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INTERVISTA TC - Fiorin: "Progettualità e giovani per far ripartire la C"TUTTOmercatoWEB
© foto di Dario Fico/TuttoSalernitana.com
lunedì 27 aprile 2020, 16:00Interviste TC
di Raffaella Bon
per Tuttoc.com

INTERVISTA TC - Fiorin: "Progettualità e giovani per far ripartire la C"

L'ex allenatore dell'Ascoli, Fulvio Fiorin, è intervenuto ai microfoni di TuttoC.com. Il tecnico lombardo, in questa stagione alla guida del Milano City in Serie D, ha detto la sua sulla situazione che sta vivendo la Serie C.

Cosa ne pensi di questa sospensione del campionato e dell'ipotesi di concludere la stagione anticipatamente?
"La sospensione definitiva del campionato di Serie C è opportuna nel momento in cui non si riesce ad assicurare l'applicazione dei protocolli di sicurezza per la salute di tutti gli addetti ai lavori. Per la Serie A e la B è un po'più semplice ma per la C è più difficile, anche per le risorse strutturali ed economiche a disposizione delle società. In questo momento mi sembra la soluzione più plausibile, in una situazione che è già molto complicata".

Giusto bloccare le retrocessioni?
"La Lega Pro si riunirà il 4 maggio e sottoporrà le decisioni più utili e funzionali in merito alle situazioni più controverse. Bloccare le retrocessioni comporterà meno difficoltà nell'accettare un eventuale blocco, però bisogna assicurare anche le promozioni e trovare una soluzione al riguardo. Se fossi allenatore della quarta in classifica preferirei giocare. Penso che qualsiasi allenatore abbia la volontà di giocarsi la promozione sul campo, se si dovesse trovare una soluzione possibile come Coverciano o Novarello, sarebbe giusto arrivare a determinare un verdetto giocando".

Come stai utilizzando il tempo della quarantena?
"Ho approfittato del blocco forzato per aggiornarmi e crescere. Il campionato di Serie C deve esprimere questa volontà di proporre un gioco diverso e portare avanti il discorso legato ai giovani. Se i presidenti comprendessero questo pensiero i loro investimenti sarebbero di qualità e non solo investimenti a rincorrere un risultato che spesso non arriva. Si potrebbe ragionare su un discorso di progettualità che permette di valorizzare anche il soldo che viene investito. L'allenatore è il principale attore di questo cambiamento e deve essere predisposto al miglioramento e non pensare di fare le stesse cose per vent'anni. In una categoria come la C l'allenatore fa ancora più la differenza rispetto alle serie superiori". 

Quali sono le squadre che ti hanno impressionato di più, in negativo e in positivo?
"Monza Reggina e Vicenza avevano già dimostrato di avere qualcosa in più rispetto alle altre e di possedere le qualità per meritare la promozione. Non voglio fare nomi, però ci sono state squadre che hanno investito in maniera sbagliata. In Serie C ci sono tantissimi giocatori che hanno dimostrato di avere valori importanti, per questo l'investimento della società deve guardare ai giovani , guidati da tecnici competenti e con l'inserimento di over che hanno la mentalità giusta per far crescere i ragazzi. Molti l'hanno fatto, altri hanno soltanto impoverito le risorse della società e non hanno dato apporti concreti. Le squadre flop del nostro campionato sono quelle che hanno investito male le risorse, quelle che hanno inseguito una promozione in maniera vecchia, senza guardare al futuro e senza prospettiva futura. La C è un campionato che deve essere valorizzato in riferimento ad una progettualità che deve partire dai presidenti e dai direttori, sono loro a dover dare un'impronta diversa. I tifosi devono apprezzare quello che viene considerato". 

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