Finali Lega Pro: il rendez vous ha inizio
In questo "giugno matto", meteorologicamente parlando, domenica si inizierà a calare il sipario su un'altra stagione di Lega Pro, con l'evento per eccellenza: le finali. Solo due squadre gioiranno, le altre saranno condannate ad una nuova stagione in terza serie. Finora tutte le partite sono state molto godibili, confidiamo negli attori protagonisti perchè ci regalino ulteriori emozioni.
Prima di andare nello specifico, lasciateci fare un enorme plauso a Davide Zomer, portiere del Sudtirol, artefice di una scorrettezza che tutti ormai conoscono (fallo su un giocatore del Ravenna al 95° che è costato il rigore che ha condannato i biancorossi alla 2a Divisione). Le sue parole nei giorni scorsi sono state un bagno di umanità e umiltà che hanno cosparso di lealtà tutto il marcio che sta uscendo in queste ore. Dal punto di vista umano siamo vicini a Marco Paoloni, perchè è entrato in un meccanismo più grande di lui subendone le conseguenze devastanti, ed è proprio a lui che vogliamo dedicare le parole del portiere degl altoatesini: “Mi assumo tutte le responsabilità. Non ci sono giustificazioni per quello che è successo. Chiedo scusa a società, allenatore, compagni di squadra e tifosi. Sono un uomo distrutto in questo momento". In pratica come rendere umana una sconfitta così atroce restando uomini.
> 1^ Divisione Girone A (gare di andata):
La finale sarà tra Salernitana, uscita vincitrice dallo scontro diretto contro l'Alessandria, contro il Verona, che ha eliminato il Sorrento.
Le due partite promettono oltre che grande spettacolo anche cornici di pubblico degne di miglior categoria. A Salerno in queste ore si vive l'ansia della vigilia, con Breda che cerca in tutti i modi di isolare la squadra dall'entusiasmo che gli gira intorno. Il tecnico di Treviso sa bene che saranno 180 minuti pesanti sotto tutti i punti di vista. Ciò che hai fatto finora non conta più. Sono due partite da giocare senza limitarsi a nulla, uscendo dal campo sapendo che hai dato tutto.
A Salerno la retrocessione è stata vissuta con molta compostezza da una tifoseria che nel corso degli anni è molto maturata. Questa è stata una spinta ulteriore per la società per far partire un progetto, seppur tra mille mugugni, di pronta risalita in B. Molti i giocatori che sono stati ceduti per via dei loro contratti pesanti (Pestrin, Merino su tutti), facendo largo ai giovani e lasciando qualche "anziano" (Fava) fare da chioccia al gruppo che si andava formando. L'arrivo di Fabinho e l'esplosione di un talento come Ragusa (scuola Genoa. Ne sentiremo parlare presto), sono due colpi eccezionali operati dal direttore sportivo Salerno, uomo di calcio che conosce molto bene dove andare a pescare. Pensiamo di non dire un'eresia se diciamo che se la Salernitana si trova in finale, il merito è anche suo. In una situazione a livello societario sempre molto incerta, con personaggi ambigui (vedi Joseph Cala) che hanno sfruttato l'amore di una città per la propria squadra, dileguandosi alla stessa velocità con cui erano arrivati, lui ha tenuto testa, divenendo il punto d'incontro tra le richieste della piazza e il gruppo, adesso ne sta raccogliendo i frutti.
Senza dimenticare che a Dicembre Breda era dato per esonerato (in città già si parlava di Campilongo). Nonostante questo, lui ha continuato imperterrito, toccando il fondo nel derby perso contro il Sorrento all"Arechi" per 4-1. Da quel momento la squadra ha cambiato marcia, disputando un girone di ritorno da autentica protagonista. In una conversazione su una radio, il tecnico si è voluto sfogare proprio su questo: Noi ci abbiamo sempre creduto, gli altri un po meno. Più chiaro di così...
Le ultime notizie riguardo la trasferta dei tifosi granata vedono un dietrofront del Casms, che dopo aver permesso la vendita libera in tutta Italia dei biglietti, notizia di queste ore, ha proibito la trasferta a chi non è munito di tessera del tifoso. Dando però il via libera a chi, nelle giornate scorse, ha preso il tagliando prima del divieto. Ci mancava solo questa in un clima già di per se carico di molteplici significati, come lo può essere una finale di Lega Pro.
