INTERVISTA TC - Pro Patria, Javorcic: "Abbiamo bisogno di certezze"
E' intervenuto in esclusiva ai microfoni di Tuttoc.com Ivan Javorcic, tecnico della Pro Patria, parlando dei vari problemi che stanno attanagliando il mondo della terza serie, dando il suo giudizio sulle varie proposte:
Mister, come ha vissuto queste lockdown in seguito alla diffusione del coronavirus?
"Per tutti si è trattato di qualcosa di straordinario, ci siamo sentiti privati delle nostre certezze. Siamo stati chiamati a vivere una situazione totalmente nuova, onestamente stare a casa non è stato un grosso sacrificio, se consideriamo il motivo per il quale lo abbiamo fatto. A livello personale c'è stata la possibilità di stare maggiormente in famiglia rispetto al solito, fermarsi ha permesso di studiare alcune cose sulla tattica per potermi migliorare nella mia professione".
La possibilità che la serie C possa continuare la stagione è molto bassa, cosa ne pensa a riguardo?
"In questo periodo a mio avviso si è parlato molto, forse troppo. Ho sentito discorsi molto retorici, adesso ci vuole maggiore concretezza. Dobbiamo avere qualche risposta in più, c'è da capire il calcio in che posto occupa nel mondo. C'è la consapevolezza da parte di tutti di doversi adattare a qualcosa di diverso, ma a questo punto abbiamo bisogno di risposte chiare, c'è troppa incertezza generale".
L'ultima proposta di cui si è dibattuto proprio negli ultimi giorni è di una riforma che porterebbe la serie B a 40 squadra, lo vede attuabile?
"Sono tutte idee interessanti da valutare con molta attenzione, da vedere se questa riforma è possibile farla in questa stagione a livello giuridico. A mio avviso è arrivato il momento di stringere il cerchio, capire come procedere in futuro. I dirigenti dovranno dirci il futuro, non dimentichiamoci che prima di Natale abbiamo fatto uno sciopero per sensibilizzare le istituzioni sulla defiscalizzazione dei club, questo potrebbe essere un aiuto importante per le nostre società".
Invece ricorrere al sorteggio per stabilire la quarta promossa in serie B?
"Mah, sinceramente questo mi lascia molto perplesso. Pur comprendendo le difficoltà del momento in cui siamo, a mio avviso i verdetti devono avere una attinenza dal campo, non mi piacciono situazioni che esulano dal rettangolo verde. Ripeto, a mio avviso si sta mettendo tanta, forse troppa carne al fuoco, giocatori e tesserati hanno bisogno di certezze".
Si è aperta la discussione alcune settimane fa anche sugli stipendi dei calciatori.
"Non possiamo fare un discorso univoco per un giocatore di serie A e di serie C, cambiano molte cose. Necessario fare distinguo, anche su questo tema c'è da capire le reali decisioni che verranno prese, difficile poterlo dire adesso quando non sappiamo cosa sarà il futuro".
Sembra passato un secolo ormai, ma come giudica il campionato della Pro Patria prima dell'interruzione del campionato per il coronavirus?
"Sono molto contento del percorso della mia squadra, straordinari nella normalità. Era difficile ripetere il torneo della passata stagione, squadra quasi totalmente nuova con molti giovani. Siamo una delle compagini ad aver segnato con il maggior numero di calciatori, esattamente 17, mentre tre di essi hanno siglato il loro primo gol in carriera. Eravamo decimi, quindi c'era la possibilità di partecipare ai playoff, ma il nostro obiettivo era quello di mantenere la categoria e crescere, sono contento perché ho visto progressi su alcuni aspetti su cui abbiamo lavorato, questo per un tecnico è motivo di grande soddisfazione".


