Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / serie c / Interviste TC
INTERVISTA TC - Piacenza, De Pietro: "In C impossibili i controlli"TUTTOmercatoWEB
martedì 14 aprile 2020, 19:30Interviste TC
di Raffaella Bon
per Tuttoc.com

INTERVISTA TC - Piacenza, De Pietro: "In C impossibili i controlli"

Il dottor Raffaele De Pietro non è solo il responsabile sanitario del Piacenza Calcio. È un dottore che battaglia nei reparti Covid dell’ospedale di Piacenza da quasi due mesi. La stanchezza fisica e mentale, in un primo momento insopportabili, fanno spazio ad un coraggio di prolungata resistenza contro il dolore, contro la sofferenza e verso la speranza di salvare quante più vite. La situazione non è risolta, tutt’altro, siamo ancora in guerra aperta e pensare di avallare assembramenti e comportamenti rischiosi echeggia come una ostacolo ne confronti della fatica di questi mesi di battaglie, oltre che un pericolo, una minaccia.

“Mi spiace sentire dire tutto questo, senti di ripresa di allenamenti di campionati tra poche settimane. Sento di controlli giusti, ma che anche noi medici sappiamo che solo club di alto livello di serie A possono permettersi, figuriamoci in serie C. La cosa mi ferisce e mi preoccupa molto, evidentemente il messaggio non è passato, ci siamo forse abituati ai bollettini della protezione civile, ai morti, alla sofferenza. Dico solo che la seconda ondata del virus purtroppo ci sarà e forse sarà più tremenda della prima, in Cina lo sanno e vediamo come il livello si sia alzato perché la pandemia è globale e ora possiamo essere colpiti da ogni fronte”.

“Non voglio pensare che ci sono stati troppi pochi morti, non voglio pensare che non si comprenda lo sforzo di noi medici. Non siamo eroi, il nostro lavoro è una vocazione di altruismo, ma abbiamo bisogno di alleati. Ai miei colleghi e alle mie colleghe, a quelli che sono si sono ammalati tra le corsie dell’ospedale, dico grazie e sono orgoglioso di essere parte di medici come voi, come noi”.

Altre notizie