INTERVISTA TC - Coppola (AIC): "Giocatori? Impossibile stop di 4 mesi"
Allenati responsabilmente. Potrebbe essere questo il nuovo mantra dell’Assocalciatori nell’immediato futuro. Per rispettare al meglio le disposizioni sanitarie e per evitare il collasso del sistema calcio. TuttoC.com ha intervistato Danilo Coppola, consigliere dell'AIC con delega alla Lega Pro.
Il premier Conte ha detto di ripartire il 18. Il ministro Spadafora ha detto di aspettare per la data certa.
“Molti giocatori sono rimasti sbalorditi dal fatto che chi pratica lo sport più popolare d’Italia non possa tornare ad allenarsi, contrariamente ad altri sport. Se la scelta sarà quella di riprendere il 18 maggio sarebbe importante anche programmare una ripresa graduale, per evitare di farsi trovare impreparati nel momento in cui si potrà tornare a giocare. È comunque fondamentale ricominciare il prima possibile, seguendo ovviamente tutte le precauzioni. A tal proposito mi auguro che tutte le categorie professionistiche possano praticare i protocolli sanitari”.
Quali sono le esigenze dei giocatori?
“Oggi molti di loro avvertono la necessità di allenarsi. Vorrebbero tornare ad avere quanto prima uno stato di forma che permetta loro di poter svolgere la propria attività. È impensabile lasciare un professionista fermo per 4 mesi, al di là degli allenamenti singoli che diverranno liberi dal 4 maggio”.
È però concreta la possibilità di non tornare più in campo per questa stagione.
“Se non si potesse terminare il campionato sarebbe comunque impensabile lasciare dei professionisti fermi fino a luglio. Per quanto possa essere professionale l’allenamento singolo, è importante avere il supporto dello staff tecnico societario per svolgere gli allenamenti. È da tenere presente che aspettare un rischio totalmente zero potrebbe mettere a rischio anche la prossima stagione.
Se le altre attività lavorative saranno aperte, non credo che il problema diventerà il calcio, settore nel quale i controlli saranno sicuramente più stringenti rispetto a molti altri. Certo, di controindicazioni possono essercene tante, penso a un nuovo contagio a campionato di nuovo in corso. Ma dobbiamo trovare la strada per ripartire”.
Nel caso di stop ai campionati, come potrebbe cambiare dal punto di vista numerico la Lega Pro?
“La situazione forse benvoluta sarebbe quella di aumentare il numero di squadre professionistiche, evitando le retrocessioni che sarebbero la cosa più difficile da digerire. Se non ci potrà essere un verdetto dal campo spero in una soluzione meno dolorosa possibile. Una soluzione indolore per tutti non credo potrà essere trovata”.


