INTERVISTA TC - Cavese, Vono: "Dovremo essere più aggressivi del Rende"
Trent'anni, tanta esperienza e personalità, Alessandro Vono è sicuramente uno dei migliori portieri del Girone C di Serie C. TuttoC.com ha fatto il punto in casa Cavese con l'estremo difensore, partendo dal pareggio di Pagani di sabato scorso, agguantato grazie ad un'autorete a pochi minuti dal triplice fischio, dopo tante occasioni sprecate dagli aquilotti:
"E' stata una gara particolare, affrontata anche nel modo giusto, impostando il nostro gioco sin dai primi minuti. Poi purtroppo in questo periodo non ci gira benissimo. Siamo andati sotto per due volte ma abbiamo dimostrato di avere grande carattere. Riuscire ad agguantare il pareggio però significa che la squadra è viva, in quel contesto potevamo anche mollare e invece abbiamo avuto una grande reazione. Portando a casa secondo me anche un punto importante".
Ad ottobre due belle vittorie, una contro il Trapani, poi due sconfitte, nonostante buone prestazioni. A questa Cavese forse manca un pizzico di continuità nei risultati.
"Sì, è vero. Abbiamo dimostrato anche nelle sconfitte, soprattutto contro la Juve Stabia, di essere squadra, di esser compatti e di saper imporre il nostro gioco, anche contro quella che è la formazione più in forma del torneo. E dispiace non aver raccolto neanche un punto contro le Vespe, la prestazione è stata ottima. Non so a cosa sia dovuta questa mancanza di continuità di risultati, forse fuori casa facciamo un po' più di fatica. Ma sono sicuro che col lavoro possiamo invertire questo trend, perché giocare in casa o fuori non deve avere distinzioni".
Classifica piuttosto corta, il campionato equilibrato. Un paio di risultati positivi e si scalano diverse posizioni.
"A noi piace ragionare di gara in gara. Onestamente non ci poniamo limiti, siamo approdati in questo campionato come una squadra che qualcuno magari non reputava all'altezza, invece stiamo dimostrando che ci siamo anche noi. Chiaro che il nostro primo e solo obiettivo è la salvezza, che vorremmo raggiungere il prima possibile. Poi l'appetito vien mangiando. Prima otteniamo i 40 punti, poi guarderemo al futuro".
Avete sofferto il ritardo dell'avvio del campionato?
"E' stata tosta. Abbiamo iniziato il ritiro molto presto. Questo continui slittare l'inizio ha creato grossi disagi, non solo a noi ma a tutti quanti. Devi saperlo gestire quel periodo, perché sei costretto a lavorare oltremodo. Inizialmente si programma un lavoro di un mese e poi ti ritrovi a farlo per due mesi e mezzo. E' stato un periodo particolare. Non voglio immaginare a quello che ha passato la Viterbese, che infatti sta facendo fatica, nonostante sia una squadra straordinaria. Rimettersi subito in carreggiata, iniziando il campionato a novembre, diventa difficile. Sicuramente non è stato positivo per nessuno quel che è successo".
Un tema caldo è quello della regola degli under. Tu hai qualche anno di esperienza, cosa ne pensi?
"Credo che non faccia bene al calcio. Per quanto mi riguarda il giocatore che ha qualità, che sia giovane o meno, giochi a prescindere. Se si dimostra di essere più bravi degli altri, un allenatore non ha motivo di non farti giocare. Non credo che queste regole portino benefici, né al calcio, perché il livello si è abbassato moltissimo, ed in più neanche ai ragazzi. In questo momento infatti sono beneficiati da queste regole, ma quest'anno un classe '95 si ritrova a casa perché no più under. Magari ha poca esperienza e una società tra un trentenne con duecento gare e un ventitreenne con quaranta gare, prende il trentenne. Non ci sono benefici per nessuno, è una regola da cambiare".
Dopo aver incrociato la Juve Stabia, sabato l'altra capolista, il Rende. I calabresi ti hanno sorpreso? Che gara ti aspetti?
"In realtà il Rende non mi ha sorpreso. Ho già fatto questo girone l'anno scorso e i biancorossi son sempre stati molto particolari da affrontare. Sono una squadra tosta, quadrata, che sa quello che vuole. Conosco molto bene il direttore sportivo Martino, lì da tre anni, lavora in modo maniacale. Mi aspetto una partita molto difficile, loro sono organizzati, corrono tantissimo, pressano alto, impedendo all'avversario di giocare a calcio, che è un po' la nostra prerogativa. Noi dovremmo essere più aggressivi di loro, correre di più e, nonostante il loro pressing, imporre il nostro gioco".


