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INTERVISTA TC - Zanini: "Il calcio ha bisogno di realtà come Vicenza"TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
mercoledì 25 dicembre 2019, 16:00Interviste TC
di Matteo Ferri
per Tuttoc.com

INTERVISTA TC - Zanini: "Il calcio ha bisogno di realtà come Vicenza"

Vicentino doc, cresciuto nelle giovanili biancorosse e tornato nella squadra della sua città sia da giocatore che da allenatore, Nicola Zanini continua a seguire le vicende della squadra della sua città. La redazione di TuttoC.com ha intervistato l'attuale allenatore dell'Este per commentare il girone d'andata della squadra di Di Carlo, capolista nel Girone B.

Vicenza primo con quattro punti di vantaggio sul Carpi, ti aspettavi una situazione di classifica simile alla fine del girone d'andata?
"Al di là del distacco in classifica, mi aspettavo il Vicenza lassù perché sta facendo tutto per bene. La società è solida, lo stadio è sempre pieno, la rosa è valida e l'allenatore è una garanzia. Poi si sa, nel calcio non sempre uno più uno fa due, però in questo caso credo che il primato non sia casuale perché dietro c'è un progetto davvero importante."

Quello che forse sorprende è come la squadra ha reagito dopo la sconfitta nello scontro diretto col Padova di inizio novembre. Poteva essere la partita che lanciava definitivamente il Padova, invece è successo il contrario
"Mi aveva sorpreso vedere il Padova al primo posto ad inizio stagione. Non perché non la ritengo una grande squadra ma perché credo che il Vicenza abbia qualcosa in più e poi i biancoscudati avevano cambiato tanto in estate e non è sempre semplice trovare la quadratura in tempi rapidi. Lo scontro diretto perso in casa poteva rappresentare una mazzata e invece la squadra di Di Carlo ha avuto una reazione forte e immediata. Vincere a Padova in Coppa Italia pochi giorni dopo è stato importante sia per riscattare la sconfitta in campionato sia perché in quel momento e grazie alla coppa, il Vicenza ha capito di avere una rosa lunga e nella quale tutti possono essere titolari senza che le rotazioni incidano sulla prestazione."

Con Rosso è cambiato tutto rispetto a due anni fa quando c'eri tu. Che rapporto hai con il Vicenza? Sia da giocatore che da allenatore hai sempre vissuto storie un po'tormentate in biancorosso
"Io ho fatto le giovanili a Vicenza, sono tornato da giocatore, poi da allenatore del settore giovanile e della prima squadra e ora c'è mio figlio che gioca nel settore giovanile biancorosso. Il Vicenza nell'arco della mia vita c'è sempre stato, anche se ora sto allenando altrove."

Sono tanti gli ex giocatori che si sono avvicendati sulla panchina del Vicenza negli ultimi anni, spesso senza grandi fortune, penso a Dal Canto, Beghetto, anche Lopez che poi fu esonerato in B. È così difficile affermarsi in un ruolo diverso a Vicenza?
"Io a differenza di molti ex, sono anche nato a Vicenza. Sicuramente non è facile, quando ero sulla panchina della prima squadra, uscivo di casa la mattina e la prima macchina che passava si fermava per chiedermi come andava la squadra. Io ho avuto la fortuna di avere molte persone che mi sono state vicino e mi hanno dato una mano per portare a termine quella stagione tormentata ma che ci ha comunque portato ad ottenere la meritata salvezza sul campo. Oltre ai sentimenti legati al tifo, sono felice a livello professionale di aver contribuito a far sì che il Vicenza non sia mai sceso in un campionato dilettantistico."

Per Di Carlo è un'occasione di riscatto dopo alcune annate poco felici però è stato bravo a calarsi immediatamente nella realtà di un campionato che non disputava da quindici anni e che è cambiato radicalmente. Anche tu hai dovuto adattarti dal settore giovanile alle prime squadre, dalla C alla D. È più facile scendere in una categoria inferiore o adattarsi ad una superiore?
"Io dico sempre che più sali di categoria, più trovi persone che aumentano la tua professionalità. Mimmo conosce bene la piazza e quindi da quel punto di vista è stato avvantaggiato, inoltre conosce molto bene il direttore e insieme a lui ha costruito una squadra che, oltre ad avere qualità tecniche indiscutibili, ha dei valori umani importanti. Inoltre dietro c'è una società che sta facendo i passi giusti, coinvolgendo tutta la provincia e siglando affiliazioni con altre squadre del territorio. La struttura che sta costruendo il Vicenza è sprecata anche per una Serie B."

Quest'anno la mappa del girone B è stata parzialmente ridisegnata però le piazze storicamente sempre presenti in questo raggruppamento, come Fermana, Sambenedettese, Gubbio o le stesse venete, ci sono sempre. Come si vince questo girone?
"Con la continuità, perché è un girone che spesso si divide in due tronconi e quindi è importante stare fin da subito nella parte alta della classifica se il tuo obiettivo è quello di lottare per la promozione. L'importante è non perdere punti contro le squadre che sono oggettivamente più deboli, almeno sulla carta, poi gli scontri diretti possono incidere fino ad un certo punto ma quello che più conta è mantenere un ritmo costante per tutto l'arco della stagione. Il Vicenza ha la fortuna di avere un pubblico incredibile, il 'Menti' è un fortino e in trasferta, spesso e volentieri, è come se giocasse in casa per quanto è seguito. In questo modo non c'è mai il rischio di prendere sotto gamba un impegno."

L'antagonista principale del Vicenza è il Carpi come dice la classifica?
"A me è piaciuta molto la Reggiana, gioca bene e ha continuità. Il Carpi è una squadra solida e in questo momento sembra la rivale più accreditata, nel complesso direi che il Vicenza deve guardarsi da due o tre squadre, vedo più indietro la Triestina che ha molta qualità e giocatori in grado di risolvere la partita con una giocata, però in questa stagione non sta trovando ancora il giusto equilibrio."

Cosa auguri a te stesso e al Vicenza per il 2020?
"Sto affrontando la mia seconda stagione in D sulla panchina dell'Este, era una categoria di cui non conoscevo pienamente le problematiche, soprattutto quelle relative all'utilizzo dei giovani e durante questo periodo sto crescendo dal punto di vista professionale. Ovviamente l'auspicio è di fare sempre meglio e raggiungere traguardi importanti. Per quanto riguarda il Vicenza, non posso che augurare ai biancorossi di vincere il campionato perché se lo merita e perché il calcio ha bisogno di realtà come il Vicenza, con un seguito così numeroso e appassionato."

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