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Avellino, paga il ds e non solo il mister: è l'eccezione, non la regola. Dal sogno all'incubo, Bocalon torna a sorridereTUTTOmercatoWEB
© foto di TuttoSalernitana.com
sabato 19 febbraio 2022, 00:00Il Punto
di Luca Esposito
per Tuttoc.com

Avellino, paga il ds e non solo il mister: è l'eccezione, non la regola. Dal sogno all'incubo, Bocalon torna a sorridere

Periodo particolarmente intenso per tutte le squadre impegnate nel campionato di Lega Pro, ormai si gioca ogni tre giorni per cercare di recuperare quanto prima possibile le gare non disputate causa covid e non far slittare gli spareggi di fine stagione. Organizzazione ad ora coerente e precisa rispetto a quanto accade nei campionati maggiori, conferma del fatto che tutto scorre in maniera serena e ordinata quando la salute prevale sui diritti tv, cosa che non è accaduta in altri campionati messi a repentaglio da ricorsi, penalizzazioni e 0-3 a tavolino. Naturalmente tiene banco in queste ore il caso Avellino, con una rivoluzione totale operata dal club e l'esonero di dirigenza e staff tecnico. Riteniamo che Salvatore Di Somma sia un esempio da seguire: è molto raro, nel calcio di oggi, che un ds scelga un allenatore e poi si assuma le proprie responsabilità in caso di licenziamento. Di Somma, invece, ha difeso (forse fin troppo) il suo allenatore fino alla fine e ha preferito non proseguire la sua avventura in terra irpina per questioni di coerenza. Fungere da scudo non sempre è strategia vincente nel mondo del calcio, ma chi ci mette la faccia prendendo una posizione a proprio rischio e pericolo va sempre e comunque rispettato. Il lavoro svolto in questi anni, del resto, non si cancella. Di Somma accettò Avellino in un momento difficile sotto il profilo societario, per due volte di fila si sono giocati i playoff e, comunque, la classifica resta ottima pure quest'anno. Toccherà ora a Carmine Gautieri prendere il timone del club, siamo convinti sia una garanzia per i biancoverdi. Chi ha calcato palcoscenici importanti, da calciatore e da allenatore, non può che toccare le corde giuste all'interno di uno spogliatoio che, pare, non avesse più ottimi rapporti con Braglia. Parentesi anche sulla Turris che, nelle ultime giornate, ha raccolto appena un punto e ha perso di vista in modo definitivo le primissime posizioni. Un vero peccato, ancor di più perchè sembra di vedere lo stesso copione dell'anno scorso, ma gli infortuni in serie hanno inciso in modo notevole in quest'avvio di girone di ritorno. Qualunque squadra soffrirebbe con 5-6 potenziali titolari in meno, ma la prova di alto livello col Bari sa tanto di riscatto e lascia ben sperare per il futuro.

Chiosa sul big match: il Bari ha vinto, la Turris ha a tratti dominato, l'unico non all'altezza è stato il direttore di gara Longo di Paola, a nostro avviso non bravo nella gestione complessiva. Per quanto riguarda gli altri gironi, prosegue il testa a testa tra SudTirol e Padova, due squadre che si stanno dimostrando nettamente superiori alla concorrenza facilitate anche dal "vorrei ma non posso" di alcune società a cui resta il blasone, ma che da tempo hanno ridimensionato le proprie ambizioni. Realtà come Piacenza, Pro Vercelli e FeralpiSalò (che tonfo interno con l'Albinoleffe!) dovrebbero decidere cosa vogliono fare da grandi, vedremo se riusciranno a chiudere la stagione con un filotto di risultati positivi per regalarsi una piazza nei playoff. Vogliamo fare un elogio a Riccardo Bocalon, in gol con il suo Trento. Il "doge" è l'emblema di un calcio che ti porta dalle stelle alle stalle nel giro di un amen. Pochi anni fa firma e maglia da titolare in una piazza importantissima come Salerno, poi il gol decisivo con cui ha portato il suo Venezia in serie A. Sembrava l'apoteosi di una carriera, invece per sei mesi si è ritrovato fuori squadra al punto da "non avere nemmeno il coraggio di andare allo stadio, sarebbe una grande sofferenza per me". Riteniamo che oggi si dovrebbe dare più spazio a chi, sul campo, conquista la fiducia piuttosto che peccare di irriconoscenza e fidarsi sempre del solito straniero a fine carriera o sconosciuto. Discorso generale, ovviamente. E il Trento ha dato lui la possibilità di rilanciarsi, un colpo ottimo per la categoria e un tandem interessantissimo con Pasquato. Chiudiamo col girone B, quello forse più bello in assoluto. Modena e Reggiana non perdono un colpo, non ce ne voglia nessuno ma meriterebbero entrambe di giocare in serie B l'anno prossimo. La concretezza e l'esperienza dei canarini, il bel gioco e la voglia di riscatto dei granata: un derby nel derby che rende vano il pur ottimo campionato del Cesena, bravo a riscattare il ko interno col Grosseto andando a vincere in scioltezza ad Ancona.