Nella città di Romeo e Giulietta, tutto è pronto per un grande evento. I tifosi sperano in un risultato diverso da quello della scorsa stagione contro il Pescara (pareggio interno per 2-2, sconfitta 1-0 al ritorno) per festeggiare un ritorno in B che nella città scaligera manca da ben 4 anni. Sono state per loro stagioni amare, giocate su campi che mai nessun tifoso avrebbe immaginato di veder la propria squadra giocare. La società ha costruito una squadra ottima, anche troppo, per un campionato di Lega Pro. Negli scorsi mesi abbiamo criticato la dirigenza veneta, perchè a nostro modo di vedere era stata costruita una squadra di serie B in un campionato di Lega Pro. Chissà che non veniamo piacevolmente smentiti.
L'arrivo di Mandorlini ha permesso al Verona di spiccare il volo. La squadra, guidata ad inizio stagione da Giuseppe Giannini, sembrava non riuscire ad assimilare i suoi schemi. I risultati con il passare delle Domeniche non arrivavano e la società, dopo 12 giornate, si è vista costretta al cambio alla guida tecnica. Martinelli, dopo essersi consultato con i responsabili societari ha affidato la squadra all'ex alllenatore del Cluj. Mandorlini in Lega Pro ha sempre fatto molto bene. A Verona il suo lavoro è molto stimato e l'ambiente apprezza la sua professionalità.
Berrettoni e Ferrari da una parte, Ragusa Carrus e Fava dall'altra, una sfida nella sfida che ci regalerà parecchie emozioni.
> 1^ Divisione Girone B (gare di andata):
La finale in questo girone sarà tra Juve Stabia e Atletico Roma. Le vespe e i romani hanno sofferto le pene dell'inferno in due semifinali che li hanno visti eliminare Benevento e Taranto.
In un certo qual senso è una finale sorprendente che nessuno ad inizio stagione si sarebbe immaginato.
La squadra gialloblù ha disputato un campionato eccellente, costruendo nel girone di ritorno un mosaico che l'ha portata in finale. Il "Menti" è stato per loro il valore aggiunto (12 vittorie, il massimo, come Taranto e Nocerina). Questi dovrà essere ancora una volta fondamentale per la riuscita di una storica promozione in B (manca da quasi 60 anni). Già la scelta dell'allenatore, Piero Braglia, doveva far capire che quest'anno gli stabiesi non erano stati costruiti per fare le comparse. L'ambiente non sta nella pelle al solo pensiero di potersi confrontare con l'Atletico Roma per la serie B, anche se in città regna la cautela, più che altro scaramantica. La vendita va a gonfie vele e già sono stati venduti più di mille tagliandi. Si prospetta uno stadio completamente esaurito in ogni ordine di posto. Mancherà Mezavilla oltre a Di Cuonzo nelle file dei locali, con Braglia preoccupato anche dei diffidati (Colombi, Maury, Danucci, Scognamiglio, Corona) che rischiano di saltare la finale di ritorno (le ultime voci dicono che si giocherà a Rieti).
I romani, costruiti già dalla scorsa stagione per un campionato di vertice, arrivando in Prima Divisione dopo aver vinto la finale play off contro il Catanzaro, sono stati artefici di una stagione sempre nelle prime posizioni. Partenza sprint la loro, con cinque vittorie consecutive. Mai fuori dai play off per tutta la stagione, nonostante un passaggio a vuoto che li ha visti costretti ad esonerare Incocciati, affidando la prima squadra a Chiappara. Questi dal suo arrivo ha infuso nuovi stimoli ad un gruppo che rischiava seriamente di mandare all'aria quanto di buono fatto fino a quel momento. L'Atletico paga il fattore "Roma e Lazio" avendo un seguito molto basso, però questo non è mai stato un problema per loro, anzi lo hanno sfruttato come un fattore di tranquilltà e adesso vogliono regalarsi un sogno: la terza società di Roma in serie B, sarebbe davvero molto intrigante come cosa.
La velocità di Babù e Franchini saranno l'arma in più usata dalla squadra romana per impensierire la difesa stabiese. Dall'altra parte, Corona si augura di regalarsi una delle ultime soddisfazioni della sua carriera. Mbakogu sarà l'altra bocca da fuoco da tenere a bada per la difesa romana.
