ESCLUSIVA TLP - Como, mister Gallo: "Ho trovato un progetto serio, non guardiamo al passato. E sul campionato..."
Un pre stagione movimentato per Fabio Gallo, prima tecnico del Santarcangelo, adesso tecnico del Como. Un cambio di rotta repentino del quale preferisce non parlare - "si è già scritto tanto, ormai non c'è da dire più nulla" - ma che lo porta comunque in prossimità della sua prima annata tra i pro in panchina, dopo tante esperienze in importanti settori giovanili. Ai microfoni di TuttoLegaPro.com, il mister si racconta.
E' prossimo l'inizio di una nuova avventura. Cosa l'ha spinto ad accettare la proposta del Como?
"Ero già stato contattato a ottobre scorso dal club per sostituire mister Sabatini, e già allora la chiamata mi aveva colpito molto, ma poi l'affare non andò in porto: vedere che a distanza di molti mesi la stima di me che aveva la proprietà è rimasta intatta non mi ha lasciato insensibile".
Avrà una grande responsabilità, quasi raddoppiata rispetto al normale, anche perchè ha vestito la maglia del club lariano conquistando la promozione in Serie A. E il ricordo che la piazza ha di lei è sicuramente il migliore che si possa avere...
"Sicuramente quella nella massima serie è stata una promozione storica per il Como, e mi inorgoglisce aver fatto parte di quella squadra, ma sono passati molto anni, e non si vive solo di ricordi. Qua ho trovato un progetto serio e importante che mi responsabilizza molto, anche se chiaramente il ricordo del passato è indelebile, però è appunto passato, e si deve quindi guardare avanti, pensando a far bene".
Quando però si decide di tornare in una piazza dopo tanti anni, magari anche sotto un'altra veste, non è mai come approdarci per la prima volta. A livello emozionale come ci si sente?
"Io ho imparato a essere freddo con gli schiaffi presi da allenatore, lavoro tanto con la consapevolezza che prima di tutto c'è da esser credibili di fronte ai propri giocatori".
A proposito di giocatori: dove saranno da fare i primi interventi di mercato?
"Abbiamo sei calciatori sotto contratto, quindi è ovvio che ci sarà un intervento importante in tutti i reparti, con un occhio speciale ai ruoli più sensibili, come quello del portiere, dell'attaccante e dell'asse centrale: in quelle zone gli innesti saranno di esperienza. Poi in difesa e a centrocampo giocatori maturi li abbiamo".
Il Como 2016-2017 sarà quindi un mix tra under e over?
"Si. Intanto perchè ce lo impongono le regole della Lega Pro, poi perchè io arrivo da tanto lavoro con i giovani, e ne ho visti tanti bravi che si impegnano e hanno voglia di fare. Ne ho visti di bravi a Spezia quando allenavo, alla Roma, all'Atalanta, alcuni che già militano in Lega Pro: l'importante è conoscerli. E poi fare tutte le valutazioni del caso".
Cosa servirà per vincere il prossimo campionato?
"Per vincere, e questo vale per tutti i campionati, lo dimostra anche l'Italia vista ieri agli Europei contro la Spagna, servono intensità e voglia di fare, oltre a idee e organizzazione. Poi se ci sono anche buoni singoli che hanno queste concezioni il gioco è fatto. L'importante, però, è che il singolo sia a disposizione del gruppo, e non interessato alla sola sua individualità".


