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INTERVISTA TC - Cicchetti: "Il calcio poteva fermarsi prima"
giovedì 19 marzo 2020, 10:30Interviste TC
di Marco Pieracci
per Tuttoc.com

INTERVISTA TC - Cicchetti: "Il calcio poteva fermarsi prima"

Campionati fermi ed allenamenti sospesi fino al prossimo 3 aprile. Ai microfoni di TuttoC.com l'agente FIFA Gianfranco Cicchetti parla della situazione attuale di emergenza e dei possibili scenari futuri. 

Sospensione dei campionati: decisione tempestiva o tardiva?
"Forse effettivamente il sistema calcio poteva fermarsi un attimo prima, evitando di giocare diverse partite a porte chiuse, di fare una discrepanza di giornate tra gironi centro-nord e sud, ma soprattutto senza mettere a repentaglio la salute di atleti e addetti ai lavori, come poi abbiamo visto con le diverse positività riscontrate tra calciatori e membri dello staff di diversi club". 

Realistico ipotizzare una ripresa prima del mese di maggio?
"Ad oggi è impensabile e impossibile stilare date e fare previsioni. La diffusione del virus non si è ancora fermata, anzi sta aumentando ogni giorno di più e quindi bisognerà assolutamente attendere che la curva del grafico riguardante i contagiati inizi a scendere quanto prima per avere un quadro più sereno. In questo momento il calcio e lo sport vanno in secondo piano, in ballo c'è la salute collettiva di questo paese, per ora l'unica preoccupazione è e deve essere soltanto questa".

Quali saranno le conseguenze concrete sul calciomercato? 
"Sono e siamo tutti penalizzati. Ci è stata tolta la cosa più ovvia della nostra vita, la normalità. La speranza è che torni tutto come prima, ma sarà un processo lungo che richiederà tempo e tanto lavoro da parte di ognuno di noi". 

Come vivono questo momento di incertezza i suoi assistiti?
"Ovviamente sono tutti molto preoccupati, in particolare per le proprie famiglie, che in alcuni casi sono lontane dal luogo in cui i ragazzi svolgono la loro professione. Hanno tutti un programma di allenamento personalizzato, che i vari staff hanno loro fornito e lo stanno facendo presso le loro abitazioni, con il desiderio di tornare a fare quanto prima la cosa che amano di più, il loro lavoro". 

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