Alla faccia del progetto: il 40% dei club di C ha cambiato mister. In Italia niente più squadre imbattute. Palermo, un altro gol per Brunori e saranno cose turche
Se cercate nell'archivio di TuttoC.com la parola "progetto" trovate più di 600 corrispondenze dall'estate a oggi. La maggior parte di presidenti, direttori, allenatori e ogni tanto anche qualche giocatore, tutti convinti che questo sia l'anno giusto per dare vita a un progetto lungo che possa dare tante soddisfazioni alla società, alla piazza, ai tifosi, ecc. ecc.
Poi, però, i numeri parlano. E dicono che il 40% delle squadre di Lega Pro hanno cambiato il proprio allenatore. Su sessanta squadre, fino all'ultimo giorno di febbraio compreso, in 24 hanno vissuto almeno un ribaltone sulla propria panchina. Con squadre che sono arrivate anche a tre mister diversi. Non tutti gli esoneri hanno la stessa valenza, ovviamente: il Catanzaro, con Vivarini, ha messo il turno. Ma tanti altri club non hanno migliorato nulla cambiando allenatore. Resta da capire, allora, secondo quali criteri vengono scelti i tecnici a inizio stagione. Anche perché cambiarli costa: avere due allenatori a libro paga significa rinunciare a ingaggiare un giocatore, magari nel girone di ritorno, che ti potrebbe far svoltare la stagione.
Un plauso, a prescindere da come finirà, va fatto a chi alla parola progetto ci ha creduto per davvero, cioè il Sudtirol. Che in questi anni ha cambiato addirittura il presidente, oltre a direttori e allenatori, ma sempre con un'idea in testa. La conferma di Bravo come direttore non è stato un caso, la scelta di Javorcic non è avvenuta per sbaglio. I giocatori? Tutti funzionali al progetto della società, non agli interessi dei procuratori.
In chiusura due statistiche da sottolineare. La prima è che nessuna squadra è più imbattuta nei campionati professionistici italiani. Le ultime due a resistere, Sudtirol e Reggiana, in questi giorni hanno trovato chi è stato più forte di loro. Gli altoatesini, dopo nove giorni di sorrisi, hanno trovato contro un Piacenza rognosissimo. Gli emiliani, dopo quasi dieci mesi da imbattuti, hanno trovato di fronte l'ammazzagrandi della stagione, quel Gubbio che si è preso una marea di scalpi importanti e che, con un pizzico più di continuità negli scontri con le pericolanti, volerebbe anche in classifica.
La seconda. Essere attaccante, se hai la maglia del Palermo, non dev'essere facile, visto che prima di te l'hanno fatto giocatori come Dybala, Cavani, Ilicic e Miccoli. Eppure Matteo Brunori non ha paura. Anzi, è riuscito a fare meglio dei quattro giocatori appena citati, segnando per sei partite di fila, una in più degli ex rosanero. Eppure il record non è ancora stato battuto. Il Giornale di Sicilia è andato a scovare la curiosa statistica, arrivando a più di 70 anni fa: nela stagione 1950-51 il turco Sukru Gulesin andò a segno, nell'allora Serie A, per ben sette partite di fila. Brunori, contro il fanalino di coda Vibonese, nel weekend avrà la ghiottissima possibilità di raggiungerlo.


