INTERVISTA TC - Vulpis: "Seregno e Teramo? Fulmini a ciel sereno. Cosa farei in futuro"
Il caso Seregno, un bilancio a quasi un anno dall'elezione, i diritti TV e il futuro approdo della Serie C nel mondo degli E-Sports. Marcel Vulpis, vicepresidente vicario di Lega Pro, risponde a 360° alle domande di TuttoC.
L'11 gennaio sarà un anno da vicepresidente: il bilancio alla data di oggi?
“Sempre positivo, è una bella esperienza per me ed è la prima volta che un giornalista entra nel sistema calcio, cioè che lo vive da dentro. Per quanto si possa essere bravi nell’analizzare conti o situazioni di politica sportiva, dentro si ha una percezione di realtà ‘aumentata’, in tutti i sensi. Vedi dal vivo come determinati processi si sviluppano: è un’esperienza secondo me unica. Per quanto, poi, sul marketing, abbiamo un eccellente professionista come Flavio Faré, ex commerciale del Milan e del Como, mi piace intervenire in prima persona. Ho una testa da abatino, da operaio: sono uno che ci mette la faccia. Se coordini un’area, secondo me, devi essere il primo a dare l’esempio. Devi essere generale ma anche soldato”.
Dal punto di vista dell’immagine, quanto è difficile gestire vicende come quella del Seregno o magari quella del Teramo?
“È difficile, perché sono stati sinceramente dei fulmini a ciel sereno. Almeno, alcuni di questi casi lo sono stati. Mi aspetterei, come prassi, tra l’altro, che chi entra nell’acquisizione di quote, specie sopra il 10 per cento, sia consapevole di cosa stia per andare a fare. Sia dalla parte del venditore, sia da parte del compratore. Penso che in futuro, e parlo di tutte le Leghe, ci sia bisogno, in determinati momenti ‘sensibili’ come appunto la cessione di quote di maggioranza di un club, che chi sta per vendere presenti il nuovo azionista al presidente di Lega, prima della firma dal notaio per la cessione delle quote. È importante conoscere e relazionarsi con il nuovo investitore, che sia italiano o straniero: il contatto umano, anche il semplice pranzo di lavoro, ti dà la possibilità di capire la psicologia del soggetto che hai di fronte, quali sono i suoi investimenti, e, se sei bravo a fare le domande giuste, anche se possano esserci eventualmente delle criticità”.
Restiamo alla vicenda Seregno: c’è secondo lei qualcosa che la Lega poteva fare e non ha fatto?
“Rispondo guardando al futuro, indietro non si torna. Facciamo finta che domani un club X o Y inizi a creare delle potenziali criticità alla Lega, soprattutto in termini di brand reputation. Se dovesse succedere, sarei il primo a convocare il presidente di club in questione. Facciamo finta che nasca un contrasto relativo alla mia persona: preferirei che ci fosse un incontro a Firenze, e se non dovesse essere risolutore andrei sul campo. È una cosa che ti aiuta a capire alcune cose. Se dovessero nascere criticità, diventerebbe importante intervenire immediatamente. Non rispondo sul Seregno, sia chiaro, ma sul futuro: sono molto interventista per natura, non aspetto che le cose succedano e non lascio che vadano in una determinata maniera. Spero che non succeda, ovviamente, ma nel caso vi dico che il ‘caso Seregno’ non si replicherebbe. L’aspetto positivo che ho notato è che, dovunque sono andato, e sono sicuro che questo succeda anche col presidente Ghirelli, i club sono felicissimi della presenza dei dirigenti della Lega. Non è solo una visita di cortesia: ognuno ha delle aree di competenza e i presidenti la vivono positivamente. È un momento di confronto e dialogo. Su questa via dobbiamo proseguire anche nel 2022”.
La varietà e l’eterogeneità della Lega Pro sono un ostacolo o una risorsa?
