"Riflettori TLP sul LATINA": il presidente Condò tra storia e torneo attuale
La storia del calcio a Latina - Latina è da sempre una "piazza" affamata di calcio. Le varie compagini che si sono succedute nel tempo a rappresentare la città, a partire dalla prima squadra di calcio latinense, la Virtus Latina (1945), sono sempre rimaste ai margini del "calcio che conta". Tanto calcio dilettantistico per il capoluogo laziale, salvo due importanti parentesi: la prima, tra il finire degli anni '70 e buona parte degli anni '80, ha visto l'allora Pontina Latina disputare anche tre campionati di serie C1; la seconda, nei primissimi anni del nuovo millennio con la nuova denominazione AS Latina, ha riportato il calcio professionistico per quattro stagioni consecutive, fino al penoso tracollo del luglio 2006, che portò alla mancata iscrizione al campionato di Serie D ed alla scomparsa della società. Per riportare il calcio nel capoluogo, si sono mossi due gruppi: da un lato l'FC Latina (Eccellenza) e dall'altro la US Virtus Latina (Promozione). Ben presto le due squadre riescono a risalire la china e a presentarsi nella stagione 2009/10 entrambe ai nastri di partenza per la serie D. Da qui l'idea di consegnare alla città una sola squadra a rappresentarla degnamente: la nascita dell'US Latina (denominazione attuale) che, mantenuta la serie D nella scorsa stagione (nona nel girone G), è stata ripescata per il girone C di Seconda Divisione in quella attuale.
La stagione attuale – Ottenuta l'ufficialità del ripescaggio tra i professionisti il giorno 4 Agosto 2009, la società nerazzurra si muove subito, dati i tempi ristretti, per rifondare la squadra nel tentativo di non sprecare l'occasione in un girone C che si preannuncia, ai nastri di partenza, come uno dei più difficili degli ultimi anni. Con mister Stefano Sanderra al timone, sono stati confermati pochissimi giocatori dell'organico precedente: l'esperto difensore Mariniello, il bomber di lunga data Cinelli e i giovani centrocampisti Ricciardi e Tirelli. Per il resto la società guidata dal presidente Michele Condò ha cercato di affidarsi a giocatori "collaudati" tra i professionisti (l'argentino Martinuzzi in porta; Farina e Chiavaro in difesa; Berardi, Giannusa, Konè e Merito sulla mediana; Polani e Mancosu in avanti) aggiungendovi dei giovani di buone prospettive (Gaudino, Cafiero, Toscano, Tortolano e l'altro argentino Martinez). Ne è uscito un mix scoppiettante che, sapientemente plasmato dalla mano esperta del tecnico Sanderra, ha portato il Latina alla ribalta delle cronache per quanto bene sta facendo. Nelle prime nove gare la squadra laziale ha raccolto 21 punti dei 27 disponibili, frutto di ben sei vittorie e tre pareggi, essendo i nerazzurri ancora imbattuti in campionato. Il Latina vince indifferentemente in casa (Catanzaro, Avellino, Melfi, Isola Liri) o lontano dalle mura amiche (Milazzo e Fondi), anche se è proprio al "Francioni" che i laziali hanno conquistato il bottino maggiore (13 punti in 5 gare). Migliore difesa del torneo insieme a quella del Trapani (3 sole reti subite), soccombe ai siciliani solo per prolificità in attacco (14 le reti messe a segno dagli isolani, 10 quelle dei laziali). Il top scorer nerazzurro è Emiliano Tortolano con 5 reti; alle sue spalle vi sono Enrico Polani a quota 2 e, con un centro a testa, Agatino Chiavaro, Vincenzo Giannusa e Horacio Martinez.
Il futuro ancora da scrivere – Il girone C di Seconda Divisione, come dicevamo, è uno dei più impegnativi (per blasone di squadre e qualità d'organici) degli ultimi anni: Avellino, Trapani, Brindisi, oltre ai soliti noti Aversa Normanna e Melfi, per chiudere con le "sorprese" Neapolis Mugnano e Pomezia. Dove potrà arrivare questo Latina lo abbiamo chiesto al presidente nerazzurro Michele Condò.
Presidente, un progetto che parte da lontano? "Si, tre anni fa dal campionato di Promozione. Due campionati vinti di seguito (appunto Promozione e, successivamente, quello di Eccellenza, ndr), prima del ripescaggio dell'estate scorsa. Siamo riusciti nell'arco di poco tempo ad arrivare tra i professionisti, invero un pò a sorpresa. Una piacevole sorpresa, ovviamente".
Dopo il ripescaggio è partita la rifondazione della squadra, sistemata in ogni reparto. "Per noi è stato difficile: c'è stato un salto in termini di qualità necessaria e di responsabilità. Prima il calcio era maggiormente a livello ludico, quasi artigianale, e abbiamo dovuto lavorare per crescere in professionalità. Si è scelto un allenatore, Sanderra, di cui abbiamo la massima stima, e una serie di giocatori che avessero qualità umane prima che tecniche".
Oggi il Latina è primo e...domani? "Sicuramente c'è stata anche una componente di fortuna, sebbene i risultati possono venire solo se alla base c'è la presenza di una società solida. Noi cerchiamo di non tralasciare alcun particolare, di andare incontro alle esigenze dei calciatori e, nel frattempo, di curare il settore giovanile al meglio. Domani? Non siamo certo partiti con la speranza di fare "sfracelli", e, tuttavia, l'appetito vien mangiando. Quindi, noi ci crediamo. Crediamo di avere le potenzialità per arrivare in zona play-off e giocarcela fino in fondo. Per indole io sono un entusiasta e un ottimista...poi c'è anche la scaramanzia da tenere in considerazione (sorride, ndr)...ma se devo dirla tutta: è ovvio che io spero di vincere il campionato".
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