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Celano, Falomi a TLP: "Qui grazie alla telefonata di Modica. Playoff? Perchè no"TUTTOmercatoWEB
© foto di Luigi Gasia/TuttoLegaPro.com
domenica 6 febbraio 2011, 00:00Interviste ESCLUSIVE
di Claudio Gallaro
per Tuttoc.com

Celano, Falomi a TLP: "Qui grazie alla telefonata di Modica. Playoff? Perchè no"

Si può essere leader di una squadra a 25 anni? Nel caso di Nicola Falomi si, perchè l'attaccante aretino appena ventenne segna già caterve di gol nella Nocerina in C1. Poi qualche problema fisico, l'Arezzo non crede molto in lui mandandolo in prestito prima a Pescara e poi a Pistoia. Taglia il cordone ombelicale coi colori amaranto dopo il fallimento del club e a gennaio 2010 una chiamata di mister Giacomo Modica lo convince ad accettare la proposta del Celano per rilanciarsi. Ora gli abruzzesi grazie ai suoi gol hanno salutato la compagnia delle squadre che lottano per la salvezza e sognano il clamoroso colpaccio playoff. La società è sana, l'entusiasmo nei giocatori non manca e un allievo di Zdenek Zeman non conosce la parola "accontentarsi". In esclusiva per TuttoLegaPro.com, Nicola Falomi svela i segreti del magic moment suo e del Celano, e apre il cassetto dei sogni, che a 25 anni hanno ancora tanto tempo per essere realizzati.

Diciotto presenze stagionali e nove gol: non segnavi così tanto dall’anno d’oro alla Nocerina quando arrivasti a quota 17. Cosa è successo a Celano?
“Ti dico la verità: vivo un bel periodo da inizio stagione, sono partito subito forte, anche se è stato nelle ultime partite che ho segnato con più continuità. Il mio buon momento non dipende da un fattore in particolare, ma da un insieme di componenti: c’è un ambiente disponibile, ho la fiducia della società e del mister e tutti i compagni mi hanno accolto come il loro leader, e questo mi fa sentire importante per la squadra ma soprattutto mi rende orgoglioso”.

Siete una delle squadre più in forma del girone. Tre gol a testa a Fano e Crociati, pari con la capolista e una sconfitta in pieno recupero contro la Giacomense, che in casa è una squadra difficilissima da battere. Cos’è cambiato dopo la sosta natalizia?
“Stiamo bene, è un periodo positivo. I risultati sono solo il frutto del duro lavoro che facciamo in settimana. A Natale abbiamo avuto solo tre giorni di riposo e con mister Modica, che esce dalla scuola di Zeman, abbiamo fatto un richiamo di preparazione. Non ci sono segreti particolari ma se devo trovare un cambiamento, direi la compattezza di squadra sul campo e l’unità di intenti”.

Carpi e Carrarese, poi il vuoto. I playoff distano solo 6 punti. Perché non farci un pensierino?
“Se continuiamo a pensare partita per partita e rimaniamo concentrati anche nei mesi cruciali della stagione, credo che possiamo toglierci delle belle soddisfazioni”.

Il Celano, come annunciato, si è mosso poco sul mercato. E’ arrivato Luzi e nessuno è partito. Credi che questa sia una strategia vincente oppure la società ha preferito mettere da parte un gruzzoletto per quando arriveranno i tempi più duri?
“Il Celano è una società sana e credo che il progetto di costruire una squadra giovane per farla crescere sia stato stabilito ad inizio campionato. La società crede in questo gruppo e credo sia stato giusto non muoversi sul mercato. Poi sarà il campo a dire se hanno fatto bene o male”.

Un attaccante come te, giovane, prolifico e duttile avrà sicuramente avuto mercato a gennaio. Hai rispedito al mittente tutte le richieste?
“C’è stata più di una voce. In realtà a gennaio qualcosa si è mossa e c’è stato anche qualche contatto, ma ad inizio campionato avevamo deciso con la società e il mio procuratore di fare un percorso e raggiungere insieme l’obiettivo salvezza”.

