ESCLUSIVA TLP - Maceratese, Colombi: "Qui grazie a mister Bucchi. Campionato straordinario, sognare non costa nulla. Ecco perché ho lasciato l'Inter"
Cinque gol in otto partite. Non poteva iniziare meglio l'avventura di Matteo Colombi, giovane attaccante scuola Inter, classe '94, prelevato a gennaio dall'OltrepoVoghera, squadra di Serie D, dalla Maceratese. In biancorosso Colombi, dopo i 15 gol della prima parte del campionato, non ha modificato di una virgola il suo ruolino di marcia. TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva il ragazzo della provincia di Pavia che sta facendo sognare i tifosi marchigiani. Colombi ci ha raccontato i perché del suo addio all'Inter e il percorso che lo sta portando ad affermarsi come uno dei migliori giovani della Lega Pro.
Appena due mesi in biancorosso, ma sei già un protagonista. Il miglior biglietto da visita possibile i tuoi gol.
"Sono molto contento di questo inizio con la Maceratese. Oggettivamente potevo anche aver segnato di più, perché col Savona ho fallito diverse occasioni per fare gol. Ma non posso davvero lamentarmi. L'anno scorso ho sofferto un po', e poi ho deciso di dare una svolta alla mia carriera calcistica".
Eri un giocatore dell'Inter ma hai deciso di rescindere con i nerazzurri. Perché?
"Avevo un altro anno di contratto con l'Inter ma ho scelto di rescindere perché volevo tornare a sentirmi un giocatore importante. È stata una decisione presa in autonomia, tutti cercavano di dissuadermi, dalla famiglia al mio procuratore. Ma ho voluto fortemente ripartire dalla Serie D, dall'OltrepoVoghera, una scelta che si è rivelata felice. Dopo quei pochi mesi alla Torres, mister Bucchi quest'estate mi aveva già chiamato alla Maceratese. Me lo aveva preannunciato. Ma non me la sono sentita subito di riprovare in Lega Pro, avevo bisogno di ricominciare daccapo, da zero, e inoltre avevo già dato la mia parola all'OltrepoVoghera".
A gennaio invece cosa è cambiato?
"Quando mi ha chiamato di nuovo mister Bucchi mi sentivo pronto per tornare in Lega Pro. Avevo scelto la Serie D con la mentalità giusta, per rimettermi in gioco e provare a risalire, e ci sono riuscito. Ma senza manie di protagonismo. Ringrazierà sempre l'OltrepoVoghera che ha capito le mie ambizioni e mi ha ceduto alla Maceratese. Mi è dispiaciuto lasciarli perché stavamo facendo bene, mi hanno fatto sentire importante e io lì ho dato tutto in allenamento e in partita, acquisendo anche delle responsabilità che mi hanno fatto maturare tanto".
Un po' particolare questa tua decisione. Non è notizia di tutti i giorni sentire che un prodotto del vivaio di una grande squadra decida di rescindere il contratto e fare "di testa sua"...
"È vero, ma io volevo tornare a sentirmi importante. Negli anni scorsi ho subito un infortunio quando ero alla Primavera del Torino, e poi nella scorsa stagione ho fatto fatica a trovare una squadra. Sono arrivato a Savona nell'ultimo giorno di mercato, ma lì ho trovato poco spazio, anche perché non avevo fatto il ritiro. A gennaio poi andai alla Torres, ma anche lì giocavo scampoli di match. Sono riuscito a segnare un gol ma era troppo poco. È stata un'annata piuttosto brutta, mi ero demoralizzato, avevo bisogno di cambiare aria, di risentire anche un po' l'aria di casa. Grazie alla Serie D ho ritrovato autostima, voglia di giocare. Ancora non ho fatto niente di che, ma sono comunque molto soddisfatto della mia decisione che mi ha già ripagato. Magari non diventerà mai un giocatore di primo livello, ma quello che ho fatto finora l'ho fatto sudandomelo e di testa mia, e mi rende molto felice".
Eppure mister Bucchi l'anno scorso ci aveva visto giusto se voleva portarti già in estate a Macerata. Com'è il rapporto con lui?
"È un rapporto bellissimo, sia con mister Bucchi che con tutto lo staff. Tengono molto al valore umano prima che a quello sportivo. Qui mi trovo veramente bene, l'aspetto umano è messo in prima posizione. Quando magari ti trovi in squadre professionistiche c'è il rischio che ognuno tiri acqua al suo mulino. La Maceratese invece ha un gruppo di calciatori e uno staff che in realtà sono una famiglia. È una scelta che rifarei mille volte".
Con la salvezza acquisita e la squadra al terzo posto, l'ambiente biancorosso sogna. Dove potete arrivare?
"Sognare è lecito, rimanendo comunque con i piedi per terra. Quando sono arrivato a gennaio ho capito che il gruppo ha cattiveria, fame di risultati, ma con grande umiltà, con spirito di sacrificio. L'asticella, punto dopo punto, va sempre alzandosi. Prima era la salvezza, ora la zona play-off, domani chissà. Cercheremo di arrivare il più in alto possibile".
E invece Matteo Colombi dove vuole arrivare?
"Il mio sogno è salire sempre più in alto, il più possibile, anche se la vivo con serenità e umiltà. Con la Maceratese stiamo facendo un campionato superiore alle attese e far coincidere il mio percorso da calciatore con quello della squadra biancorossa sarebbe meraviglioso".


