Campobasso, mister Provenza si presenta a TLP: "Costruiremo una squadra giovane e di qualità. L'eredità di Cosco? Lascio ogni risposta al campo"
Arrivare a Campobasso dopo un tecnico amato come Vincenzo Cosco non è assolutamente facile, aldilà di qualsiasi analisi sui risultati ottenuti e le prestazioni offerte sotto la gestione dello "Special Wolf". Nicola Provenza ha però accettato senza remore la sfida lanciatagli dal vecchio amico Enrico Coscia, con cui ha mosso i primi passi da allenatore nelle giovanili della Salernitana e che ora è a capo dell'area tecnica rossoblu. "La sua presenza è stata un fattore determinante nell'accettare la proposta del Campobasso" ha detto il medico salernitano in un'intervista esclusiva per TuttoLegaPro.com. Un progetto ben chiaro, quello che il patron Ferruccio Capone intende portare avanti, fondato su una squadra giovane e di qualità. "Ci sarà un 75-80% di giovani, con l'innesto di giocatori di categoria in tutti i reparti" ha precisato l'ex Catanzaro e Gela, che nel giorno della sua presentazione ufficiale non si lascia andare a facili proclami per richiamare le masse, ma è estremamente realista su quella che è la situazione del club molisano. "Non vendo fumo. Aspettiamo la composizione dei gironi e il livello del campionato per fissare gli obiettivi" ha proseguito Provenza, che però una promessa la fa: "Ci racconteremo attraverso le prestazioni e rispetteremo il blasone di questa società".
Innanzitutto, benvenuto mister: sensazioni e aspettative per la nuova avventura a Campobasso?
"Questa sfida incomincia con una prerogativa chiave: fare calcio con realismo, in sintonia col direttore Coscia e la proprietà, che vuole puntare sui giovani e dare vita ad un progetto in prospettiva futura".
Mister, lei raccoglie l’eredità di un tecnico molto amato dalla tifoseria come Vincenzo Cosco. Cosa farà per non far rimpiangere lo “Special Wolf” tra la tifoseria rossoblu?
"Il Campobasso viene da una stagione travagliata aldilà dei rapporti tra la società e la tifoseria. So di arrivare in un momento in cui l'ambiente non è sereno. L'unica garanzia che posso dare in questo momento è che affiderò ogni risposta al campo, puntando sempre su giocatori motivati e vogliosi di dare il loro contributo per il bene del Campobasso".
Lei arriva a Campobasso in un momento molto delicato: i rapporti tra Capone e i tifosi non sono idilliaci, è in atto una rivoluzione nell’organigramma societario, e dopo il campionato di transizione dello scorso anno la piazza vuole lottare per obiettivi importanti. E’ consapevole di aver accettato una sfida difficile?
"Sinceramente non voglio esprimere giudizi su quello che è successo prima. Ognuno ha il suo ruolo e la sua etica, ed è difficile mettersi nei panni degli altri. Ciò che mi interessa è che oggi c'è da affrontare una realtà economica particolare, quindi non voglio fare voli pindarici. Garantisco il rispetto per il blasone del Campobasso, una piazza che ha tutte le potenzialità e la passione per costruire un futuro importante. Potrei strombazzare obiettivi, ma sarebbe come tradire la fiducia della piazza. Trasparenza e coerenza prima di tutto".
Cosa c’è nella valigia di Nicola Provenza? Quali idee vuole trasmettere a questa squadra?
"Dare un'impronta di gioco ben definita. Fare identificare i giocatori con la piazza e fargli rispettare la tradizione calcistica di questa città. Voglio partire col piede giusto e creare entusiasmo nel gruppo. Trascineremo la gente allo stadio con le prestazioni e cercherò di ottenere risultati sia sportivi che morali, una cosa che ho sempre lasciato in eredità nelle società in cui ho lavorato".
Con Enrico Coscia e il patron Capone avrete iniziato a programmare la prossima stagione: quali sono le prime indicazioni sulla squadra che sarà?
"Questi sono discorsi che affronteremo più in la. In questo momento il direttore sta lavorando sul versante societario per definire bene i ruoli nell'organigramma. Il target dei giocatori che proveremo a prendere è: ottima qualità tecnica ma soprattutto grandi motivazioni. E' ancora presto per fare nomi, ma Coscia ha degli ottimi rapporti con molte società di Serie A e B. Mi auguro che la composizione dei gironi si delinei al più presto e che i contenuti tecnici siano consoni ad una categoria professionistica".
Mister, una sua riflessione sullo scandalo scommesse che ha travolto il mondo del calcio a tutti i livelli dalla Serie A alla Lega Pro?
"Il calcio è lo specchio della società in cui viviamo, quindi esiste la necessità di dare dei segnali forti per provare a cambiare le cose in meglio. Gli addetti ai lavori devono raccontare il calcio in modo realistico senza mistificare, a tecnici e dirigenti spetta il compito di dare sempre il buon esempio".


