Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / serie c / Interviste TC
ESCLUSIVA TLP - SudTirol, l'uomo della  zona cesarini Ettore Gliozzi si racconta ai nostri microfoniTUTTOmercatoWEB
Ettore Gliozzi
© foto di Federico De Luca
martedì 20 ottobre 2015, 12:00Interviste TC
di Daniele Mosconi
per Tuttoc.com

ESCLUSIVA TLP - SudTirol, l'uomo della zona cesarini Ettore Gliozzi si racconta ai nostri microfoni

Sta diventando sempre più protagonista nel SudTirol questo attaccante scuola Sassuolo che ha come idolo Gonzalo Higuain e sogna di arrivare nel calcio che conta

Nel suo libro: "Parliamo di calcio", Michel Platini ha racchiuso l'idea del calcio in poche ma significative parole: "Non esistono certezze, se non lo 0-0 quando l'arbitro fischia l'inizio. Da quel momento tutto è in bilico".

Dietro queste parole c'è tutto il fascino di uno sport che non conosce confini. Nella sua semplicità e nella sua gratuità - bastano due pietre che diventano i pali, un pallone e la voglia di divertirsi - il calcio non ci coglie impreparati, perché lo viviamo nella sua interezza senza fatica.

Come inserire l'attaccante del SudTirol, Ettore Gliozzi in questa magia? Come in tutto ciò che riguarda il calcio: con gli occhi della passione.

Arrivato a Bolzano quest'estate dopo aver chiuso la scorsa stagione nel Forlì: "Ho giocato poco per via di un'infiammazione al tendine del quadricipite", il Sassuolo - titolare del suo cartellino - l'ha mandato a giocarsi le sue chance di entrare nel calcio dei grandi al SudTirol, dove ha trovato Giovanni Stroppa, un altro che come lui, quando entrava in campo sapeva come risolvere le partite in pochi minuti. 

L'abilità di un calciatore risiede anche in questo: il mister ti concede dieci minuti ed in quel lasso di tempo devi essere utile. Non apparire, ma essere utile. Essere materia e non sostanza.

In questo primo scorcio di stagione l'attaccante calabrese (è nato a Siderno il 23 settembre del 1995) si sta rivelando il "Renato Cesarini" - l'attaccante argentino che giocò nella Juventus negli anni '30, segnando gol pesanti nei finali di partita, fino a creare per lui la "zona Cesarini", ossia quelle reti segnate nei minuti conclusivi - del SudTirol, con gol pesanti (4, di cui tre decisivi. L'unico ininfluente a Pavia dove i biancorossi hanno perso 2-1, ndr) quando ormai le forze in campo sono arrivate sotto il minimo sindacale. 

TuttoLegaPro.com ha voluto così conoscere meglio questo ragazzone che ha con sé una valigia piena di sogni che prima o poi dovrà aprire. Di seguito vi proponiamo l'intervista esclusiva con la punta di mister Giovanni Stroppa.

Come stai vivendo questo tuo ruolo di cecchino infallibile nei minuti finali.

"Fa piacere, questo è innegabile. Quando il mister mi butta in campo mi faccio trovare pronto e fortunatamente stanno andando bene".

Domenica altri due gol pesanti. 

"Per come ci eravamo espressi nel primo tempo era giusto essere sotto. Nella ripresa siamo entrati in campo con uno spirito diverso e ci siamo riusciti nel finale. Se non fosse avvenuto, ci sarebbe stato il rammarico perché credevamo nell'ottenimento di questo risultato positivo".

Quando siete entrati tu e Kirilov la partita è cambiata. Loro hanno avuto paura di vincere, mentre voi dal canto vostro non vi siete arresi.

"Abbiamo sfruttato la loro stanchezza e quella paura che li ha presi, convinti di avere la partita in pugno".

Conosci Renato Cesarini?

"No".

Se ti dico: "zona cesarini" invece?

"Ah si, questo si! I gol che si segnano nel finale si chiamano così".

Stai lavorando per rubargli il nome con i tuoi gol nel finale creando la "zona Gliozzi"?

"No, non credo. Se gioco dall'inizio o entro durante la partita, gioco sempre con la stessa cattiveria. Possono capitarti quelle partite - come ad esempio contro il Bassano - dove non me ne capita neanche una, oppure come quella di domenica a Pordenone dove ho due occasioni su due in venti minuti, sfruttandole entrambe".

Probabile che mister Stroppa dopo averti visto titolare contro il Bassano ha pensato che era meglio per l'economia del SudTirol di farti giocare nei minuti finali, dove diventi più redditizio in termini di pericolosità.

"Questo non lo so, tutto può essere".

Rimanendo nei minuti finali dove ormai stai diventando uno specialista, c'era un altro giocatore, Maurizio Ganz - in special modo con la maglia del Milan - che ha vissuto il finale della sua carriera sui gol sul finire delle partite.

"Si, lui lo ricordo molto bene. Io sono interista e potrei citarvi il nome di Julio Cruz. Anche lui quando entrava nel finale sapeva far male (ride, ndr)".

Quando il mister ti fa entrare nel finale non sei arrabbiato per non essere partito titolare?

"E' normale che c'è un po' di rabbia".

Toglici una curiosità: dopo il gol del 2-1 di domenica a Pordenone abbiamo avuto l'impressione che nella tua esultanza stavi rivolgendo qualche sguardo di troppo alla panchina di Stroppa e qualcuno ti ha anche chiuso la bocca. Siamo troppo maliziosi?