A gennaio dell’anno scorso eri ad un passo dall’accettare l’offerta del Monopoli. Poi cosa ti ha fatto cambiare destinazione?
“Ti racconto un aneddoto. A gennaio 2010 dovevo andare via dal Canavese per una serie di problemi e perché mi ero fidato delle persone sbagliate. Avevo raggiunto l’accordo col Monopoli e dovevo solo firmare il contratto, ma una chiamata di mister Modica mi fece cambiare idea. Rimanemmo al telefono un ora e mezza, dopodiché chiamai il mio procuratore per dirgli che volevo andare a Celano”.

Con l’infortunio di Franchi stai tirando la carretta tutta da solo. Ti senti il vero leader di questa squadra?
“Beh, io, come Marsia, Villa e Bacchi facciamo un po’ lo statuto di questa squadra, ma dobbiamo dare l’esempio ai più giovani anche come uomini. Personalmente mi sento veramente bene, i problemi fisici che ho avuto negli ultimi 2-3 anni sono superati e questa estate ho potuto fare l’intera preparazione fisica. Quando ero di proprietà dell’Arezzo non era mai successo perché alla fine del mercato venivo mandato in prestito. Essendo un giocatore imponente, ho bisogno di fare una buona preparazione e con Modica, che fa lavorare molto duramente, sono riuscito ad entrare in forma fin dalle prime giornate di campionato”.

Tra bomber di razza ci si riconosce. Qual è secondo te il migliore di tutta la Lega Pro? Qualche suggerimento: Paulinho, Ripa, Cipriani e Ciofani.
“Nominandone uno farei un torto a tutti gli altri. Credo che la regola sia che tutte le squadre che sono al vertice delle classifiche hanno un uomo di spessore in avanti. Forse solo la Nocerina non dipende dal singolo perché ha tanti giocatori che possono cambiare le sorti di un match”.

Hai visto “morire” l’Arezzo di Piero Mancini e hai giocato, seppur per soli sei mesi,a Catanzaro che ora è sulla strada del fallimento pilotato. Che futuro vedi per il calcio di terza e quarta serie?
“Mi dispiace veramente tanto che il mondo del calcio stia attraversando questo momento. L’Arezzo giocava la B e l’ho visto sparire da dentro, il che è ancora più brutto. Il calcio però ha delle regole ferree ed è giusto che le società vengano punite se non le rispettano. Era un passo inevitabile, però dobbiamo andare avanti senza guardarci indietro”.

Questa domenica il campionato si ferma, ma proviamo a guardare fino alla partita con la Sangiovannese, una squadra che senza penalizzazioni sarebbe in lotta per i playoff. I toscani hanno perso Pippi, Merini e Vaccarecci, però sono arrivati De Angelis dalla Prima Divisione e Ucchino dal Frosinone. Che sfida sarà?
“Non è colpa di giocatori e allenatore, ma loro saranno ancora più agguerriti per via delle penalizzazioni. Noi andremo a San Giovanni Valdarno a giocare la nostra partita così come abbiamo fatto con Carpi e Giacomense".

Hai solo 25 anni ma alle spalle già una lunga carriera tra i professionisti. Senti di aver perso qualche treno oppure ti senti ancora in corsa per categorie superiori?
“Sto lavorando per questo obiettivo. A Nocera in C1 ho vissuto una parentesi indimenticabile e se continuerò a lavorare così, sono abbastanza giovane per far bene anche in altri palcoscenici. Non cerco rivincite verso nessuno perché anche dalle esperienze negative ho tratto dei buoni insegnamenti, ma lavorerò sempre per migliorarmi. Una volta mister Gustinetti mi disse che molti grandi attaccanti escono a 27-28 anni, quindi ho ancora tempo per esprimermi al massimo delle mie possibilità”.

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