"Riflettori TLP sul LATINA": mister Sanderra, la saggezza e l'esperienza al timone
Tanta esperienza nella categoria, altrettanta voglia di far bene e di migliorarsi, idee chiare su qual'è la via per arrivare al risultato e...un piccolo segreto. Perchè Stefano Sanderra ha sempre al suo fianco il fratello Luca (suo vice) e i due riescono a integrarsi a perfezione dando un risultato migliore rispetto alla semplice somma degli addendi. Il tecnico romano, dopo aver guidato squadre importanti come Frosinone, Messina, Gela e Barletta, ne ha scelta un'altra davvero vogliosa di gran calcio: Latina.
Parliamo prima della piazza. Cosa significa allenare a Latina? "Significa tanto in generale e, per me, in particolare, visto che è la città in cui abito da circa tre-quattro anni. Quindi è motivo di orgoglio. Inoltre c'è molto entusiasmo intorno alla squadra, dato che il professionismo qui mancava da tanto, forse troppo, tempo".
La società le ha consegnato una squadra molto competitiva: un mix di giocatori esperti e giovani di buone speranze. "E' vero, quello nerazzurro è un buon gruppo. Sicuramente ci sono bravi calciatori ma la cosa più importante è che hanno tutti molta testa: hanno ottime doti caratteriali e umane. Poi, dal punto di vista tattico, sono davvero molto funzionali in quanto a caratteristiche, si integrano bene vicendevolmente. Infine, si fanno sempre trovare pronti. C'è grande e sana competitività tra di loro e sanno bene che non esistono i "titolari" e gli altri".
Qui però si vede anche la sua mano: il suo schema di gioco sembra far muovere alla perfezione gli uomini. "Sinceramente pensavamo ci volesse più tempo. Invece si è trovata da subito un'alchimia molto buona. Molto però dipende dall'abnegazione con cui i ragazzi affrontano il lavoro quotidiano e le gare la domenica".
Il reparto difensivo appare come la vostra arma in più in questo momento. "Il nostro pacchetto arretrato sta facendo molto bene. Ma questo nel calcio non basta. E, nel Latina, attaccanti e centrocampisti sono i primi a mettere sotto pressione costante gli avversari, sacrificandosi anche in copertura".
Senza dimenticare l'importanza di un super Tortolano e della solidità di Polani in avanti. "Polani è un giocatore fondamentale per i movimenti del reparto avanzato. Non è un killer da area di rigore, ma è in grado di mettere sotto pressione ogni difesa, liberando spazi per gli altri compagni di reparto o per gli inserimenti dei centrocampisti. Tortolano è un giovane in cui credo molto: ha qualità e grande carattere, ma soprattutto è mosso da un "fuoco" interiore che è caratteristica davvero importante".
Ad Agosto aveva dichiarato di vedere l'Avellino come favorita. Oggi si potrebbe dire che è il Latina? "E' un pò presto. Io sono convinto che, alla lunga, Avellino, Trapani e Brindisi confermeranno la bontà del loro organico, lottando per la promozione. Noi ci godiamo il momento, con un inizio che va aldilà delle più rosee previsioni. La vetta è sicuramente affascinante, ma noi sappiamo di dover affrontare partita dopo partita con la massima concentrazione, volta a superare un ostacolo dopo l'altro".
E proprio domenica recherete visita alla Vibonese. Una partita forse più insidiosa di quanto i sette punti della squadra di casa lascerebbero pensare. "Queste sono le classiche partite trappola, si rischia molto a prenderle sotto gamba. Questo però ci è ben chiaro e, credo, che il rischio di un calo di tensione non ci sia, dato che sappiamo che ogni avversario merita il massimo rispetto".