> 2^ Divisione (gare di ritorno)
Siamo già alla finale di ritorno qui, essendo partiti una settimana prima. Tre squadre, tra Feralpi Salò e Pro Patria, Carrarese e Prato, Trapani e Avellino, festeggeranno domenica sera la promozione in Prima Divisione. Saranno novanta minuti di fuoco, con la voglia di promozione come chiodo fisso dei protagonisti in campo.
A Salò, in un ambiente tranquillo per eccellenza, tutto è pronto per una finale di ritorno contro una Pro Patria che si gioca tutto, compreso il suo futuro, in novanta minuti.
Nel match dello "Speroni" la Feralpi Salò ha dato dimostrazione di enorme maturità, non solo uscendo imbattuta dal campo, giocando in maniera intelligente sul campo di una squadra che non più tardi di 20 giorni fa aveva fatto 5 reti alla Pro Vercelli. Questo può essere un fattore fondamentale, ma attenzione alla voglia di riscatto dei tigrotti biancoblù.
Novelli recupera Calzi ed Anania ma non avrà Pacilli, squalificato per due turni, oltre a Nossa. La sua assenza nella gara di andata si è sentita, perchè l'attacco ha perso quella imprevedibilità che il guizzante giocatore poteva dare con i suoi dribbling ubriacanti. Vedremo quanto peserà sull'economia della partita di Salò, il rigore fallito da Serafini domenica scorsa.
A Carrara, il Prato arriva dopo aver vinto l'andata per 1-0 (autorete di Benassi). Domenica allo "Stadio dei Marmi" ci sarà un clima elettrizzante. La Carrarese confida, tramite le parole del tecnico Monaco, nella propria tifoseria per vincere la partita che potrebbe riportarli in Prima Divisione dopo parecchi anni di delusioni cocenti. In città c'è la caccia al biglietto per un evento storico. Il tecnico apuano nasconde bene nelle sue interviste la non particolare forma della sua squadra. Siamo certi che la lunga corsa con il Carpi a livello nervoso ha scaricato la squadra, però l'allenatore dai suoi vuole novanta minuti a tutta senza risparmiare neanche una goccia di sudore.
Tornerà nelle file dei padroni di casa il bomber Gaeta, autore con i suoi gol di un campionato al di sopra di ogni sua più rosea aspettativa (21 gol in 23 partite per lui. Record di gol nella sua carriera). Il suo posto là davanti sarà un aiuto in più per battere i cugini. Monaco nel contempo perderà Vigiani e Duravia per squalifica. Enormi grattacapi in vista per lui sull'11 da schierare in campo. Vigiani dava quella profondità utile alla manovra apuana, mentre Duravia era un jolly molto importante nello scacchiere tattico della squadra di Monaco
Il Prato, arriva a questa finale di ritorno con il morale alto, giocando una finale di andata in maniera giusta, senza gettarsi a capofitto ma aspettando il momento giusto per colpire.
Rientreranno Lamma De Agostini e Sacenti, però mancherà Varutti, l'eroe della sfida contro L'Aquila. Il ragazzo paga la sua inesperienza. Un vero peccato che mancherà proprio lui.
A Trapani ci sarà l'ultima finale dei tornei professionistici. I ragazzi di Boscaglia, protagonisti di due stagioni memorabili, con la prospettiva di una doppia risalita, dalla D alla Prima Divisione.
Per farlo ha bisogno di vincere contro l'Avellino. Irpini che all'andata hanno giocato bene dalla cintola in su, ma dietro hanno corso rischi gratuiti che in una partita di finale rischi seriamente di pagare molto caro. Vullo conosce la sua squadra e le sue potenzialità e pretenderà dai suoi una prova di carattere. Mancano novanta minuti, il pallone per ogni minuto che passa scotterà sempre più, ed è proprio in questi frangenti che si vedono i veri uomini. Mancherà Filippi, il capitano, nelle file del Trapani con Boscaglia che dovrà trovare il sostituto adatto per sopperire alla sua assenza, mentre gli irpini saranno in formazione tipo per domenica. Ci è molto piaciuta la formazione siciliana al "Partenio" avendo anche fatto tesoro degli errori della gara di campionato. Una piccola annotazione statistica: Avellino imbattuto in questa stagione con i siciliani, due vittorie ed un pareggio. Anche questo conta in novanta minuti da dentro o fuori.
Adesso tocca a voi.


