiudiamo con l'obiettivo stagionale sia a livello personale sia a livello di squadra.
"In entrambi i casi dico che è quello di fare meglio dell'anno scorso. Migliorarci è l'obiettivo principale. Le mie reti? Magari riuscire ad incrementare il bottino, anche se per ora sono ancora a zero, ma il campionato è lungo e gli schemi ci sono. Ci saranno le occasioni".

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