"Non ce l'avevo con nessuno. Ero contento che avevamo accorciato le distanze. Con il mister c'è un bel rapporto e rispetto le sue scelte. Se ha bisogno di me cerco di farmi trovare pronto: da titolare o in panchina l'importante è che il mio contributo sia utile alla squadra".

Sul gol del 2-1 ti sei mosso molto bene, colpendo di testa un assist perfetto di Fink.

"Quando ho visto Hannes (Fink, ndr) muoversi per andare sul fondo, ho battezzato quello spazio, provando ad attaccarlo. Era una gran palla e mi sono fatto trovare al posto giusto".

Dopo il triplice fischio dell'arbitro c'è stato un po' di parapiglia.

"Non capisco cosa avessero da protestare, prendendosela anche con noi. Se con qualcuno dovevano prendersela, era con loro stessi per la grossa occasione avuta. Il rigore, rivedendolo era netto".

La notte dormi o guardi il tuo idolo Gonzalo Higuain?

"No no, dormo dormo".

Un attaccante ossessionato dal gol. 

"Secondo me se la vivi come un ossessione non va bene. Ogni volta che entri o giochi, pensi solo a quello e non pensi alla squadra. Se ti capita di segnare ti butti giù. La cattiveria giusta è utile per farsi trovare pronti se arriva l'occasione giusta".

Una coppia Gliozzi-Higuain come la vedi?

"Per ora alla playstation".

Alla playstation prendi il Sassuolo o l'Inter?

"Nessuna delle due: prendo Real Madrid o Barcellona".

Ti piace vincere facile.

"Eh si".

Parlando del tuo percorso nei settori giovanili, hai speso parole importanti per mister Paolo Mandelli che hai avuto al Sassuolo.

"Si, il mister è una splendida persona. Mi ha aiutato nella crescita generale, formandomi come calciatore. Tutto è partito con lui, dagli Allievi alla Primavera".

C'è poi il tuo secondo papà: mister Alfredo Fragomeni.

"Purtroppo è scomparso due anni fa. Conservo di lui il ricordo di un secondo padre: ho iniziato a giocare nella sua scuola calcio, poi sono andato alla Reggina e non sono andato bene come avrei potuto. Con il senno di poi credo che sia stato un bene, per le conseguenze che conosciamo tutti. Quello alla Reggina non è stato un bel periodo, a causa di problemi causati dalla crescita. Alla fine loro hanno puntato su altri giocatori. Va bene così".

Come ti trovi nel SudTirol?

"A parte il freddo, mi trovo benissimo. C'è un bel rapporto con i compagni e l'ambiente è quello giusto per crescere".

Dal Sassuolo ti hanno chiamato per questo tuo inizio stagione?

"Qualche settimana fa mi ha chiamato il Direttore Angelozzi facendomi i complimenti per i miei gol. So che mi seguono anche tramite il mio procuratore".

Hai avuto in fase di sviluppo e anche recentemente dei problemi fisici che ti hanno impedito di esprimerti come volevi.

"Anche l'anno scorso è stata un'annata che in pochi realmente sanno come è andata. Ho saputo che nella scorsa stagione non ho fatto nulla".

Hai la possibilità di smentirli adesso.

"Da novembre dello scorso anno a fine giugno ho avuto un problema alle ginocchia per un'infiammazione al tendine del quadricipite che mi ha tenuto fuori per molto tempo, sia quando ero a Sassuolo che quando a gennaio mi hanno mandato a Forlì, per provare a mettere dei minuti nelle gambe: ho fatto due partite e mi sono dovuto fermare nuovamente. Da marzo non ho più giocato e tornato a casa in Calabria a giugno, ho fatto la riabilitazione per farmi trovare pronto per il ritiro. Adesso i problemi sembrano risolti e mi alleno tranquillamente".

Mister Stroppa dove sta battendo in questi primi mesi di lavoro con lui?

"Nella gestione della palla, per cercare di non essere frettoloso. Mi chiede di non giocare sempre di prima, quando è più utile dialogare con i compagni giocando a due, tre tocchi. In allenamento mi aiuta, consigliandomi su dove sbaglio. Sono consigli che non solo apprezzo ma poi, vissuti sul campo mi accorgo che ha ragione. In fondo penso che il trucco sia questo: rubare da gente come mister Stroppa più segreti possibile e mettere in pratica quello che fai. Lo scopo degli allenamenti è questo".

Cosa ti ha detto il mister a fine partita?

"Mi ha detto di continuare così. Era soddisfatto quasi quanto me".

C'è una donna dei tuoi sogni?

"Sono fidanzato, non penso alle altre donne (ride imbarazzato, ndr)".

Il motto di Ettore Gliozzi?

"Sacrificio e cattiveria. Sono le basi per provare a raggiungere qualsiasi obiettivo".

Se dovessi dare il titolo di un film a questo tuo inizio stagione, quale sarebbe?

"La sorpresa. Gliozzi la sorpresa che non ti aspetti. Per qualcuno potevo essere la sorpresa, per altri la conferma".

Tu pensi di essere una sorpresa o una conferma?

"Per chi mi ha seguito e sà quanto valgo, potrei essere una conferma. Per altri che non hanno creduto in me può rivelarsi una sorpresa. Ognuno alla fine la guarda come vuole, io vado avanti per la mia strada".
 

Altre notizie