ESCLUSIVA TLP - Ravenna, DS Sabbadini: "Cinque anni fa in Promozione, ora in Lega Pro con una vittoria insperata. Società e tifosi decisivi, vi racconto la promozione tra i professionisti"
Dopo sei anni il Ravenna ritorna tra i Professionisti. E lo fa dopo esser ripartito dai polverosi campi di Promozione. TuttoLegaPro.com ha intervistato il direttore sportivo dei giallorossi, Matteo Sabbadini, tra gli artefici della gran stagione dei romagnoli.
Direttore, la vostra promozione è giunta un po' a sorpresa...
"Direi tranquillamente che è stata inaspettata. L'obiettivo stagionale, dopo la salvezza nella precedente annata, era il raggiungimento dei play-off anche se sapevamo di avere un buon gruppo sia dal punto di vista tecnico che umano, guidati in campo dal capitano 43enne Riccardo Innocenti, con un gran passato in Lega Pro. Eppure non potevamo permetterci voli pindarici visto che l'attuale società ha preso in mano le redini del club cinque anni fa, in seguito a un precedente fallimento, ed è dovuto ripartire dalla Promozione. Io sono qui da tre anni e insieme abbiamo raggiunto due promozioni, dall'Eccellenza alla Lega Pro".
Quando avete capito che potevate vincere il campionato?
"Alla fine del girone d'andata: eravamo quarti a cinque punti dalla prima in classifica e contro le migliori della classe avevamo sempre giocato bene. Abbiam capito che con una maggiore convinzione ce l'avremmo potuta fare. Nel girone di ritorno abbiamo ottenuto risultati molto positivi, soprattutto negli scontri diretti. Inoltre nell'ultimo mese e mezzo di campionato Imolese e Delta Rovigo hanno iniziato a perdere colpi: la nostra bravura è stata approfittare del loro scivolone e così abbiamo raggiunto una meritata e incredibile promozione in Lega Pro. Da quando siamo andati in testa, a tre giornate dalla fine, pensavamo solo a mantenere il punticino di vantaggio: non è stato facile ma il risultato è stato bellissimo".
Anche l'ufficialità della Lega Pro è arrivata in maniera inaspettata...
"Con molta onestà non aspettavamo i contemporanei stop delle nostre due concorrenti che ci hanno permesso di ottenere la promozione con una giornata d'anticipo. Nella gara decisiva, il derby contro la Ribelle, abbiamo vissuto un'altalena di emozioni, soprattutto monitorando i risultati che maturavano sugli altri campi. Alla fine abbiamo difeso con un po' di tensione il 3-3 finale sapendo che ci giocavamo tantissimo. E al 94', finalmente, abbiam potuto esultare tutti insieme".
Avete già iniziato a pensare alla prossima stagione?
"No, al momento vogliamo onorare al massimo il campionato visto che giochiamo l'ultima partita davanti ai nostri tifosi e poi dovremo preparare la Poule Scudetto. Inoltre è giusto pensare a festeggiare tutti insieme. Ci tengo a fare diversi complimenti: al presidente Brunelli e alla società per aver amministrato questo club nel migliore dei modi, in maniera oculata e senza fare mai passi più lunghi della gamba; a mister Antonioli e al suo staff, un gruppo di grandi professionisti che hanno sempre saputo tenere la barra dritta anche nei momenti più difficili, con parole e metodi che hanno portato al raggiungimento dell'obiettivo; ai tifosi, che sono tornati a seguirci in massa avendo capito che la società era seria e che si poteva respirare di nuovo aria di Lega Pro. Sono stati il dodicesimo uomo in campo e hanno permesso la creazione di quel feeling spettacolare tra tifosi, società e calciatori che ci ha permesso di volare in classifica.
Per quanto riguarda il mio futuro posso solamente dire che la società farà le sue giuste valutazioni, la speranza è quella di continuare nel percorso che fin qui ci ha portato a condividere grandi soddisfazioni".
Dopo sei anni il Ravenna ritornerà anche a calcare campi di gran livello...
"Credo che per la nostra squadra, che ha sempre avuto un grande blasone, sarà un motivo di orgoglio passare dai campi di provincia in Promozione agli stadi, ad esempio, di Modena o Reggio Emilia, ritornando a sfide che più gli competono e magari ritrovando il Parma, già affrontato nella passata stagione.
Devo dire, inoltre, che seguendo il Girone B di Lega Pro posso tranquillamente dire che metà delle squadre di quest'anno poteva tranquillamente giocare in cadetteria per blasone e rosa. Ci sono giocatori importantissimi, il campionato è bello e difficile. Per il Ravenna ci sarà molto lavoro da fare visto che la Serie D e la Lega Pro sono due mondi diversi".


