ESCLUSIVA TLP - Morrone (Adicosp): "Faggiano grande diesse ma non potrebbe firmare col Parma. Mi stupisce che i ducali parlino di 'calcio biologico' ma poi..."
Il trasferimento di Daniele Faggiano al Parma è regolare? Ieri il nostro editorialista Vittorio Galigani ha sollevato la questione del triplo trasferimento in un anno dell'ex dirigente del Trapani, adesso nel club ducale [LEGGI QUI]. TuttoLegaPro.com per capirne di più ha intervistato in esclusiva Alfonso Morrone, presidente dell'ADICOSP, Associazione dei direttori sportivi nata pochi mesi fa e che conta circa un centinaio di associati.
Da cosa nasce la questione della regolarità del tesseramento di Faggiano?
"Non abbiamo nulla contro le persone: per me Faggiano è un grande dirigente che grazie alla gavetta è arrivato ad alti livelli. E' un ottimo professionista che ha tutta la mia stima calcistica. Qui il problema è il rispetto delle regole. Il direttore sportivo, come riporta l'articolo 7 del regolamento, non può cambiare società salvo quanto stabilito dagli accordi collettivi. Un accordo che in Serie A non esiste mentre in Serie B è diverso da quello della Lega Pro. In nessun caso, però, è consentito l'accordo con tre società nella stessa stagione. Faggiano fino al 22 Luglio è stato al Trapani, poi è passato al Palermo e pochi giorni fa ha trovato l'accordo col Parma. Quella gialloblù, dunque, è la sua terza società nella stagione 2016/17 che, come tutte le stagioni, è iniziata il 1° Luglio".
Cosa può succedere adesso?
"In un paese normale un accordo del genere non potrebbe essere ratificato. Come ha già scritto il direttore Galigani nel suo ottimo editoriale, credo che il presidente della Lega Pro, Gravina, che ha a cuore la pulizia e il rispetto delle regole, dovrebbe intervenire con fermezza sulla questione. Fra l'altro siamo felici che di questa anomalia se ne sia accorta anche l'ADISE, come affermato dal suo consigliere Perinetti, visto che nel passato, in casi di irregolarità, tale associazione non ha mai preso posizione netta a differenza nostra".
Il Parma, prima di Faggiano, aveva cercato Palmieri e Vagnati, rispettivamente dirigenti di Sassuolo e SPAL. In quel caso un eventuale accordo sarebbe stato regolare?
"In cadetteria puoi cambiare squadra durante la stagione senza però rimanere nella stessa categoria. Quindi Vagnati si sarebbe potuto trasferire tranquillamente dal club estense a quello ducale. Su Palmieri, invece, la questione è diversa perché i neroverdi non sono in cadetteria ma in Serie A. E non essendoci contratto collettivo dovrebbe valere il regolamento che non gli permetterebbe di cambiare ora società. Ma in questo caso la questione è lacunosa e meriterebbe approfondimento. Però mi stupisce che il Parma, una società che ha coniato l'etichetta di "calcio biologico" mettendo al centro del progetto la questione etica, vada in cerca di direttori già sotto contratto o, nel caso di Faggiano, impossibili da reclutare".
In Lega Pro, dicevamo sopra, l'accordo collettivo è diverso. Cosa prevede?
"Che puoi cambiare società solamente entro 30 giorni dopo la finestra di mercato invernale. In pratica nel mese di febbraio e nei primissimi giorni di marzo. Però mi permetto di dire che non è giusto: Vagnati, ad esempio, avrebbe potuto salutare la SPAL per il Parma ma non viceversa. Le regole devono essere uguali per tutti i direttori sportivi in tutte le categorie professionistiche, come accade per i calciatori e gli allenatori. Purtroppo la nostra è una categoria bistrattata, piena di abusivi. Per questo, come ADICOSP, in giro per l'Italia stiamo avendo numerose adesioni e tante segnalazioni".


