INTERVISTA TC - Pres Olbia: "Sì alle riforme, ma dal 2021/22"
Alessandro Marino, prsidente dell'Olbia, intervenuto ai microfoni di TuttoC.com, ha espresso la sua opinione circa l'ipotesi di Serie B a 40 squadre e due gironi, con conseguente riforma anche per la Serie C:
"La riforma che commentiamo è credo soltanto un'indiscrezione. Non c'è nulla di ufficiale circolata sui tavoli del consiglio direttivo. Comunque la mia posizione è che qualsiasi riforma dei campionati venga adottata, non può essere fatto da un anno all'altro, ma ci dev'essere sempre una stagione di transizione intermedia. Questo è stabilito dalle NOIF e permetterebbe a tutti di partire l'anno prossimo in un campionato sapendo quale sarà la riforma a partire dalla stagione 2021/2022. Questa premessa è fondamentale. Non accetterei mai, come penso nessun altro, una riforma adottata da un anno all'altro. Ci tengo anche a ribadire che al riforma dei campionati non è la soluzione al tema della sostenibilità economica della Serie C. E' un modo per migliorare la qualità del format, a scopo di prodotto televisivo, ma non per risolvere i problemi economici dei club. Per i quali si deve creare una sostenibilità al di là del format, dopo di che si potrà discutere quale sia la formula migliore per aumentare la qualità del prodotto".
Quindi al momento cosa si dovrebbe fare?
"In primo luogo darci delle regole, stiamo cercando di farlo come consiglio direttivo, ovvero proporre una riforma per la riduzione dei costi e la sostenibilità economico finanziaria. Dopo di che bisognerà attendere la FIGC, capire che piani hanno per la riforma, e portare le nostre idee. Ma saranno riforme che partiranno dalla stagione 2021/2022, perché può diventare operativa solo allora".
E' preoccupato per il futuro?
"Decisamente sì. Sono preoccupato perché mi rendo conto che molti ricavi erano abbastanza tipici per la categoria adesso non ci saranno più. Il botteghino, molte sponsorizzazioni... è importante creare un fondo cuscinetto. La federcalcio dovrebbe fare in modo che questo periodo nero verrà superato dai club senza chiudere bottega. I prossimi sei mesi saranno fondamentali, servirà un aiuto per far fronte al calo dei ricavi. Quando, si spera, si troverà il vaccino e riapriranno gli stadi, torneranno ad aumentare i nostri ricavi. Nel momento in cui però veniamo privati di questi introiti devono intervenire FIGC e Governo".
L'Imolese ha lanciato un grido d'allarme, non sa se riuscirà a iscrivere la propria squadra.
"Questi problemi portano a riflessioni. Società virtuose come l'Imolese devono far fronte a questo calo dei ricavi, la societ rossoblu è una delle tante. Come ho detto e mi ripeto: bisogna aiutare i club a non dover gettare la spugna. Si è sempre parlato dei presidenti che fanno miracoli, ma i miracoli non esistono. Ci siamo sempre appoggiati alle nostre aziende ma queste ultime avranno un calo di liquidità e ci saranno problemi a catena sui club calcistici. Bisogna rendersi conto di questa cosa".
Cosa spera possa accadere?
"Innanzitutto che venga adottata la cassa integrazione per gli sportivi. E che si costituisca questo fondo di cui si parlava dal quale poter attingere alle misure cuscinetto per le squadre. Il Governo deve aprire una finestra sulla Serie C, una categoria che ha un valore sociale importante. Abbiamo fatto delle richieste ben precise, a mio avviso fattibili nonostante la situazione. Spero che il Governo apra un tavolo di ascolto per noi".


