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INTERVISTA TC - Pres Casertana: "Mai visto un arbitraggio del genere"TUTTOmercatoWEB
© foto di Giuseppe Scialla
lunedì 26 ottobre 2020, 18:00Interviste TC
di Dario Lo Cascio
per Tuttoc.com

INTERVISTA TC - Pres Casertana: "Mai visto un arbitraggio del genere"

"Non ho mai visto un arbitraggio del genere". Esordisce così ai microfoni di TuttoC.com Giuseppe D'Agostino, presidente della Casertana, dopo le discusse decisioni del direttore di gara Cudini di Fermo nel match di Avellino. "In vita mia è la prima volta. Mi è capitato di assistere a qualche arbitraggio scarso, a direttori di gara in giornata no. Ma qua si è andati oltre. Le immagini parlano da sole, si vede il piazzamento di arbitri e guardalinee. Poi tutto è successo in dieci minuti. Stamattina sono stato anche chiamato da diversi addetti ai lavori che mi hanno manifestato la loro solidarietà dopo aver visto le immagini. Questo dice tutto".

Episodi del genere possono anche influire sul morale della squadra.
"Può succedere che un arbitro o un guardalinee possano sbagliare. Uno o due episodi, ma così a raffica è incredibile. L'episodio del rosso poi è assurdo. Non ha dato calcio di rigore per noi e rosso all'Avellino, sulla ripartenza un'ammonizione, il giocatore ha detto all'arbitro: 'Guarda che era fallo dall'altra parte'. Lui aveva già il rosso in mano e l'ha buttato fuori. Il ragazzo (Hadžiosmanović, ndr) poi piangeva negli spogliatoi, ha ribadito di aver solo detto che era fallo dall'altra parte. Erano passati trenta secondi. Poi ha dato il gol valido con tre giocatori dell'Avellino in fuorigioco. Normale che cose del genere incidano sul morale della squadra, eravamo già in difficoltà per le assenze, senza un attaccante di ruolo. Abbiamo fatto una partita di sacrificio, correndo per 90 minuti, cose del genere rovinano tutto. E non per un errore, che ripeto ci può stare, ma qui è una cosa più grande. Non erano episodi dubbi, bensì evidenti, cose che si vedevano a occhio nudo, senza bisogno di moviola. Ci sono rimasto veramente male, come tutta la squadra. Mister e giocatori mi hanno mandato messaggi, non sanno neanche loro quello che è successo". 

E lei una spiegazione se l'è data?
"Io veramente non saprei dire cosa sia successo. Ripeto: una cosa del genere non l'avevo mai vista. L'episodio dubbio può capitare anche in Serie A e con la VAR. Ma qui sono capitato quattro o cinque episodi in dieci minuti, tutti evidenti. Ci ha fischiato un fuorigioco con il guardalinee vicino al calciatore che partiva due metri dietro la linea dei difensori. Ci tengo anche ad aggiungere una cosa. Dopo questa situazione che si è creata ieri, non bella, fermo restando che l'Avellino avrà capito di aver vinto grazie a queste sviste arbitrali, cosa che può succedere ed è capitata a tutti, la cosa più grave è stata che non ho visto una sola testata di Caserta che si sia fatta sentire. E questo è grave. Non si deve andare a favore di Giuseppe D'Agostino, ma della Casertana". 

Al di là di questa gara sfortunata, come giudica l'avvio di stagione della Casertana?
"Sapevamo di dover affrontare un avvio di campionato complicato. Abbiamo affrontato le prime della classifica, tutte squadre che puntano a vincere il torneo. Abbiamo giocato sempre in trasferta, avendo dovuto giocare ad Avellino. Speriamo domenica di giocare al "Pinto". In queste condizioni, con una squadra giovane come l'abbiamo e con le assenze, ieri potevamo vincere tranquillamente. Così come era accaduto con la Ternana, quando stavamo in vantaggio 2-0 e poi c'è stato quell'errore del portiere, che ci può stare. Credo che abbiamo fatto fin qui non bene, di più. Ci manca la vittoria ma per come stiamo giocando, con la squadra concentrata e il gruppo unito, credo che arriverà molto presto". 

Da presidente e imprenditore, quanto pesa economicamente il momento? Ora tornerete al "Pinto" ma lo farete a porte chiuse.
"In Lega Pro una società si può dire che ha tre soci: il 30% sono i tifosi, il 30% gli sponsor e il 40% il presidente. Togliendo gli sponsor, perché in questo momento non si fa pubblicità, e i tifosi che per adesso non possono entrare allo stadio, il 100% è sulle spalle dei presidenti. Tutto qua. Andare avanti è molto difficile, sia per chi gioca per salvarsi sia per chi punta a vincere. Consideriamo anche tutti i tamponi e i protocolli. Credo che se riusciremo a uscirne indenni, noi in Serie C meriteremmo un premio Nobel". 

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