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Aversa Normanna, mister Romaniello si presenta a TLP: "E' una grande gioia. Mi sento parte di questa famiglia. I miei giovani cresceranno in fretta"TUTTOmercatoWEB
© foto di Anto.Abbate/TuttoLegaPro.com
martedì 14 giugno 2011, 08:30Interviste TC
di Claudio Gallaro
per Tuttoc.com

Aversa Normanna, mister Romaniello si presenta a TLP: "E' una grande gioia. Mi sento parte di questa famiglia. I miei giovani cresceranno in fretta"

Capitano e bandiera sul campo, seguendo le orme dell'indimenticato papà Gaetano, poi tutta la trafila nelle giovanili. Nicola Romaniello ce l'aveva nel destino la panchina dell'Aversa Normanna. Il suo sogno si è materializzato ieri, in un periodo di vacche magre per l'intero panorama calcistico italiano, ma questo non scalfisce minimamente l'orgoglio di allenare la squadra della sua città. "Per un aversano è un onore essere l'allenatore dei granata, anche se so che non sarà un compito facile" ha detto Romaniello in esclusiva per TuttoLegaPro.com. Sullo sfondo Aversa e Casertana stanno lavorando per dare vita ad un progetto calcistico provinciale, che convogli tutte le forze economiche e il bacino d'utenza sotto un'unica bandiera. Dopo i tentativi andati a vuoto negli ultimi anni, questa potrebbe essere la volta buona anche se i tempi per iscriversi al prossimo campionato di Seconda Divisione sono strettissimi. Le parti si dovrebbero incontrare nella giornata di oggi in Comune per capire se ci sono tutte le condizioni per trovare un accordo lampo che estenda i confini del calcio da Aversa a tutta la provincia.

Mister, prime sensazioni da nuovo allenatore dell’Aversa Normanna?
“E’ una grande gioia, soprattutto per me che sono di Aversa. Ringrazio immensamente questa società di questa possibilità. Per me è un onore allenare la squadra granata, anche se so che non sarà un compito facile. Allestiremo un organico con ottimi giovani e qualche “vecchio”. Ci metterò tutta la mia buona volontà per riuscire a centrare gli obiettivi”.

Credo che per lei, bandiera da giocatore e figlio di un allenatore che rimarrà per sempre nella mente di tutti gli aversani, arrivare sulla panchina granata abbia un significato unico…
“Se me l’avessero chiesto, non pensavo minimamente che potessero scegliere me. E’ stata un’opportunità che non potevo rifiutare perché mi sento parte di questa società da una vita”.

L’anno prossimo la società continuerà a sposare la linea verde: lei che ha già lavorato coi giovani nella Berretti e negli Allievi, come pensa di approcciarsi a loro per farli rendere al massimo delle loro potenzialità?
“Nell’Aversa ci sono giovani che hanno già due-tre anni di esperienza tra i professionisti e con loro ho un ottimo rapporto. A quelli che si affacceranno per la prima volta cercherò di far capire che in Lega Pro bisognerà crescere e maturare in fretta perché rispetto ad un campionato giovanile ci sono una serie di fattori ambientali che possono condizionare il rendimento in campo”.

Sono giorni decisivi per il futuro del calcio casertano. Cosa pensa del progetto di dare vita ad un’unica realtà calcistica provinciale?
“Io penso a fare l’allenatore, che è già un compito arduo. Sono questioni di cui si occuperà la società”.

Spostiamoci sul campo: quali idee di gioco metterà subito sul rettangolo verde. Predilige uno schema di gioco in particolare?
“Inutile dire che sceglierò il modulo da attuare in base ai giocatori e al potenziale che avrò a disposizione. Allenare nelle giovanili è diverso, là puoi permetterti di divertirti e giocare sempre la palla. Là è più importante far crescere il ragazzo, mentre ora bisognerà ottenere anche i risultati”.
 

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