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Play off: le emozioni di un calcio mai figlio di un Dio minoreTUTTOmercatoWEB
© foto di Anto.Abbate/TuttoLegaPro.com
lunedì 13 giugno 2011, 20:05Il Punto
di Daniele Mosconi
per Tuttoc.com

Play off: le emozioni di un calcio mai figlio di un Dio minore

90 minuti alla fine di questa turbolenta stagione. Mai come quest'anno i play off ci stanno regalando emozioni indimenticabili. Soprattutto per chi ama il calcio. Partite tiratissime e nessuno che si accontenta del golletto. E' già uno scatto in avanti verso un calcio finalmente migliore. La strada è lunga, districata di ostacoli, ma questo inizio è positivo.
Una cosa lasciatecela rimarcare senza dubbio: gli spettacoli degli stadi pieni come non mai sono il segno che la gente ha voglia di freschezza e di novità positive.

> 1^ Divisione Girone A:

Il Verona ospitava la Salernitana nella finale di andata dei play off che porteranno domenica prossima una in B, mentre l'altra dovrà leccarsi le ferite e ripartire.
Alla fine a gioire è la squadra di Mandorlini, con un secco 2-0, mette una seria ipoteca ad una serie B mai così vicina.
La settimana era stata vissuta tra polemiche e incomprensioni che fanno parte del gioco, l'importante che non prendano il sopravvento su quello che accade sul campo.
Il campo ha parlato in maniera inequivocabile: il Verona ne ha di più. Tutto il collettivo scaligero ha giocato meglio di una Salernitana mai così brutta in questi play off.
Nell'andata contro l'Alessandria, la squadra di Breda non ci era piaciuta ma aveva dato una parvenza di reazione al gol ospite. Al "Bentegodi" invece si è assistito ad un monologo della squadra di casa. Il Verona ha giocato come il gatto con il topo, rendendo vano qualsiasi tentativo della squadra di Breda di raddrizzare la partita. Tutti gli uomini di Mandorlini hanno schiantato, sia sul piano del gioco che sul ritmo la Salernitana. Hallfredsson ha giocato come poche volte si è visto quest'anno. L'islandese ha coniugato quantità e qualità. Da rimarcare anche la prova di Ferrari, autentico protagonista di questi play off (4 reti finora) e di Rafael, decisivo sul colpo di testa di Fava alla mezz'ora del primo tempo. In queste partite le motivazioni contano tantissimo. Breda a fine partita ha fatto una disamina molto cruda della situazione, lasciando la porta aperta alla rimonta e confidando nella spinta di un "Arechi" che farà di tutto per essere ancora più ostico del previsto per il Verona. Il tecnico di Treviso ha rimarcato il fatto che la sua squadra sia stata molto contratta e quasi impaurita delle responsabilità che la partita le imponeva.

> 1^ Divisione Girone B:

