ESCLUSIVA TLP - Andrea Bacci: "Pagnozzi non è il candidato di Lotito? Eppure agli incontri si presentano insieme. Vincere con 20 voti sarà un problema per tutti"
Andrea Bacci non è solo il presidente della Lucchese. E' anche uno dei maggiori sostenitori di Paolo Marcheschi nella campagna elettorale per la presidenza della Lega Pro. Per questo TuttoLegaPro.com ha deciso di intervistarlo in esclusiva a una settimana dalla chiamata alle urne.
Come mai ha scelto di appoggiare Marcheschi?
"Perché credo sia l'uomo giusto per aprire un libro nuovo. Noi non vogliamo girare pagina né aprire un capitolo ma scrivere un libro nuovo, con persone nuove, che abbia per protagonisti i presidenti della Lega Pro.
Credo che abbia onestà, serietà e voglia di lavorare per portare avanti quello che i presidenti, insieme a lui, hanno condiviso. Si tratta di un uomo che vuole il rinnovamento e una forte discontinuità col passato. Ha avuto un'esperienza molto positiva in politica (per 15 anni consigliere regionale in Toscana NdR), cercando di dare, in quel contesto, quel messaggio e quello stile di vita che noi cercavamo nella nostra candidatura. E' un uomo che non è mai sceso a compromessi e non prende ordini da nessuno.
Davanti a lui ci sarà un anno di lavoro importante e delicato da fare velocemente. Noi misureremo le capacità di Marcheschi e il valore del nostro programma. Speriamo di arrivare in fondo a questo anno portando a casa dei risultati. Quando arriveremo alla scadenza del quadriennio olimpico avremo un candidato al quale avremo già fatto la prova del nove".
A proposito di discontinuità, qualcuno ha storto il naso alla candidatura di Raffaele Pagnozzi. Non tanto per il personaggio, quanto perché accostato spesso a Lotito. Eppure lui ha ribadito di non essere il candidato di nessuno...
"Questa è una bugia, perché Pagnozzi è stato cercato e voluto proprio da Lotito. E non lo dico per sentito dire, ma perché proprio loro due me lo hanno confermato di persona in un incontro a tre.
Lotito ha mandato Pagnozzi da alcune società per capire se c'era spazio per candidarsi e quest'ultimo si è convinto. Credo che sia una candidatura strana, non capisco come si possa passare dal voler essere presidente del CONI al voler guidare la Lega Pro, peraltro per un solo anno".
Perché Lotito, visto che la Salernitana è salita in Serie B, continua a interessarsi alle questioni della terza serie?
"In un'azienda, quando non si fanno bene le cose, l'autore di tali atti cerca sempre di non andare in ferie o di non ammalarsi mai, per non perdere il controllo della situazione. Credo che questo sia il vero motivo. Inoltre lui è abituato a governare tutto il sistema del calcio e non vuole perdere questo diritto".
Marcheschi ha affermato che Pagnozzi, insieme all'altro candidato Gravina (che ha nettamente smentito), stia cercando un accordo sottobanco per la spartizione delle poltrone. Che ne pensa?
"I nostri competitor sono uomini che vengono da quel mondo che negli anni si è comportato in un certo modo e che noi stiamo cercando di riportare alla normalità. Per questo non ci meravigliamo di niente, di accordi sul nascere o presi all'ultimo momento. Diamo quasi per scontato che l'abitudine e l'esperienza a lavorare in un certo modo nel mondo dello sport, non la si perda nel fare una corsa alla poltrona. Sia chiaro: non voglio fare la guerra né a Pagnozzi né a Gravina, si tratta di persone che rispetto ma vogliamo allontanarci da un tipo di sistema che per noi è vecchio".
Con tre candidati la possibilità che il nuovo presidente salga con 20 voti è alta. Non il massimo per una Lega fortemente spaccata da tempo...
"Da sei mesi ripeto a tutti che è necessario lavorare su un programma per essere il più uniti possibili. In risposta ai miei interventi, qualcuno ha cercato di alimentare ancor di più le separazioni. Il fatto dei tre candidati forse può essere un vantaggio anche per noi in termini numerici, sicuramente non lo sarà per la nuova governance perché non godrà di quella forte maggioranza che chiedo da mesi. E' una triste realtà ma io continuo a lottare perché spero che ci possano essere presidenti e candidati che a un certo punto riflettano su quanto bene si voglia allo sport e al calcio e capiscano quanto sia necessario unirsi intorno a un programma. Non so se ci riuscirò, non credo, ma almeno ci avrò provato".


