Preferisco il silenzio
Dalle primissime ore della mattina di ieri stiamo assistendo a scene che non si vedevano da quasi un secolo. Immagini di una guerra. No, peggio. Immagini di un’invasione di un Paese da parte di uno Stato confinante. Scene di bombardamenti in tutte la città più importanti. Gente che scappa. Bambini terrorizzati che vengono sopraffatti da eventi incomprensibili ai loro occhi.
Di fronte a tutto questo, all’ennesima dose di morte, arrivata al temine di due anni durante i quali pensavamo di aver già pagato un dazio enorme al destino di questo piccolo Mondo, il resto perde di significato. Si appanna. Evapora.
Avrei voluto scrivere e commentare come al solito tutto ciò che riguarda la nostra Serie C. Il cambio di guida tecnica a Padova con l'arrivo di Massimo Oddo, le ipotesi di futuro per il Catania con i possibili acquirenti interessati all'asta fallimentare del 4 marzo, la maxi squalifica comminata al tecnico della Pro Vercelli Franco Lerda dopo i termini offensivi pronunciati nel corso del match contro il Renate e tanto altro ancora.
Per una volta, però, mi sottraggo a tutto questo. E rimango in silenzio. Perché in testa ho ben altro. E così come me, sono sicuro, molti altri di voi. Preferisco il silenzio, per rispetto di chi sta lottando per qualcosa di molto più importante. E se qualcuno dovesse vedere del falso moralismo in queste mie poche parole beh... me ne farò una ragione. Anzi, non me ne fregherà proprio un cazzo.