Al "Menti" di Castellammare si sfidavano la Juve Stabia e l'Atletico Roma. E' finita con un risultato di parità (0-0) che se da un certo punto di vista scontenta tutti, dall'altro lascia aperta la porta ad un ritorno dove potrà accadere di tutto. Lo stadio mostrava un colpo d'occhio degno di nota, a dimostrazione che questa squadra quest'anno ha saputo conquistare il cuore anche degli scettici. Non c'era un posto libero neanche sui balconi davanti lo stadio. Sul campo dopo un inizio traballante dei romani, con le vespe pronte a pungere, si è visto un Atletico Roma sicuro di sé. Chiappara in queste settimane ha fatto un lavoro impressionante, dando una sicurezza alla sua squadra che affronta le partite con la tranquillità di essere veramente forte.
Il centrocampo dei capitolini, guidato con maestria da Baronio, ha dettato i ritmi non consentendo alla squadra di Braglia di giocare come voleva.
La Juve Stabia aveva preparato la partita per aggredire le fonti di gioco della squadra ospite, ma l'Atletico Roma ha dato alla partita quel ritmo che le era consono.
Lo 0-0 poteva essere sbloccato da un probabile rigore non fischiato su Raimondi, ma crediamo che il pareggio fosse il risultato più giusto.
A Roma tra 7 giorni si vivranno gli ultimi intensi novanta minuti di una stagione, per chiunque delle due vincerà, da incorniciare.
Il presidente stabiese Manniello si è scagliato contro i "poteri politici" in grado di influenzare l'arbitro, a suo dire reo di non aver fischiato il rigore alla Juve Stabia.
Noi crediamo che sia arrivato il momento di parlare chiaramente. Troppo spesso in questo paese si ragiona molto contro e mai per. Non si costruirà mai nulla se all'interesse collettivo del calcio in generale, ma non solo, si antepone il particolare del singolo. Le parole del presidente sono state dettate da una emotività che da un dirigente di una società finalista dei play off, con le telecamere rai a riprendere la partita, non ci saremmo aspettati. Se dall'alto gli esempi sono questi, poi è inutile lamentarsi che il calcio non cambia mai. Noi cosa facciamo per cambiarlo? Iniziamo a coltivare una cultura sportiva che porti dei frutti, non domani, ma da adesso. Cerchiamo di sforzarci di non vedere il marcio anche dove non c'è. Non alziamoci sempre sul trespolo mediatico dicendo: furto, scandalo, vergogna. Alziamoci e diciamo qualcosa di diverso dalla vulgata generale. Gettare veleno dappertutto non porta altro che a respirarlo anche noi. Ci conviene tutto ciò? Noi, nel nostro piccolo non faremo mai distinzioni, ci batteremo per una cultura sportiva diversa. Ci riusciremo? Non ha importanza, l'importante è aver gettato il sassolino nello stagno. L'Atletico Roma senza tanti proclami del caso, è sceso al "Menti" giocandosi la sua partita; non crediamo che abbia rubato nulla, anzi se vinceva nessuno avrebbe gridato allo scandalo. La sceneggiata intrapresa dal presidente stabiese non fa onore ad una città che ha vissuto una pagina bellissima di calcio. Ed è questo che ci piace di più, il resto è, ce lo permetta presidente, aria fritta. Anzi fossimo stati in lei, davanti alle telecamere avremmo detto: vedete questi splendidi tifosi? Questi meritano la serie B. Se arriverà faremo una squadra degna della cadetteria, se non sarà così, dinanzi a tutto questo amore, noi promettiamo di triplicare gli sforzi per una squadra ancora più forte e protagonista anche nel prossimo campionato.
Quanto dovremo attendere per poter sentire un presidente di una società di calcio dire queste cose?
Si goda una tifoseria splendida, per novanta minuti non ha smesso un attimo di incitare i propri beniamini, si goda questi giocatori, consci di essere inferiori alla squadra avversaria, si sono battuti fino alla fine.
E non dimentichi che c'è anche il ritorno. Tutto è ancora aperto.


> 2^ Divisione:

