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INTERVISTA TC - DG Piacenza: "Due anni per tornare alla normalità"TUTTOmercatoWEB
venerdì 20 marzo 2020, 19:00Interviste TC
di Raffaella Bon
per Tuttoc.com

INTERVISTA TC - DG Piacenza: "Due anni per tornare alla normalità"

Marco Scianò, direttore generale del Piacenza, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di TuttoC.com per fare il punto in casa biancorossa e non solo, in questo momento particolare per il calcio e l'Italia: 

Che impatto economico avrà questa situazione sulla Serie C?
"Innanzitutto ringrazio la Lega Pro che si è mossa bene. Ha avuto un approccio sistemico al problema, affidandosi a società di consulenza e revisione, che hanno delle competenze tali per riuscire a fare una fotografia attuale di tutti i danni che noi avremo. E soprattutto una visione sui danni che avremo come società nella prossima stagione. Per quest'anno siamo più preoccupati per la salute. Dal punto di vista economico porteremo a casa la stagione, sono più scettico sotto quello sportivo. Serviranno dei verdetti, spero che siano elastici. Ma ho i miei dubbi che si torni a giocare, non lo decidiamo noi però, come ha detto Ghirelli bisogna basarsi su quello che dicono gli esperti. Fino al 30 giugno saremo in una situazione emergenziale. Ma, ripeto, non decidiamo noi. E' una valutazione che deve fare chi ne ha le competenze. Chiaro che abbiamo un danno enorme e ci preme completare questa stagione. Riprendere sarà complicato. Il calcio è un elemento importantissimo per il PIL, ma non imprescindibile per ripartire. In una fase di ricostruzione, come fosse un dopoguerra, ci sono delle priorità. Al netto di altre realtà, che usufruiscono dei diritti televisivi, il calcio di Serie C si basa sui proprietari, sugli sponsor, sul pubblico. Il tema adesso è trovare le soluzioni, quello che ha fatto la Lega Pro, ovvero costituire un comitato di crisi, che lavora a tempo pieno, è encomiabile. C'è una condivisione totale col presidente Ghirelli, che è stato anche dirigente di club, e sa benissimo quali sono i problemi concreti. Avremo dei dati oggettivi e non personalistici. Le società dicono ognuna la loro, ma i dati oggettivi sono inconfutabili. Bisogna cercare di dare un supporto per la sopravvivenza delle società, cominciando a lavorare di sistema. Serviva forse un'emergenza così per capire che il calcio deve lavorare in sinergia, altrimenti si incorre in defezioni. Anche la Serie B non se la passa benissimo, magari prenderà qualche milione in più ma ha anche milioni in più di costi. Bisogna trovare una ragione di sistema per uscirne fuori. Prima di settembre non si vedrà una normalità a livello di sicurezza. Può essere l'occasione buona per avvicinarci all'autosufficienza. Quasi o momentaneamente autosufficienti". 

Come si può salvaguardare la regolarità della stagione?
"Oggi davanti a noi c'è incertezza totale. Che presuppone che si possa tardare una decisione definitiva per avere un orizzonte temporale scremato. La dead line sarà Pasqua. Lì si capirà se avremo davanti un'emergenza che durerà ancora settimane o mesi. Da lì si capirà se questa stagione si potrà in parte salvare o si dovrà procedere a dare semplicemente i verdetti. Con delle formule che certificheranno le promozioni ma che dovranno tutelare chi è a rischio retrocessione, cosa che cambia lo stato di una società. Bisogna quindi attendere invece di modificare sempre idea. La valutazione non dovrà essere fatta prima di metà aprile, inutile dare date oggi, c'è una situazione di confusione generale. Come possiamo pensare di programmare qualcosa il 2 di maggio? Bisogna anche dare il tempo alle squadre di allenarsi, come si può fare in un contesto in cui si ha paura ad uscire per fare la spesa? A Piacenza come a Bergamo, Cremona, Brescia, Milano. Un 50% delle squadre delle tre categorie. Bisogna quindi attendere e lasciare il tempo a tutelarci tutti per quel che riguarda la salute. Poi avremo il tempo per capire bene come potrà andare avanti il campionato. Perché serviranno almeno 15 giorni alle squadre di allenamento. Se la situazione sarà come oggi si faranno delle formule ristrette per dare i verdetti. Solo in Serie A si dovrà mantenere un corso il più naturale possibile perché economicamente sostiene tutto il calcio".

Una situazione imprevedibile comunque.
"Le epidemie, ci insegna la storia, ci sono sempre state. Se ne esce anche se per certe cose bisognerà fare tabula rasa. Il nostro mondo, quello del calcio, ne uscirà peggio degli altri. Dal punto di vista economico è come se fossero tre mesi di agosto. Nella regolarità agosto dura due settimane, ma ora stai a casa quattro mesi senza fatturato. Il mondo in generale ripartirà molto forte, ma quello del calcio è basato su concetti non razionali, come lo sponsor. Alla ripartenza bisognerà razionalizzare gli investimenti, uno sponsor che non ha fatturato dovrà giustificare la sponsorizzazione. Il nostro mondo potrà pagare lo scotto all'essere secondario rispetto ad altre priorità. Sponsorizzare sarà magari anche visto male, visto che ci sarà necessità di investimento altrove. Dovremo fare dei sacrifici, ridimensionarci tutti, forse la Serie C avrà l'occasione per sedersi a un tavolo e ridimensionarsi per ritrovare la sostenibilità che sta perdendo di anno in anno. Bisognerà ripartire, tenere botta per un paio di stagioni, per poi magari tornare alla normalità". 

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