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Allenatori: fioccano gli esoneri. Eziolino non può più friggere il pesce con l’acqua minerale. Palazzi e i Giudici non dialogano. “Tarocco”  Pisa, una bolla di saponeTUTTOmercatoWEB
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
giovedì 21 aprile 2016, 08:15Il Punto
di Vittorio Galigani
per Tuttoc.com

Allenatori: fioccano gli esoneri. Eziolino non può più friggere il pesce con l’acqua minerale. Palazzi e i Giudici non dialogano. “Tarocco” Pisa, una bolla di sapone

Cambiare l’allenatore. Una “sfizio” che fa tendenza. Potrebbe apparire come l’hobby prediletto dai presidenti. Ricordo una confessione di Giussy Farina, il mio presidente al Milan. Un precursore, trent’anni fa. Avrebbe rivoluzionato il calcio italiano se avesse avuto le necessarie disponibilità economiche. Già a quell’epoca parlava di stadi di proprietà. 

Volavamo, in aereo, verso Barcellona. Si parlava di allenatori. Lui ne avrebbe voluto assumere cinque o sei. Tutti per la prima squadra. Uno che giocava a zona. Uno difensivista. Uno, ancora, per la difesa a tre. E così di seguito. Poi a seconda delle necessità e dell’avversario, avrebbe utilizzato quello ritenuto più idoneo, facendo indossare a tutti una maschera raffigurante, sempre, lo stesso volto. “Sa però qual è il problema – mi disse concludendo  – che dopo poche giornate, quella maschera, vorrei indossarla sempre e soltanto io”.

Semplicistico, ma raffigura la realtà. La pura verità. Ogni presidente nasconde in se stesso il desiderio, spesso malcelato, di fare la formazione.

A 270 minuti dal termine del campionato fioccano ancora gli esoneri. A ripetizione. Inaudito, ma vero. Il caso più eclatante è senza dubbio quello che, ad Arezzo, vede coinvolto Capuano.

Eziolino, in Toscana, ha esaurito il suo ciclo. Glielo hanno comunicato a salvezza raggiunta. A sole tre giornate dalla fine del campionato. Non si fa. Non è corretto. Qualunque fosse il motivo. Qualunque fosse la ragione. Qualunque fossero i torti, ove esistessero. 

Capuano è un allenatore “caratterista”. Alle volte si autocelebra. Ama sottolineare che lui è capace di friggere il pesce con l’acqua minerale. Riferito alla qualità del materiale umano a disposizione. Gli hanno voluto bloccare le forniture. Lo hanno fatto scendere dalla “panchina”. E non solo. Lo hanno voluto appiedare. Non si fa. Non sono stati né coerenti. Né corretti.

Mi sia concessa l’espressione: una bastardata.

Certamente in seno al club amaranto debbono essere saltati degli equilibri. Eziolino paga per sue carenze ataviche. Caratteriali e comportamentali. I “difetti” di sempre.

Il faccio tutto io. Soltanto io. Sono io il numero uno. In campo. In panchina e dietro la scrivania. 

Di allenatori, in carriera, ne ho conosciuti tanti. Di manager carismatici ed influenti. Che hanno fatto la storia del calcio. Ne ho però conosciuto soltanto uno. Alex Fergusson. Prima come calciatore e poi come tecnico. Uno scozzese professionale dal potenziale stratosferico.

Eziolino vorrebbe. Non ne ha, però, la statura. Non ne possiede, appunto, il carisma. Quel “quid” che gli farebbe fare il salto di qualità.

Paga le sue ricorrenti esplosioni dialettiche. Le sue corse sotto le curve. I suoi contrasti con questo o quel dirigente. Sempre. In ogni piazza dove ha lavorato. Paga per il suo egocentrismo esasperato.

Eziolino Capuano è, però, un buon allenatore. Indiscutibilmente. Accetti, allora, un buon consiglio. Rimanga nel suo raggio di azione. Faccia soltanto quello!

La vicenda della fidejussione “taroccata” del Pisa. In Lega Pro. Ha suscitato curiosità e clamore. Si è conclusa, in attesa di ricorsi e opposizioni, in una gigantesca bolla di sapone.

Il procuratore Palazzi, mi sia concesso, ne è uscito con le ossa rotte. Il Tribunale del calcio lo ha smentito. Azzerata la sua richiesta di penalizzazione a carico del Pisa. 12 punti da scontare nella stagione in corso. Ed ha tagliato, con le cesoie, anche sulla squalifica di Fabrizio Lucchesi.

Una vicenda anomala sul quale non ci si è capito molto.

Si tratta di un illecito amministrativo. Le Società terze, interessate, non potevano inserirsi nel procedimento. La garanzia bancaria sostituiva, a campionato iniziato, quella precedentemente presentata per ottenere l’iscrizione. 

Il deferimento riguardava il mancato controllo, da parte della Società, sulla veridicità del documento rilasciato dalla banca. Non sulla falsità dello stesso. A detta dell’ Organo giudicante la responsabilità del “tarocco” non sarebbe stato della Società del Pisa. Le colpe sarebbero di un  broker e di una dipendente della Bnl.

L’ennesima conferma che tra Procura Federale e Organo giudicante non esiste né confronto né dialogo.

Di fidejussioni bancarie di questo tipo ce ne sarebbero in circolazione più di 200. L’indagine era stata avviata della Procura della Repubblica di Firenze che aveva allertato anche le istituzioni del calcio. Da qui il coinvolgimento di Palazzi.

I motivi del deferimento erano di una leggerezza impalpabile. All’occhio indiscreto sarebbe potuto sembrare come se ci  fosse stato un tentativo di inquinamento. 

Nonostante la richiesta di quella pesante penalizzazione. Tutto è finito  in burla. Per farla breve. Superando i vari gradi di giudizio il Pisa, se ben difeso, potrebbe cavarsela con un nulla di fatto. Altrettanto dicasi per Lucchesi. In definitiva una semplice operazione di “maquillage”. Cosmetica.

L’ennesima pessima figura per il sistema calcio. Che cerca inutilmente di risollevarsi da vicende che ne hanno scalfito credibilità ed immagine.

Tutto è bene quel che finisce bene. Si usa dire. Rimangono però senza risposta tanti dubbi che ruotano attorno alla vicenda. 

Sembrerebbe che il broker incaricato abbia percepito una lauta parcella. Sui 60 mila euro. Dicono i bene informati. L’impiegata della banca che avrebbe sottoscritto il documento ha disconosciuto quella firma. Fidejussioni bancarie di quel tipo hanno un costo che si aggira intorno all’ 1,5 per cento. (Per 400 mila euro all’incirca 6 mila). Basta depositare le dovute garanzie. Che nel caso specifico non risulterebbero. Lecito domandarsi come mai si sarebbe fatto ricorso a questo tipo di procedura. E da ultimo. Milano è l’unica sede della Bnl, in Italia, che può rilasciare polizze di quel tipo. Per entità e copertura. Quella fidejussione sarebbe stata invece rilasciata da una filiale romana dell’Istituto.

La giustizia dello Stato necessità dei propri tempi. Ma arriva sempre a compimento.

E nell’ipotesi che le verità fossero altre ed emergessero, come già accaduto in altre occasioni, fuori tempo massimo?

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