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SERIE C, LA TECNOLOGIA NON SIA UN TABÙ. E LE POLEMICHE NON RESTINO FINI A SE STESSE. ALTRIMENTI MEGLIO STARE ZITTI
martedì 18 febbraio 2020 00:00Il Punto
di Dario Lo Cascio
per Tuttoc.com

SERIE C, LA TECNOLOGIA NON SIA UN TABÙ. E LE POLEMICHE NON RESTINO FINI A SE STESSE. ALTRIMENTI MEGLIO...

Su trenta partite ogni fine settimana è statisticamente impossibile che non avvenga neanche un episodio controverso, che generi polemiche, che faccia storcere il naso, con un rappresentante di un qualche club che puntualmente si presenta in sala stampa per dire: "A me non piace parlare di arbitri, però...". Insomma, non sono neanche da biasimare. Pensiamo a quello che c'è dietro ad una partita di calcio. Lavoro. Dei giocatori, certo, ma anche dello staff tecnico, del club che oltre a pagare gli stipendi ci mette i soldi anche per la trasferta. E magari una svista oggi, una domani, e ci si ritrova in posizioni di classifica complicate. Non siamo qui per colpevolizzare gli arbitri o i guardalinee, ci mancherebbe. Gli errori, banalità ma la ribadiamo, sono umani. Può capitare, è fisiologico. Nel calcio è sempre successo, dal gol fantasma di Geoff Hurst del '66 alla "mano de Dios" di Maradona, dai disastri di Byron Moreno (sì, siamo ironici, fateci far gli avvocati del Diavolo anche solo per scherzo) alla rete di Muntari in un famoso Milan-Juventus. 

Di recente la goal-line technology, che consente al direttore di gara di sapere in tempo reale se il pallone ha varcato o meno la linea, e il Video Assistant Referee, altrimenti abbreviato VAR, hanno dato manforte alla classe arbitrale, sebbene qualcuno sia ancora contrario. Noi no. Chi vi scrive ritiene, con tutto il dovuto rispetto, che il VAR non sia assolutamente un problema. Semmai lo sono le regole che dettano l'interpretazione. Il fallo di mano deve essere volontario o no? In che misura una gomitata in faccia deve essere considerata da cartellino rosso? Bisognerebbe fare maggiore chiarezza, non solo a livello italiano, ma internazionale. Tra l'altro si sta discutendo anche una possibile introduzione del VAR a chiamata, come ad esempio avviene in altri sport, nel football americano, o il "challenge" del tennis. 

Qua però parliamo di Serie C. Ci sono state tante polemiche in queste ore, ci ricolleghiamo alle prime righe e chiudiamo questa parentesi. Da parte della Pianese sull'arbitraggio col Gozzano, cosa che ha anche scatenato la replica dei rossoblu. Poi le proteste del Gubbio, che recrimina per un presunto fuorigioco di Caracciolo o per la rete del 3-3 di Miracoli segnata al termine di un recupero monstre. Oppure il gol assegnato all'Alessandria contro il Lecco, con la palla che non sembra abbia effettivamente attraversato la linea di porta. Ecco, qui il tecnico dei lombardi, Gaetano D'Agostino, ha specificatamente dichiarato: "L'arbitro ha convalidato un goal in cui il pallone, rivedendo dal video, è nettamente fuori dalla porta. Se ci fosse stata la tecnologia il goal non sarebbe stato concesso, chiediamo il VAR anche in Serie C così ci sentiamo tutti allenatori e giocatori di Serie A. Se fossi stato in campo probabilmente mi sarei fatto espellere. La prima rete dell'Alessandria è un'ingiustizia, la seconda è invece un errore nostro".

Il VAR probabilmente no. D'altronde è utopistico anche a livello di costi attuali del sistema, che in Serie B sta arrivando solo adesso e dopo varie discussioni. La C è un campionato che, ad oggi, non può permettersi il VAR. Ma la goal-line technology? Almeno quest'ultima potrebbe essere presa in considerazione in maniera più concreta. Perché di fatto ad oggi le proteste dei club sulle sviste arbitrali - lo ripetiamo, tutte a nostro giudizio in buona fede - lasciano davvero il tempo che trovano. I dossier, le polemiche, non hanno mai spostato l'ago della bilancia. Una miglior preparazione dei direttori di gara sicuramente, e comunque quelli italiani sono storicamente considerati tra i migliori fischietti d'Europa e non solo. La tecnologia ancora di più.

Se questa Serie C vuole veramente alzare il proprio livello, come dichiarato in maniera trasversale e come effettivamente sembra stia accadendo - spettatori in crescita, innalzamento della qualità tecnica e via dicendo - bisogna anche crescere come Lega e come affidabilità. Le polemiche vanno tramutate in proposte costruttive. I presidenti e la Lega Pro si siedano attorno a un tavolo e valutino cosa è possibile introdurre come supporto ormai necessario ad un'ottima classe arbitrale che però, fisiologicamente, può cadere in errore. 

Non era gol. Ci vuole il VAR. Domenica saremo di nuovo punto e a capo. Chiediamoci - e proviamo a rispondere con i fatti - a questa domanda: cosa è possibile fare perché questo non avvenga più? Sì, anche in Serie C. Perché un campionato che cresce deve farlo anche in credibilità. In tutti i settori. 

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