“Sono le caratteristiche di questa Lega, che è differente da tutte le altre. La nostra bravura deve essere sfruttare i punti di forza e ridurre le criticità. A livello di storytelling ci possono essere delle favole calcistiche, che voi raccontate bene ad esempio sul vostro portale: penso al Renate l’anno scorso o al Pordenone in Coppa Italia. È chiaro che un Renate non ha la stessa dimensione economica del Padova o del Bari: non bisogna fare un focus su questo aspetto. Non è assolutamente un punto di forza. Invece è importante saper amalgamare la squadra e fare gli innesti giusti di stagione in stagione. Dopodiché, la mia idea è quella di fare appena possibile la prima ricerca di mercato di tipo quali-quantitativo, per capire i bacini di utenza di ogni club, il target group e il relativo stile di vita dei nostri supporter. Questa sarà una cosa epocale: intanto, ci porterebbe a capire chi siamo e quanto pesiamo. Finora ci siamo mossi con un criterio geografico, le faccio un esempio: Palermo è la quinta città d’Italia per numero di ‘abitanti’. Ma sappiamo quanti sono effettivamente i ‘tifosi’ del Palermo? Va fatta una fotografia puntuale già nel 2022. Una volta realizzata, forniremo di fatto un servizio ai club e li aiuteremo anche nella loro ricerca sponsor. E lo stesso a livello televisivo: più un prodotto è appetibile, più è vendibile. Ci sarà un forte potenziamento dei diritti audiovisivi, da qui al 2023/2024. Dopodiché, a scadenza di governance, io penso che troverete una Lega Pro pronta a diventare editore al cento per cento, con un rapporto importante con tutti i distributori presenti per quell’anno in Italia. Oggi il mercato sta andando sempre più verso la “non esclusiva”: noi abbiamo un rapporto pluriennale in esclusiva con Eleven Sports. Questo rapporto può andare avanti, ma il mercato si sta evolvendo e modificando mese dopo mese”.
Sul tema, fra le prime critiche che fece il presidente Erba c’era il fatto che dai diritti TV le società incassassero poco più di 10 mila euro.
“Non sono queste le cifre, non penso che siano mai state tali anche negli anni passati. Ricordo poi che ci sono dei costi di produzione importanti che erodono questa quota anche perché ormai bisogna produrre oltre 1240 partite. Nessuno in Europa produce un numero di partite come questo. È chiaro che, se dividi una torta per sessanta, lo stesso budget portato in B diventa il triplo. Bisogna anche considerare che i diritti audiovisivi della Lega Pro, con una distribuzione così capillare e diversificata, non nascono trent’anni fa: è un mercato giovane, che sta crescendo. Nell’ottica di una riforma, se si arrivasse a un campionato con 18-20 club, con grandi bacini di utenza o un blasone importante, allora non saremmo inferiori alla Serie B. Però per arrivarci dobbiamo, tra le altre cose, fare prima questa ricerca demoscopica, perché dobbiamo avere contezza dei dati relativi al bacino di utenza della Lega Pro. Ce lo chiedono gli sponsor in primis: o hai il club che l’ha fatto, però in Serie C non è scontato, o magari l’ha fatto quando era in Serie A. Il mercato nel frattempo si evolve, oggi siamo noi a dover aiutare i club a dire quanti sono, chi sono i loro tifosi, che caratteristiche hanno in termine di stili di vita”.
La Lega Serie A sta lavorando da un po’ di tempo per arrivare a costruire una media company. È quello il futuro?
“Per me sì. Dobbiamo essere produttori di contenuti e poi, nel futuro, avere dei grandi accordi di distribuzione, non in esclusiva. È la strada tracciata ad esempio in Serie B e i dati di questa stagione confermano perfettamente la visione in esame. Questo è un tema che può partire solo una volta terminato questo percorso: oggi c’è un contratto, noi lo rispettiamo e abbiamo un rapporto iper-professionale con Eleven Sports, portando avanti tante iniziative. Al netto di questo, dobbiamo però essere pronti a capire qual è lo scenario del futuro. Non so che governance ci sarà a partire dal 2024. Però il mio impegno è consegnare a chi ci sarà le chiavi di una Ferrari pronta a correre a Le Mans. Dobbiamo pensare a oggi, ma anche a progettare per chi ci sarà tra tre anni”.
A proposito di governance, col presidente Ghirelli oggi sembrate in grande sintonia. Com’è lavorare insieme da ex rivali elettorali? “Sicuramente abbiamo due caratteri forti. C’è grande rispetto: io sto imparando delle cose da lui e lo dico senza piaggeria. Credo che anche lui stia imparando delle cose da me, soprattutto a livello di marketing: vede tante novità e vede soprattutto che stiamo rivoluzionando giorno dopo giorno la Lega. Siamo una Lega in continua evoluzione. Delle linee guida sono state tracciate nel piano strategico 2021/2024. Già gli Esports partono dopo appena un anno di questa governance”.
Un tema di cui è molto orgoglioso è il futuro approdo della Lega Pro nel mondo degli E-Sports.
“Vi do una notizia: tra pochissimo firmeremo un contratto strategico oltre che storico. È stato approvato nelle ultime ore e da gennaio partiremo con la progettualità grazie all’interesse di un grande partner del settore. Ma non mi chieda di chi si tratta perché al momento non posso dirglielo”.