Le finali di ritorno hanno decretato le promozioni in Prima Divisione. Due conferme ed una sorpresa chiudono il sipario ad una stagione in Seconda Divisione, mai così appassionante.
La Feralpi Salò ha vinto ed è promossa, per la prima volta, in Prima Divisione. La squadra di Rastelli ha coronato un sogno che nessuno osava neanche pensare ad inizio stagione. La dirigenza ha saputo lavorare in silenzio senza tanti clamori costruendo un gruppo affiatato che ha avuto in capitan Quarenghi e Bracaletti le stelle principali.
Il vantaggio della Pro Patria con Serafini dal dischetto (facendosi perdonare l'errore dell'andata) impone alla squadra verdeazzurra di giocare in maniera diversa.
La squadra di Rastelli non si dà per vinta e anche se in 10 per l'espulsione di Collicchio, nella ripresa comincia a spron battuto e trova il pareggio con Bracaletti che da due passi fa secco Anania. L'errore dei tigrotti è stato quello di sedersi, convinti che il più fosse fatto ormai. In precedenza anche una traversa colpita da Graziani su tiro di Quarenghi respinto da Anania. Il pareggio non accontenta la squadra di casa che continua a giocare per vincere. Dell'Acqua non trova di meglio che farsi sbattere fuori, riportando la parità numerica in campo. La Feralpi rimane anche in 9 per l'espulsione di Zanola. Quando ormai tutto lasciava presagire i supplementari, Meloni rubava palla e involatosi dinanzi ad Anania, lo fa secco e fa esplodere di gioia gli sportivi salodiani.
Meloni ha una storia particolare da raccontare. Fu preso dalla Spal per rimpiazzare Rachid Arma, che aveva deciso di giocarsi le sue carte in B. Il ragazzo venuto dalla Sardegna non ha mai fatto il salto di qualità. Anche a Salò ha trovato difficoltà con il gol, ma è riuscito a ritagliarsi un angolo di storia della Feralpi.
Per la squadra di Novelli è un duro colpo. Adesso tutto si complica maledettamente. Noi ci auguriamo che chi di dovere salvi una società blasonata come la Pro Patria. Alla tifoseria bustocca ci sentiamo di dire: siate orgogliosi di questi giocatori. La Lega pro quest'anno con squadre come Alessandria e Pro Patria su tutte, con situazioni societarie alle spalle davvero critiche, ha reso il calcio molto più umano. Dimostrando a tutti quei soloni che straparlano e basta senza muovere un dito, che i veri problemi del calcio di oggi sono questi.

Alla fine la Carrarese ce l'ha fatta. La sconfitta di Prato non ha avuto conseguenze nefaste e dopo tante delusioni è arrivato il momento per gli apuani di gioire. Il risultato viene sbloccato da un gol di Benassi. Il difensore si prende la rivincita con gli interessi dopo essere stato suo malgrado, il marcatore, nella porta sbagliata, della finale di andata.
Il gol della definitiva promozione lo segna Corrent. Per il Prato un'altra stagione segnata dal rammarico per non essere riuscito a fare quel che dopo la finale di andata sembrava possibile.
Bellini e i suoi sapevano che affrontare la Carrarese sarebbe stata dura. Ci hanno provato, ma il campo ha detto gialloblù. Solo chi si sa rialzare dopo una sconfitta può dichiararsi vincente.

Al "Provinciale" di Trapani è andata in scena oltre che la festa del Trapani, vincente per 3-1 contro l'Avellino, anche la festa dello sport. All'andata la tifoseria irpina aveva pranzato con quella trapanese. Al ritorno i siciliani hanno ricambiato la cortesia, in un clima di festa che fa bene al calcio. Essere sconfitti sul campo ma vincenti nello sport e nella vita. E' questo uno dei messaggi più belli che il calcio di Lega Pro ha saputo darci in questa stagione.
Sul campo il Trapani ha vinto con pieno merito dimostrando di essere squadra quadrata che ha saputo sfruttare fin dall'inizio della partita le chance che gli sono capitate. L'assenza di Filippi non ha provocato sconquassi nello scacchiere di mister Boscaglia. Il gol del vantaggio dopo pochi minuti di gioco lo segna Barraco, che dal dischetto trasforma un rigore per un fallo, molto ingenuo, del difensore irpino Bruno, che colpisce la palla con la mano nonostante fosse da solo in area.
L'Avellino non si arrende e va vicino al pareggio in un paio di occasioni. Mastrolilli, entrato al posto di Perrone, fa il 2-0 indisturbato in area di rigore.
L'espulsione di Ricci scombussola non poco i piani di mister Vullo, ma questi continua ad incitare i suoi che arrivano al gol della speranza con Vicentin dal dischetto.
Arrivano i supplementari, non prima che il Trapani si divori per ben tre volte la possibilità di chiudere il discorso al novantesimo.
Al supplementare arriva l'eurogol di Pirrone che regala al Trapani una promozione in Prima Divisione che mancava da ben 14 anni. Un doppio salto di categoria (dalla D alla Prima Divisione) che conferma la bontà del progetto granata. L'Avellino ha dato tutto quello che aveva e non può recriminare in nulla. L'arrivo di Vullo nel complesso dei risultati acquisiti forse doveva avvenire prima. Però sappiamo che la storia non si fa con i se e con i ma.

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